<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024</id><updated>2012-02-17T01:51:12.915+01:00</updated><category term='Sicilia'/><category term='pensées'/><category term='HRW'/><category term='ONU'/><category term='Turchia'/><category term='Catania'/><category term='NYC'/><category term='Germania'/><category term='Estate'/><category term='napoli'/><category term='Budapest'/><category term='Giordania'/><category term='Berlino'/><category term='Viaggi'/><category term='Siria'/><title type='text'>Al Musafir</title><subtitle type='html'>viaggio, vedo, scrivo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-5968101711784050417</id><published>2009-09-01T03:11:00.002+02:00</published><updated>2009-09-01T06:13:15.001+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NYC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>That's it, folks!</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;R&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;od Stuart trascina il suo jazz sul lettore dvd della televisione, mentre la signora R. lavora a maglia su una sciarpa per la nipotina che ha in mano da almeno due mesi. Una delle cose che mi hanno sempre dato più piacere nella vita è proprio il rumore ed i gesti di una signora che lavora a maglia. Lo stesso piacere della voce di una signora persiana di un lontano viaggio in Iran, di cui non capivo una parola, lo stesso del ritmo dei binari nel lungo tratto senza fermate tra Forest Hills e Roosevelt Avenue sulla linea F per Manhattan, o quello di una spazzola che scende lungo i capelli di una ragazza. Mi riempie di calore ed energia lungo le braccia e le gambe, come una sensazione infantile di serenità, che assomiglia ad un orgasmo, ma molto molto più raffinato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;That's it, folks&lt;/span&gt;: fra due giorni si torna alla bella Napoli. Un weekend allungato aiuta a preparare la mente al nuovo cambio, un weekend fatto di ultimi stanchi giri, molto&lt;span style="font-style: italic;"&gt; glander&lt;/span&gt; e moltissime puntate di Scrubs in streaming – meno male che esiste, ma attenti, è una droga.&lt;br /&gt;Sono molto contento di tornare a Napoli. La mia vita lì mi è mancata, la bella S. Chiara 41, le follie di Melaqa e le sue cene vegane, i mille caffè di Ciccio e i milioni di discorsi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;random&lt;/span&gt; e l'affetto e l'aula studio di palazzo Giusso. Nella grande mela mi sono accorto di quanto mi piaccia la mia vita lì, nonostante lo sclero e la sovente reclusione da studio, i criminali di quartiere che lanciano pietre verso il quarto piano e la monnezza del finesettimana che nessuno psiconano è in grado di eliminare. So già che quest'anno sarà ancora peggio del precedente in termini di sclero, ma mi piace l'idea di sclerare in mezzo a gente con cui sto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo di resoconti? Che noia, ma sembra di sì. Credo che ripeterò circa infinite volte questa storia alle persone che me lo chiederanno nelle prossime settimane, tanto vale prepararselo per bene.&lt;br /&gt;Scartiamo subito le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tautologie&lt;/span&gt;: sì, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;due mesi sono volati – quanto passa veloce il tempo!&lt;/span&gt; Neanche fosse una mezza stagione! Per altro il tempo è stato sempre molto mite, il che è stato soprattutto un vantaggio.&lt;br /&gt;E continuiamo con qualche domanda banale ma certamente inevitabile:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti è piaciuta New York?&lt;/span&gt;  Certo che sì. Ma già so che ogni volta che me lo chiederanno ci sarà la seguente premessa che riporto fedelmente: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no però non so come parlare di NY perché sai abitando a un'ora e mezza non è che l'abbia vissuta molto... E poi per me p&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;er conoscere una città bisogna viverla con la gente... E io non ho avuto molte occasioni di fare amicizie strette... Per non parlare della vita notturna che non c'è proprio stata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E via dicendo con premesse sempre vere ma sempre più noiose.&lt;br /&gt;Come dare un'opinione su una città che si ha avuto modo di conoscere così frammentariamente? La risposta immediata sarà: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;beh New York me la sono vissuta come esperienza fondamentale dal punto di vista della crescita personale e professionale.&lt;/span&gt; Sempre verissimo.&lt;br /&gt;In realtà però &lt;span style="font-style: italic;"&gt;soprattutto all'inizio mi sono fatto un sacco di giri e ho cercato di conoscere NYC e dintorni il più possibile, hai visto le foto?&lt;/span&gt; E quindi l'unica cosa da poter fare è una classifica generale delle cose che mi sono piaciute di più, e quali di meno.&lt;br /&gt;Per esempio:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/NYC%2009/th_IMGP0082.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 160px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/NYC%2009/th_IMGP0082.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;on sai quanto mi sia piaciuto Washington Square Park &lt;/span&gt; [nel Greenwhich Village]&lt;span style="font-style: italic;"&gt;! Forse è la cosa che mi è piaciuta di più, insieme agli altri parchi. Al contrario, se c'è qualcosa che non mi è piaciuta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quella è Times Square, che schifo! Diciamo che tutto il Midtown è un po' una schifezza con tutti quei palazzacci alti e grigi, la sua arroganza che urla al capitalismo sfrenato, e le centinaia di migliaia di turisti che ronzano attorno all'Empire State Building.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Domanda: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci abiteresti?- Probabilmente non a Manhattan&lt;/span&gt;, ho già risposto un paio di volte. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Magari a Brooklyn per un po', con tutte quelle casette coi mattoni rossi e Prospect Park che è la versione umana di Central Park.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/NYC%2009/th_IMGP0457.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 160px; height: 120px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/NYC%2009/th_IMGP0457.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La vita è cara?&lt;/span&gt;  Qui la stanchezza comincia a farsi sentire. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sì, è cara per un americano, ma il cambio favorevole rende i prezzi simili all'Italia. Ma non parliamo degli affitti: altro che crisi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A proposito,  ma la crisi si vede?&lt;/span&gt; (respiro profondo) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beh non è che la vedi per strada, la gente ancora mangia da Mcdonalds e tutti hanno l'iPhone o il Kindle &lt;/span&gt;[è l'ultima trovata, ebook su un apparecchio che si apre a mò di libro e rivestito in pelle], &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma se parli con la gente tutti dicono che hanno perso soldi e che conoscono gente che ha perso il lavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma ci sei stato al World Trade Center? &lt;/span&gt; (brrrrr....) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sì. - E com'è? - Un cantiere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Qual è la cosa più strana che hai fatto o che ti ha colpito di più?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi sono preparato questa risposta e ho deciso di dire: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;una volta mi hanno invitato a una messa gospel in una chiesa/bunker a Brooklyn, sotto i binari della metro sopraelevata. Un'esperienza a dir poco mistica: dall'inizio alla fine tre ottime cantanti hanno intonato quelle che sembravano hit di Alicia Keys ma con nomi  tipo 'C'mon, let's worhsip him', oppure 'Jesus is just great'. La cosa è andata avanti per tre ore, a un certo punto anche il pastore vestito di azzurro con cravatta viola, intramezzava la sua predica con canzoni jazz, soul e folk. Tra i ricordi più esilaranti: il pastore mi ha presentato a tutta la chiesa durante la messa, ha detto 'siamo felicissimi di accogliere oggi un grande amico italiano, è venuto per vedere come si fa una vera messa! Un applauso per Tino!' E via numerosi applausi e tutti che mi venivano a stringere la mano dandomi il benvenuto nel cammino di Gesù.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hai fatto amicizie?&lt;/span&gt;  Mi sembra di aver già risposto a questa domanda. In ogni caso, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ho stretto amicizia con una ragazza che lavorava con me a Human Rights Watch, del Michigan. Peccato che se ne sia andata a metà agosto. Per il resto, amicizie varie, gente con cui sono uscito qualche volta ma poi si fermava lì. Penso che ognuno avesse già il suo giro visto che erano quasi tutti residenti a New York, e soprattutto abitavano a Manhattan.&lt;/span&gt; Mentre io...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intervista potrebbe andare avanti anco&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;ra molto a lungo e le domande potrebbero farsi ancora più noiose, quindi è meglio mettere un punto, e cercare di offrire nella prossima puntata un resoconto soddisfacente della&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vera &lt;/span&gt;esperienza newyorchese, al famoso trentaquattresimo piano, anzi trentacinquesimo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mena Division.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-5968101711784050417?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/5968101711784050417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=5968101711784050417&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/5968101711784050417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/5968101711784050417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2009/09/thats-it-folks.html' title='That&apos;s it, folks!'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/NYC%2009/th_IMGP0082.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-7856036999936152472</id><published>2009-08-27T18:21:00.002+02:00</published><updated>2009-08-27T18:26:45.032+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HRW'/><title type='text'>non solo Libia</title><content type='html'>Pubblico la mia traduzione di un comunicato stampa di Human Rights Watch, la potete trovare sul loro sito. Evviva le espulsioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Italia: L’Espulsione di un Tunisino Viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo" href="http://www.hrw.org/en/news/2009/08/25/italia-l-espulsione-di-un-tunisino-viola-la-convenzione-europea-dei-diritti-dell-uom"&gt;&lt;em&gt;Italia: L’Espulsione di un Tunisino Viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(New York, 5 Agosto 2009) - L'espulsione da parte dell'Italia di un cittadino tunisino sospettato di terrorismo verso un Paese in cui rischia concretamente la tortura è l'ultimo esempio di come essa si beffi del divieto assoluto di queste restituzioni, ha dichiarato oggi Human Rights Watch. L'Italia ha consegnato Ali Ben Sassi Toumi alla Tunisia il 2 agosto 2009, nonostante le ripetute sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che richiedono la sospensione dell'espulsione finché la Corte non indaghi pienamente sull'istanza che rivendica il rischio di tortura o altri maltrattamenti nel caso in cui il cittadino tunisino fosse restituito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toumi è il terzo sospetto terrorista che il governo italiano ha rimandato in Tunisia negli ultimi 20 mesi, in violazione agli ordini della Corte Europea di sospendere queste deportazioni. Le misure cautelari della Corte - sentenze temporanee in attesa del giudizio finale - sono pienamente vincolanti, e il loro mancato rispetto da parte dell'Italia viola la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e altri obblighi previsti nel diritto internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Con l'espulsione di Ali Ben Sassi Toumi l'Italia ha ancora una volta mostrato totale disprezzo per i suoi obblighi internazionali sui diritti umani", ha affermato Letta Tayler, ricercatrice della Sezione Terrorismo e Antiterrorismo di Human Rights Watch. "La Tunisia ha un elenco lungo e ben documentato di torture e abusi di prigionieri, quindi questa espulsione viola chiaramente sia gli ordini di sospensione della Corte Europea, sia il divieto fondamentale di restituzione in caso di rischio di tortura".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sospetti terroristi e prigionieri per altri motivi di sicurezza nazionale in Tunisia sono particolarmente a rischio di tortura, di detenzione prolungata e di procedimenti giudiziari ingiusti, ha dichiarato Human Rights Watch.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toumi si è arrampicato sul tetto di un centro di detenzione per la deportazione e ha minacciato il suicidio quando le autorità lo hanno informato, il primo agosto, che lo avrebbero rimandato in Tunisia, ha riferito a Human Rights Watch il suo avvocato italiano Barbara Manara. Le autorità lo hanno ingannato con una falsa promessa dicendogli che non sarebbe stato deportato, ha dichiarato l'avvocato. Toumi non è residente in Italia, ma è sposato con una donna italiana con cui ha avuto tre figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'Italia ha messo Toumi a serio rischio di tortura. Adesso deve prendere ogni possibile misura che assicuri la sua protezione e mettere fine alla sua continua mancanza di rispetto nei confronti della Corte Europea e delle norme internazionali fondamentali sui diritti umani", ha affermato Letta Tayler. "Per ogni abuso subito da Toumi in Tunisia, l'Italia è altrettanto responsabile".&lt;br /&gt;Toumi, 44 anni, condannato in contumacia in Tunisia per un'accusa di contraffazione, è stato sentito l'ultima volta da sua moglie quando le ha inviato un sms la notte del 2 agosto al suo arrivo all'aeroporto di Tunisi. È stato espulso dall'Italia dopo aver scontato una sentenza di sei anni in una prigione italiana per condanna di associazione ad una cellula terroristica collegata ad al-Qaeda. Le autorità italiane hanno dichiarato che il motivo dell'espulsione è che Toumi rappresenta ancora una minaccia alla sicurezza nazionale. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha emesso diverse sentenze il 18 maggio, il 19 maggio e il 24 giugno di quest'anno affinché si posticipasse la sua prevista espulsione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa deportazione giunge dopo ripetute sentenze della Corte Europea contro le espulsioni da parte dell'Italia di altri sospetti terroristi tunisini verso il loro Paese d'origine. Nel febbraio del 2008, la Grande Camera della Corte ha affermato, nel caso di Nassim Saadi - un altro tunisino che l'Italia aveva cercato di rimandare in Tunisia - il divieto assoluto di espellere individui verso Paesi in cui vi siano per loro rischi di tortura o maltrattamento. La Corte ha dichiarato che i tentativi dell'Italia di deportare Saadi, che risiedeva regolarmente in Italia, violavano l'Articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. L'Articolo 3 proibisce la tortura e il maltrattamento e contiene il divieto assoluto di espellere qualunque individuo verso Paesi in cui sia a rischio di questi trattamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia non ha deportato Saadi. Tuttavia, ha espulso altri due sospetti terroristi tunisini, Essid Sami Ben Khemais e Mourad Trabelsi, rispettivamente nel giugno e nel dicembre del 2008, nonostante le richieste della Corte Europea affinché venisse loro concesso di rimanere in Italia fino a quando la Corte non avesse pienamente esaminato i loro casi. I due individui stanno scontando le loro sentenze in Tunisia per accuse di associazione terroristica, dopo essere stati condannati dalle corti militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Corte Europea aveva risposto nel febbraio del 2009 condannando l'espulsione di Khemais da parte dell'Italia sulla base della violazione degli articoli 3 e 34 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. L'Articolo 34 assicura il diritto effettivo di ricorso alla Corte. Da allora, la Corte Europea ha emesso sentenze su altri nove casi per cui l'Italia violerebbe nuovamente l'Articolo 3 della Convenzione se mettesse in atto ordini di espulsioni contro altri sospetti terroristi tunisini.&lt;br /&gt;"La Corte Europea ha detto 10 volte all'Italia che le restituzioni verso la Tunisia non sono sicure", ha affermato Tayler. "È giunto il momento che l'Italia dia retta alle decisioni della Corte e cessi immediatamente tutti i tentativi di deportare sospetti terroristi verso la Tunisia finché la Corte non abbia emesso una sentenza finale sui loro casi".&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;a title="Italia: L’Espulsione di un Tunisino Viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo" href="http://www.hrw.org/en/news/2009/08/25/italia-l-espulsione-di-un-tunisino-viola-la-convenzione-europea-dei-diritti-dell-uom"&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-7856036999936152472?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/7856036999936152472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=7856036999936152472&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7856036999936152472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7856036999936152472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2009/08/non-solo-libia.html' title='non solo Libia'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4096605066754579528</id><published>2009-08-12T05:42:00.007+02:00</published><updated>2009-08-12T22:25:03.054+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NYC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>L'oroscopo dei semafori</title><content type='html'>Mancano appena tre settimane al ritorno al belpaese, neanche a dirlo il tempo vola, mentre il blog un po' piange, ho perso un po' di ispirazione dall'ultimo viaggio o anche solo dall'ultimo post. Ritmi frenetici o ripetitivi, malumori più o meno passeggeri, calo del turismo? O forse il lato dello scrittore ha lasciato definitivamente il posto all'attivista di diritti umani. &lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI6mtHhDoI/AAAAAAAAAT4/N0FxpuGqLCg/s1600-h/IMGP0482.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368918142399614594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 200px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI6mtHhDoI/AAAAAAAAAT4/N0FxpuGqLCg/s200/IMGP0482.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vaniloqui a parte, si procede serrati nell'&lt;i&gt;internship &lt;/i&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;newyorchese, meno tempo per girovagare (statua della libertà a parte le cose fondamentali sono state fatte), più tempo per studiare e tesizzare, molto tempo sui mezzi. Forse proprio per le ore passate su bus e metro viene un po' meno la voglia di esplorare, soprattutto la sera, cosa che non mi dispiacerebbe vista la fama della &lt;/span&gt;&lt;i&gt;city &lt;/i&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;per la grande musica. Impossibile uscire la sera in settimana, data la ora e mezza di strada che separa Manhattan dai verdi sentieri di Little Neck, Queens estremo orientale – mi si perdoni l'orientalismo. È decisamente una dimensione provinciale, molto lontana dai palazzi non plus ultra e dalla frenesia del Midtown.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Poi, non è che ci siano tutte queste conoscenze strette con cui uscire. Fare amicizia, almeno più approfondita, non è tra le cose più facili e immediate. La cosa non sembra avere comunque molto peso. In ogni caso, un paio di settimane fa ho visto Harry Potter in 3d (bleah!) e un concerto di musica jazz braziliana (wow!) in pieno Village di sabato sera. Una cosa vorrei fare almeno una volta, vedere qualcosa a Williamsburg, che tutti dicono essere al momento l'epicentro mondiale dell'indie rock e &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;alternative&lt;/span&gt; e bla bla bla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;A prendere i mezzi, di settimana è come se venisse naturale. &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Automat&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;ismi e caos ordinato, coi &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;quali l'ultimo contatto risale alla Par&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI8FLL-rvI/AAAAAAAAAUA/pTwhGhybxWw/s1600-h/IMGP0468.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368919765379100402" style="FLOAT: right; MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI8FLL-rvI/AAAAAAAAAUA/pTwhGhybxWw/s200/IMGP0468.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;igi del 2005 secoli or sono, sembrano appartenere geneticamente ai multietnicissimi abitanti del &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Queens – cinesi, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;latinos&lt;/i&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;, indiani, afro e qualche bianchiccio. Anche io per fortuna ho imparato a&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; dormire sia in piedi che seduto, sul Q30 da Little Neck alla metro, e sulla metro verso Manhattan. Alternative non ce ne sono molte: leggere, ascoltare musica (se non si rompono gli auricolari)&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;, osservare la gente o fargli foto (ma forse per due mesi è un po' noioso), fissare il vuoto. Ma il rischio di ossessionarsi al ritmo dei &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;semafori è troppo grande. All'inizio, e anche in passato in altre città, pensavo che fossero i semafori a decidere astrologicamente come andrà la giornata: più verdi di fila, più raggiante sarà. Tuttavia, la semaforologia tende solo a dare previsioni disastrose a New York, dove la media dei semafori è uno ogni traversa. E neanche fa bene arrabbiarsi col semaforo che è appena diventato rosso, il rischio è l'esaurimento nervoso. Molto meglio fantasticare o farsi qualche paranoia a questo punto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Della routine giornaliera fa parte anche l'ingresso all'Empire State Building. Primo incontro, dopo aver sorpassato orde odiose di turisti davanti alle porte, gentili impiegati insistentemente chiedono se si vuole salire a vedere New York d'alto – no, grazie, lavoro qui – rispondo ogni &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;giorno. Poi l'ingresso nelle porte girevoli, dove il primo impiegato di solito &lt;/span&gt;&lt;i&gt;latino&lt;/i&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; ti dà il primo 'Welcome to the Empire State Building!”, cosa che si ripete subito dopo l'ingresso e ancora ai check in di sicurezza (piuttosto blandi). Si ha il piacere dell'ospitalità in veste liberty anche &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI8Sufg_qI/AAAAAAAAAUI/kUEJpdkMN8o/s1600-h/IMGP0470.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368919998194581154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 200px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI8Sufg_qI/AAAAAAAAAUI/kUEJpdkMN8o/s200/IMGP0470.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;quando vai&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt; a fumarti la sigaretta all'ingresso del palazzo, ingresso e uscita.&lt;/span&gt; &lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;La mistica esperienza è coronata dall'atrio centrale dell'edificio, diviso in quattro spazi con dieci ascensori ciascuno, ognuno col suo numero di piani, e dove si può anche osservare (a lungo) la pianta interattiva &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;dei marmorei ascensori che si mu&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;ovono su e giù.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: normal"&gt;Trentaquattro bip dopo, caffè Starbucks con ghiaccio e cannuccia, siamo pronti al fatidico 9-18.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4096605066754579528?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4096605066754579528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4096605066754579528&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4096605066754579528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4096605066754579528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2009/08/loroscopo-dei-semafori.html' title='L&apos;oroscopo dei semafori'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SoI6mtHhDoI/AAAAAAAAAT4/N0FxpuGqLCg/s72-c/IMGP0482.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2926866581480449568</id><published>2009-07-27T04:33:00.007+02:00</published><updated>2009-08-14T02:48:23.033+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NYC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HRW'/><title type='text'>Yankees don't go home</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Sm0WCOpv1OI/AAAAAAAAATo/NWrqluvWaxI/s1600-h/IMGP0397.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Sm0WCOpv1OI/AAAAAAAAATo/NWrqluvWaxI/s200/IMGP0397.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362966958816875746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;O&lt;/span&gt;ggi ha piovuto tutto il giorno, domenica di fine luglio all'insegna dell'umidità e delle&lt;span style="font-style: italic;"&gt; res casalinga&lt;/span&gt;, dopo un intenso week-end di shopping, Yankees allo stadio, cene MacDonald e colazione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bagel&lt;/span&gt;s alla crema di yogurt. E piove ancora: come gli inglesi, i newyorchesi non possono che parlare di tempo in questa strana estate poco calda e umidiccia.&lt;br /&gt;Per fortuna però il tempo ha tenuto nella lunga giornata del picnic annuale di Human Rights Watch, nelle campagne del vicino Connecticut, molto verde, molti sandwich e molta pallavolo (e molti lividi). Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;team-building&lt;/span&gt; funziona!&lt;br /&gt;E per fortuna ha retto anche durante la partita degli Yankees, la Juventus baseballiana d'oltreoceano, nella partita inaugurale del nuovo Yankee Stadium, a qualche isolato dall'inizio del Bronx. Il Musafir non ha forse potuto apprezzare le finezze della vittoria degli Yankees spalmata su tre ore di partita contro gli Oaklands, annoiandosi pure un pochino, ma la vista dello stadio, dell'evento sociale e dei suoi molti piccoli dettagli più o meno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trash&lt;/span&gt; all'occhio dell'italiano disadattato, valevano certamente tre ore di attesa. Comunque, il baseball resta il più incomprensibilmente popolare e noioso sport di questa parte dell'occiden&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Sm0WJSolvjI/AAAAAAAAATw/VlsTnKEO5IY/s1600-h/IMGP0405.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Sm0WJSolvjI/AAAAAAAAATw/VlsTnKEO5IY/s200/IMGP0405.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362967080144846386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;te.&lt;br /&gt;E ancora, sabato: Chinatown, Little Italy, Soho, Noho, Nolita e Greenwhich Village – tutta la Lower Manhattan storica, insomma. Una marmellata di turismo, cineserie, fricchettoneria e arte contemporanea costosissima ma incredibilmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vintage&lt;/span&gt;, e per finire un falafel dentro il cortile durante una partita di afrobasket femminile.&lt;br /&gt;Comprensibilmente, la giornata oggi è trascorsa a casa, addirittura si è messo mano al libro per l'esame di settembre, ma molto timidamente e con qualche diffidenza: l'inizio ufficiale del rintanamento è agosto, o lunedì, come le diete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Human Rights Watch: l'ultima settimana si è notevolmente intensificata, mi è stato assegnata una ricerca non piccola su tutto il materiale reperibile riguardo alle italiche malefatte in Libia, argomento naturalmente migranti, campi di detenzione, respingimenti, trattati di amicizia, vendita di armi (Finmeccanica) e altre schifezze. A quando un report sulla fine della libertà di informazione, conflitto d'interesse, corruzione, letti di Putin et similia? Chiederò in giro se c'è qualcosa in progetto.&lt;br /&gt;Questo e altri progetti simili compongono lo stage al trentaquattresimo piano: mi sto concentrando principalmente su Yemen, Iraq, e Libia, ma le possibilità di sviluppo non mancano. Molta, moltissima ricerca su internet, ben poca 'attività d'ufficio'. È così che funziona: decidi tu cosa ti interessa di più e il tuo lavoro si concentra su quello. La cosa bella è che si ha la sensazione di essere utili, per alcuni aspetti addirittura indispensabili (come nel progetto su Libia-Italia in cui cerco materiale in italiano). Lo stagista è pienamente inserito nel sistema. È il gradino più basso, ma serve, ha un ruolo ben determinato, e ha una responsabilità. Questo si chiama dare la possibilità di imparare qualcosa. E si sta dentro un'organizzazione in cui, anche qui, la sensazione è che si faccia qualcosa di concreto, si fanno denunce concrete e precise sulla violazione di questo o quel diritto, si fa pressione, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lobbying,&lt;/span&gt; e si ottengono risultati. E la gente ci crede, è seriamente impegnata ed incredibilmente competente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È proprio il caso di dirlo: che peccato andarsene dopo solo due mesi. Per molte altre ragioni, sono contento di tornare in Italia – progetti, pensieri, vita. Ma approfittare di quest'occasione pare davvero importante. Non per trovare lavoro qui, non è certo così scontato. Per imparare qualcosa di vero. Che ti piace. Una strada, un percorso. Spero davvero che ci saranno occasione di tornarci, in questo mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2926866581480449568?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2926866581480449568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2926866581480449568&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2926866581480449568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2926866581480449568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2009/07/yankees-dont-go-home.html' title='Yankees don&apos;t go home'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Sm0WCOpv1OI/AAAAAAAAATo/NWrqluvWaxI/s72-c/IMGP0397.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-889548406967551410</id><published>2009-07-14T05:02:00.003+02:00</published><updated>2009-08-14T02:48:08.463+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NYC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HRW'/><title type='text'>Watchin' Human Rights from 34th floor (prologo)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sdpconference.info/assets/images/links-logos/hrw-logo.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 116px; height: 116px;" src="http://www.sdpconference.info/assets/images/links-logos/hrw-logo.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.1  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt;&lt;/style&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.1  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;O&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ggi è iniziata la terza settimana. Lo stage con Human Rights Watch procede a gonfie vele. Per quei pochi che non lo sanno, sono venuto a New York proprio per questo. Due mesi di stage (non pagato) nella sezione Middle East &amp;amp; North Africa, per gli amici Mena, in una delle ong più importanti al mondo per i diritti umani. Tutto ciò si svolge, per l'appunto, al trentaquattresimo piano dell'Empire State Building, tra la quinta e la trentaquattresima, Midtown Manhattan. Potevasi mai desiderare qualcosa di più? Forse sì, magari uno stage pagato, ma insomma, una cosa alla volta. E non dimentichiamoci la sistemazione - a un'ora e mezza da Manhattan, nell'estremo oriente Queens – presso la sig.a Roberta, che più ospitale non si può.&lt;br /&gt;Insomma, le prospettive di questo viaggio, ormai in pieno svolgimento, erano delle migliori. E nessuna – quasi nessuna – aspettativa è rimasta delusa.&lt;br /&gt;Vogliamo ammorbarci un po' con le numerose aspettative e con i retroscena psicologici di questo viaggio? Ma certo, che domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Repetita iuvant: NYC arriva dopo due anni tondi dall'ultimo viaggio, quella lontana Damasco a cui mi capita qualche volta di pensare, che alle volte mi manca e di cui conservo una piacevole sensazione di serenità. La dimensione-viaggio, i geni del Musafir negli ultimi due anni sono stati accantonati per fare spazio ad altri geni o presunti tali,  e all'avventura Orientale, ma alla fine sono tornati fuori, forse un po' cresciuti e un po' cambiati. Già un anno fa in realtà è cominciata l'idea di questo viaggio, sotto spinta e assistenza del pater, che non poco ha contribuito alla sua realizzazione. L'idea iniziale era di andare in una delle sedi europee di Human Rights Watch (Berlino, una a caso), e New York è stata la risposta elettronica avuta dalla sede centrale. E così nell'anno successivo i contorni si sono fatti reali, a febbraio avevo già il biglietto ed ero più o meno pronto per lasciare il caos universitario orientale e/o napoletano e venire fin qui. Ben presto è arrivata anche la soluzione alla più grande difficoltà da affrontare: trovare casa. E per quella è arrivata pronta la soluzione amici-di-famiglia. Ringraziamenti vivissimi.&lt;br /&gt;I geni del Musafir sono cambiati, si diceva. Sembra che il classico desiderio di viaggiare fine a se stesso romanticamente parlando, abbia lasciato il posto ad aspettative e sentimenti più concreti. Naturalmente, non è che manchi la voglia di viaggiare e vedere posti nuovi. È cambiata la prospettiva. Venticinque anni sono giunti con un po' di ansia gratuita questo febbraio, e ogni cosa adesso sembra essere orientata verso il 'ma cosa farò, ma a cosa mi servirà'. Insieme alla folle corsa agli esami (meno cinque più tesi), si fa strada un sentiero un po' incerto ma sicuramente inesorabile: fra un anno o inshallah meno, qualcosa, qualsiasi cosa, ne sarà di me. Si capisce facilmente quindi, come si presenta NYC in tutto ciò: apprendi, formati, capisci come funziona il mondo, e fai in fretta. Prendi contatti, impara a fare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cose&lt;/span&gt;, cresci! Per fortuna, ridimensionate le aspettative nella loro forma umanamente accettabile e sopportabile, l'esperienza sembra finora andare nel verso giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine dello stage non ho detto proprio nulla. Vabbè, ci sarà tempo. Arrivedervisi.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-889548406967551410?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/889548406967551410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=889548406967551410&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/889548406967551410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/889548406967551410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2009/07/watchin-human-rights-from-34th-floor.html' title='Watchin&apos; Human Rights from 34th floor (prologo)'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2821024552867866997</id><published>2009-07-12T04:15:00.003+02:00</published><updated>2009-08-14T02:48:08.463+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NYC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='HRW'/><title type='text'>the NYC Musafir</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SllHouoPk9I/AAAAAAAAATA/UT4oXAp2uRc/s1600-h/IMGP0194.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357391996771079122" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 214px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SllHouoPk9I/AAAAAAAAATA/UT4oXAp2uRc/s320/IMGP0194.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;A&lt;/span&gt;ppena un anno, un mese e rotti dall'ultimo aggiornamento, e dopo molto molto tempo dall'ultimo viaggio, il Musafir torna per raccontare la sua nuova meta, New York City. La maggior parte di voi saprà perfettamente di questo viaggio e probabilmente sa anche come sto e cosa faccio, ché grazie al (nuovo, rispetto agli ultimi viaggi) grande occhio feisbucchiano le comunicazioni sono piuttosto semplificate e velocizzate - e anche un tantino banalizzate, diciamo. Anzi, i più avranno anche visto le prime foto, quindi non mi resta che aggiungerne di nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È strano tornare a scrivere dopo tutto questo tempo, due anni dalla Siria, uno e mezzo dopo Napoli, tornare a ragionare su come scrivere, riprenderne l'abitudine. Inutile dirlo, tanti gli stravolgimenti e tanti i cambiamenti che nel ciclone ci è finita anche in mezzo la mia voglia e forza di scrivere. O, più semplicemente, non sono proprio andato più da nessuna parte, ed essendo il blog stato aperto proprio per raccontare viaggi, è stato prevedibilmente abbandonato. E Napoli non ha offerto evidentemente abbastanza stimoli per poterne trasformare lo stile. Me lo sono ripromesso più volte, quando si parte il blog riapre, e adesso ho trovato un po' di voglia, vediamo cosa ne esce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cose da raccontare, in questa città folle, sterminata e sorprendente sicuramente non ne mancano. E allora, bentornati, bentrovati e a molto presto per i primi racconti.&lt;br /&gt;Questa, infatti, era solo la noiosissima premessa!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2821024552867866997?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2821024552867866997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2821024552867866997&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2821024552867866997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2821024552867866997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2009/07/nyc-musafir.html' title='the NYC Musafir'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SllHouoPk9I/AAAAAAAAATA/UT4oXAp2uRc/s72-c/IMGP0194.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6396747570734356817</id><published>2008-06-02T12:39:00.007+02:00</published><updated>2009-08-14T02:49:12.282+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><title type='text'>and the winner is...</title><content type='html'>&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/UR8ys07zXm0&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;Energia..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ogni tanto Al Musafir ricompare :)&lt;br /&gt;Sta bene. In attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche momento napoletano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPX8pxsxOI/AAAAAAAAAMk/A90ZUDxnYLs/s1600-h/Foto097.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPX8pxsxOI/AAAAAAAAAMk/A90ZUDxnYLs/s320/Foto097.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207243031176856802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPYP5xsxPI/AAAAAAAAAMs/lbgahM3LGcM/s1600-h/IMG_1775+%5B1024x768%5D.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPYP5xsxPI/AAAAAAAAAMs/lbgahM3LGcM/s320/IMG_1775+%5B1024x768%5D.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207243361889338610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPYupxsxRI/AAAAAAAAAM8/rBZgoSemPzc/s1600-h/IMGP0112.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPYupxsxRI/AAAAAAAAAM8/rBZgoSemPzc/s320/IMGP0112.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207243890170316050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPYj5xsxQI/AAAAAAAAAM0/JE42eJ6abDc/s1600-h/IMGP0100.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPYj5xsxQI/AAAAAAAAAM0/JE42eJ6abDc/s320/IMGP0100.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207243705486722306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6396747570734356817?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6396747570734356817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6396747570734356817&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6396747570734356817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6396747570734356817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2008/06/and-winner-is.html' title='and the winner is...'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/SEPX8pxsxOI/AAAAAAAAAMk/A90ZUDxnYLs/s72-c/Foto097.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-3129716473762460828</id><published>2008-03-10T19:42:00.002+01:00</published><updated>2009-08-14T02:49:12.283+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><title type='text'>Stop, al Musafir</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R9WKjPqO_eI/AAAAAAAAAMU/VUWRPwoa6Vs/s1600-h/IMGP0044.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R9WKjPqO_eI/AAAAAAAAAMU/VUWRPwoa6Vs/s200/IMGP0044.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176195684835982818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; pesantissime gocce rimbombano come massi dal cavalcavia che cadono sulla tettoia di plastica del &lt;i&gt;buco del pianto&lt;/i&gt; (il nome è del precedente coinquilino), curioso nonché inutile angolo della stanzetta soppalcata in vico Melofioccolo. La pioggia spazza via la nuova ondata di spazzatura che si riversa nei vicoli meno vistosi del centro storico, andando a finire chissà dove; stanco di una giornata dedicata a cercare di imparare qualche basica nozione di economia, allo studio in biblioteca e a mille caffè, e persino ad una partita con gli amici di &lt;i style=""&gt;Giusso &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;a nomi, cose, città, e cose (indicibili). Un finesettimana dedicato a rimettere in sesto la testa, dopo l’ennesimo sconvolgimento, con dubbi risultati. &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;No&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;. L’ormai famigerata ridefinizione identitaria prende passi troppo incerti e il lavoro del cervello porta solo all’esasperazione. &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;Al Musafir &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;cerca il pulsante di spegnimento del vortice delle proprie elucubrazioni inconcludenti. Arranca, barcolla nell’incapacità di ascoltare, anzi no, capire se stesso, e le sue troppo momentanee sensazioni. Cerca risposte che non può avere. E come potrebbe, se per così tanti anni non è quasi mai stato in grado di ascoltare se stesso? &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;Ricomincio da me.&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt; E allora la soluzione è solo quella. Quella che continuano a ripetergli tutte le persone vicine: &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;datti del tempo&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;smetti di pensare e ascolta le tue sensazioni, partendo da quelle più semplici&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;. E poi si vedrà. È già un notevolissimo passo avanti che tutte queste questioni vengano prese in considerazione. Il &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;samskeyti &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;non si inventa. Si tratta di accettare qualsiasi cosa ne verrà fuori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Stop&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;. &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;Dimentica.&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;(cit.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-3129716473762460828?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/3129716473762460828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=3129716473762460828&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3129716473762460828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3129716473762460828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2008/03/stop-al-musafir.html' title='Stop, al Musafir'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R9WKjPqO_eI/AAAAAAAAAMU/VUWRPwoa6Vs/s72-c/IMGP0044.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-7011025387694672188</id><published>2008-03-04T20:52:00.003+01:00</published><updated>2009-08-14T02:49:12.283+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><title type='text'>samskeyti</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;Alla ricerca di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;samskeyti&lt;/span&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/x3OJTZVKZx8"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/x3OJTZVKZx8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-7011025387694672188?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/7011025387694672188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=7011025387694672188&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7011025387694672188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7011025387694672188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2008/03/samskeyti.html' title='samskeyti'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4046071505725312460</id><published>2008-01-15T20:14:00.000+01:00</published><updated>2008-01-15T20:20:27.914+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><title type='text'>Divenire</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;L&lt;/span&gt;’ultimo album di Einaudi, l’avete sentito? Meraviglioso. Più malinconico degli altri. Ma sempre intenso e coinvolgente. Le due settimane natalizie sono servite tra l’altro moltissimo per recuperare un sacco di musica (ringraziamenti particolari a &lt;a href="http://1001tracks.blogspot.com"&gt;Silvia&lt;/a&gt; per i magnifici consigli). &lt;i&gt;En passant&lt;/i&gt;, sulla destra del blog trovate adesso un collage di album tra i miei &lt;i&gt;prefe&lt;/i&gt;, e una playlist con qualche canzone, scelta un po’ a caso in realtà. Viva Last.fm!&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Si è conclusa una settimana fa la più sconvolgente delle &lt;i&gt;return sessions &lt;/i&gt;vacanziere&lt;i&gt; &lt;/i&gt;degli ultimi anni, ancora faccio fatica a capire bene tutto quello che è successo. Ma insomma, alla fine la &lt;i&gt;verità &lt;/i&gt;è venuta a galla, nella più originale e puntualmente devastante delle maniere. Inattesa, come un fiume in piena. &lt;i&gt;Tutto &lt;/i&gt;è stato detto. E tutto è stato messo in discussione. Tre mesi di caos che prendono forma e spiegazione, &lt;i&gt;certezze &lt;/i&gt;rovinosamente abbattute, qualche pianto, tanta incredulità ma soprattutto tanta comprensione.&lt;br /&gt;Beh, doveva essere così. Certamente meglio adesso che chissà quando. Certamente non si poteva più vivere così.&lt;br /&gt;E adesso si ricomincia. Lentamente, ma si ricomincia.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Napoli ha ripreso il ritmo velocemente. Tre esami questo giro, anziché i quattrocentocinquanta programmati. Sono ancora forse troppo abituato a ragionare con la &lt;i&gt;forma mentis&lt;/i&gt; &lt;i&gt;cacappeliana&lt;/i&gt;, con sei esami al mese preparati in due settimane. &lt;i&gt;Istituzioni di Diritto Pubblico &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;il vero mattone, interessante ma considerevolmente mastodontico: s’impara a capire come funziona la politica. O meglio, come dovrebbe funzionare. Imparando a memoria la costituzione. Che tra l’altro è veramente affascinante. Poi arabo scritto, traduzioni e sintassi varie, proprio il &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;primo &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;di febbraio, e ancora un fastidioso esame di inglese, tra i mille debiti c’è anche quello. La voglia di studiare sta lentamente tornando, anche se l’aula studio di &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;Palazzo Giusso&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;, alter ego cacappelliana, non aiuta certo alla concentrazione. Ma si è tra buoni amici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Nel frattempo, il percorso in &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;divenire &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;di ridefinizione identitaria prosegue. Con qualche fermata di arresto, qualche piccola incertezza, ma tanta serenità. Un modo nuovo di affrontar&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;si&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;, di guardarsi allo specchio cercando di ascoltare &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;ogni &lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;voce, provare a darle il giusto peso, e agire di conseguenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Vediamo cosa ne verrà fuori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Abbracci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4046071505725312460?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4046071505725312460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4046071505725312460&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4046071505725312460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4046071505725312460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2008/01/divenire.html' title='Divenire'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6219877907461328376</id><published>2007-12-30T01:50:00.000+01:00</published><updated>2007-12-30T02:12:50.751+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><title type='text'>Min al Musafir?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;P&lt;/span&gt;iove a dirotto da tre giorni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Al Musafir &lt;/span&gt;è confuso e stanco.&lt;br /&gt;Livelli di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;destabilità &lt;/span&gt;alle stelle.&lt;br /&gt;Ridefinizione esistenziale più complessa del previsto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei vivere serenamente, naturalmente.&lt;br /&gt;Non preoccuparmi.&lt;br /&gt;Avere le risposte ai troppi quesiti, pronte.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Godermi &lt;/span&gt;me stesso.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vivermi&lt;/span&gt;,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;e basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, troppo facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anno nuovo, vita decisamente nuova.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chi è al Musafir?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Buon anno, divertitevi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6219877907461328376?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6219877907461328376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6219877907461328376&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6219877907461328376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6219877907461328376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/12/min-al-musafir.html' title='Min al Musafir?'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4959865089416210010</id><published>2007-12-27T13:22:00.000+01:00</published><updated>2007-12-30T02:13:45.565+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><title type='text'>alla ricerca della parola chiave perduta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;C&lt;/span&gt;ome arrivano gli sparuti visitatori navigatori su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Al Musafir&lt;/span&gt;? Tramite &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Google&lt;/span&gt;, per caso. Attraverso chiavi di ricerca alquanto improbabili e spesso curiose. Sulle orme dell'idea di &lt;a href="http://diarreadelviaggiatore.blogspot.com/"&gt;Salvojk&lt;/a&gt;, eccovi un elenco assortito dellle parole chiavi più interessanti, utilizzate nel primo anno di vita del blog (ringraziasi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Shinystat.com&lt;/span&gt;): non si arriva certo ai livelli di pedopornografia dei lettori di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Diarrea del Viaggiatore&lt;/span&gt;, ma si fa quel che si può!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, Buon Natale e santo stefano a tutti. Che a tutti porti stabilità e soddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;"cazzeggiare"&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;padre barbaro catania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;ragazze mauriziana seria sicilia&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;dove fare una scampagnata nelle campagne di catania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;ho attraversata tutta la citta parafrasi&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;ho fatto uno stage onu&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;kebab a catania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;la famiglia in scampagnata moderna trapanese&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;turchia vestiti tradizionali&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;accessori altalene&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;ballo del cammello musica araba&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;bionde brune arabe&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;piedi femminili&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;scampagnata al castello di soave&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;south park gatto in calore&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;studentesse italiane sexi&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;come vestirsi a petra in giordania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;il calzolaio foto piedi femminili&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;passi di danza da imparare al computer&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;quneitra è vicina a damasco&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;nel centro storico di una città:una finestra può diventare porta&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;colori al tino&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;dove mangiare il pollo fritto a catania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;foto disastri marittimi&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;siti arabi per trovare amiche&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;souvenir arabia saudita&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;"bagno vestita"&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;cerco frase intera ahlan wa sahlan in arabo con significato&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;donne eccitatissime&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;effetto annuvolato&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;fitta ahmed&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;spiagge deserte nel siracusano&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;"corsi di arabo"+"schifo"&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;Salbaturi&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;Squallume&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;bastoni per tende napoletani&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;disinibirsi senza alcol&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;relatrice di tesi è una bastarda&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;sacre scritture grano spezie&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;urlo donne arabe festa&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;"cemento a vista"&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;amore siriano&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;damasco in quale periodo&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;discoteca napoli narghilè&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;donna in costume mar morto&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;via fortuna catania (3 vani a catania centro storico)&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;aqaba fa schifo&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;come catturare gli scarafaggi in cucina&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;come vivono i ragazzi ad isdraele&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;commissione bastarda alla tesi di laurea&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;dario auchan&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;frasi bimbi neri e bianchi&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;locale con narghilè a pozzuoli&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;foto di donne sulla spiaggia al tramonto&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;foto uomini nordafricani&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;mini scaldabagno da viaggio&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;tesina sul il cacciatore di aquilone scuola superiore&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;burger king catania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;come fare per passare in syria con il timbro israeliano&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;giovani e nescafé&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;locali sexi istanbul&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;l'an&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;macchine e ricchi di catania&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;pericolosità zona stazione centrale napoli&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;puzza all'esterno&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;vecchio bastone&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;viaggi al mere&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;votazione con lode&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;tutti seminudi&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4959865089416210010?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4959865089416210010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4959865089416210010&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4959865089416210010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4959865089416210010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/12/alla-ricerca-della-parola-chiave.html' title='alla ricerca della parola chiave perduta'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6720252790185863888</id><published>2007-12-22T23:50:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:32.097+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Undici ore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R213PRdnBrI/AAAAAAAAAL8/cCtWEDG38o8/s1600-h/fondo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R213PRdnBrI/AAAAAAAAAL8/cCtWEDG38o8/s400/fondo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146901053423683250" border="0" /&gt;  &lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;A&lt;/span&gt;lle undici e mezzo sul ponte 5 della &lt;i&gt;Trinacria &lt;/i&gt;finalmente hanno spento le luci. Sdraiato comodamente sui divani della nave, come ogni volta, cerco di prendere un po’ di sonno, tra le voci dei camionisti catanesi eternamente in viaggio, il tintinnio sordo della slot machine e il motore rimbombante che segna il lento avanzare lungo la costiera amalfitana.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Undici ore di viaggio per raggiungere da Napoli il porto di Catania, un’intera notte tanto lunga quanto confortevole. Altro che Trenitalia, che come sempre perde il confronto in tutti i campi: prezzi più alti, più sporcizia, meno sicurezza, impossibile dormire, e chi ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;No, l’ormai famosa &lt;i&gt;TTT Lines &lt;/i&gt;– unica tratta effettuata, Napoli-Catania - &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;è il mezzo ideale per tornare a casa.&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Undici ore &lt;i&gt;euristicamente &lt;/i&gt;molto utili. Per allentare il netto distacco tra vite diverse, mondi diversi, universi diversi, paralleli. Per abbandonare la &lt;i&gt;forma mentis &lt;/i&gt;napoletana e riavvicinarsi a quella catanese.&lt;br /&gt;Da quando &lt;i&gt;le cose sono cambiate&lt;/i&gt; i ritorni alla cara Sicilia sono drasticamente diminuiti. Napoli prende i lineamenti di Venezia, almeno nella frequenza dei ritorni, e nello stacco ancora una volta &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;che la separa da Catania. E la mia mente si riabitua a pensare parallelamente. Come del resto è più facile fare.&lt;br /&gt;Passo indietro? No, momento complesso, contorto, surreale a tratti. Molto, molto diverso da Venezia. E dalle quasi inevitabili conseguenze.&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci si prepara dunque. Per riabbracciare la famiglia per intero, riunita per un Natale mai ripetitivo. Per vivere quanto serenamente possibile delicate situazioni di amicizie e mantenere precari equilibri. E cercare di passare un bel capodanno con persone ultimamente fin troppo importanti.&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6720252790185863888?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6720252790185863888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6720252790185863888&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6720252790185863888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6720252790185863888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/12/undici-ore.html' title='Undici ore'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R213PRdnBrI/AAAAAAAAAL8/cCtWEDG38o8/s72-c/fondo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-1756927580656023740</id><published>2007-12-15T11:45:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:32.795+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><title type='text'>Scontro tra vulcani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R2O3sBdnBoI/AAAAAAAAALk/1dj7HRrBx2c/s1600-h/P06-12-07_08.32.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R2O3sBdnBoI/AAAAAAAAALk/1dj7HRrBx2c/s200/P06-12-07_08.32.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5144157166321993346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;C&lt;/span&gt;inque mesi meno due settimane dall’ultima apparizione su &lt;i&gt;Al Musafir&lt;/i&gt;. Un’infinità di tempo. Un’estate fa. Una vita fa. Decisamente un autunno e un fine 2007 al di fuori di ogni previsione e immaginazione. Impensabile ricominciare a raccontare da dove eravamo rimasti. A quel &lt;a href="http://almusaafir.blogspot.com/2007/07/imm-nappule-pais.html"&gt;primo viaggio&lt;/a&gt; a Napoli, fresco di ritorno da una Siria lontana anni luce. No, non sono passati cinque mesi, ma molto, molto di più.    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Sto bene a Napoli. Bella città. Abito &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;in pienissimo centro storico, a due passi da &lt;i&gt;Mezzocannone&lt;/i&gt;, con quattro ragazzi, campani, cordiale e distaccata convivenza. Gli amici stanno tutti dentro palazzo Giusso, la sede di Scienze Politiche dell’Orientale. Che finora supera tutte le aspettative: prof&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R2O3-RdnBpI/AAAAAAAAALs/JsXUJDOKxEA/s1600-h/IMGP0023.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R2O3-RdnBpI/AAAAAAAAALs/JsXUJDOKxEA/s200/IMGP0023.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5144157479854605970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; in gamba, bei programmi, bell’ambiente. Il paragone con la veneziana &lt;i&gt;Ca Cappello&lt;/i&gt; è altrettanto inevitabile. Ma ci sarà tempo per insultare l’arabistica lagunare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sì, organizzazione amministrativa inesistente e spaventosamente casinista. Ma &lt;i&gt;peu importe&lt;/i&gt;.&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un esame alle spalle, mercoledì il prossimo, un seminario di gruppo faticosamente gestito, e un indefinibile numero di materie da preparare per gennaio. Del resto ci sono &lt;i&gt;otto &lt;/i&gt;debiti da recuperare dalla triennale, più qualche materia della specialistica, per quest’anno. Va benissimo, a parte un po’ troppo stress cominciato subito. Altro che &lt;i&gt;de cazzeggi&lt;/i&gt;, altri tempi: non si fa altro che studiare qui. Ed è tutta roba nuova, metodi scientifici ‘nsacco di storia e di politica, o peggio di economia. In più il cervello disallenato del viandante fatica un po’ a riprendere il ritmo.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;E per il “resto” &lt;i&gt;Al Musafir &lt;/i&gt;come sta? Notevolmente sconvolto dagli eventi. Positivamente introdotto in una fase alquanto nuova. Con un rapporto con la madreterra sicula ancora una volta problematico. &lt;i&gt;Ontologicamente &lt;/i&gt;problematico.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;In fase di riassetto esistenziale.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Qualche foto di quest’estate più qualche momento napoletano su &lt;a href="http://s205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/"&gt;&lt;i&gt;&lt;u style=""&gt;Photobucket&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;u style=""&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A presto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-1756927580656023740?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/1756927580656023740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=1756927580656023740&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1756927580656023740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1756927580656023740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/12/scontro-tra-vulcani.html' title='Scontro tra vulcani'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/R2O3sBdnBoI/AAAAAAAAALk/1dj7HRrBx2c/s72-c/P06-12-07_08.32.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6035406507901101985</id><published>2007-07-31T13:26:00.000+02:00</published><updated>2009-08-14T02:50:14.865+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><title type='text'>'imm a nappule paisà!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0160.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0160.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0160.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="line-height: 115%;font-size:18;" &gt;T&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;ra onnipresente cazzeggio, mare, &lt;i&gt;famigghia&lt;/i&gt;, amici e &lt;i&gt;zita&lt;/i&gt;, nella lenta estate catanese si pensa anche al futuro. Zainone-amico in spalla, amico Ale, biglietto Trenitalia notturno Catania-Napoli, e si va. Tre giorni per scoprire Napoli e capire qualcosa in più dell’iscrizione a questa laurea specialistica all’&lt;i&gt;Orientale&lt;/i&gt;, che inizia ufficialmente ad Ottobre. Si campeggia nella vicina Pozzuoli, a una mezz’oretta in metro da &lt;i&gt;Nappule&lt;/i&gt;. Il camping Solfatara è un posto un po’ desolato, ubicato dentro un vecchio cratere, infatti si muore dalla puzza di zolfo. E poi è infestato da francesi turisti, ragazzini, famiglie, solo francesi. Ma è un posto tranquillo e la responsabile – siciliana – è molto simpatica.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0226.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0226.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La bella sorpresa, subito all’inizio, che mancano i bastoni per tenere in piedi la nostra tenda… Per fortuna ho un amico architetto che si ingegna subito ad appendere la tenda agli alberi: il risultato è una bella tenda a mo’ di beduini molto confortevole e poco stabile, con vista sul cielo notturno.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;Il viaggio notturno Catania-Napoli è meno pesante del previsto, lo scompartimento è quasi vuoto e si riesce a dormire senza troppi problemi, allungando i sedili. Otto ore, puntualissimo. alle sei del mattino Napoli è fresca e deserta, e noi dobbiamo aspettare le nove perché apra la presidenza di Scienze Politiche, Palazzo Mediterraneo, di fronte al porto. La mattina passa veloce tra un ufficio e l’altro, otteniamo le informazioni necessarie: posso iscrivermi, con una quarantina di debiti da recuperare. Un anno in più – ma lo sapevo già. Il caldo aumenta e &lt;i&gt;Via Mezzocannone&lt;/i&gt;, dove si trovano la maggior parte delle sedi universitaria, è in salita. Ma le sedi sono davvero belle, Palazzo Mediterraneo è nuovissimo mentre le altre sedi sono più &lt;i&gt;storiche&lt;/i&gt;, palazzi settecenteschi barocchi e neoclassici. È il centro storico di Napoli, la zona universitaria, che dà davvero una bella impressione. Un sacco di studenti nonostante sia fine Luglio, e l’ambiente mi piace: sembra anche molto attivo politicamente. Altro che &lt;i&gt;Ca’Cappello&lt;/i&gt;. Sì, la prima impressione di Napoli è decisamente positiva, è piacevole, viva, la gente estremamente ospitale e spontanea, e la città trasmette storia e cultura. Molto diversa dall’idea-luogo comune che inevitabilmente mi ero fatto: delinquenti, spazzatura, pericolo. Una delle prime cose che penso: Napoli è Catania alla potenza. Nel bene, nel male. E l’idea non mi dispiace affatto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;Borse di studio, cercare casa, modalità di iscrizione: prese tutte le informazioni che mi servono, torniamo all’inquietante zona della stazione centrale per prendere la metro e andare al campeggio. Non è proprio una bella zona. Spacciatori, immigrati e zingari buttati per terra, sporcizia molto più visibile. Altro lato di Napoli. E non posso neanche non notare come il contrabbando di sigarette, cd, cinture e vestiario vario regni sovrano, in pieno centro, la polizia a un paio di metri. Ma sono tutte cose a cui sento di essere già abituato. La gente non guida affatto peggio che a Catania. Poi figuriamoci, uno che è stato sei mesi a Damasco… &lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0136.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0136.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gli altri giorni passano veloci tra uffici, vani inseguimenti di professori in vacanza, e una bellissima visita di Capri. Ringrazio Alessio che mi ha convinto a vederla, spinto dall’incredibile desiderio di vedere dove è stata girata la fortunata e dubbiosamente apprezzabile rai-fiction &lt;i&gt;Capri&lt;/i&gt;. Ma insomma è bella lo stesso, verdissima e il mare azzurro cristallo, i faraglioni, i 15 euro per tuffarsi, le ville antiche e tutto il r&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0231.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 112px; height: 147px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/IMGP0231.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;esto.&lt;br /&gt;Il viaggio di ritorno è abbastanza pesante, e l’idea di doverlo fare così spesso nei prossimi anni non mi piace assai. C’è anche un traghetto Catania-Napoli che però ci mette undici ore, oddio, undici ore seduto sul ponte, meglio il treno.&lt;br /&gt;E si torna nel tepore dell’estate siciliana, dove il cervello cammina lentamente, ci si sveglia tardi, ci si abbronza ai faraglioni di Acitrezzae si rincorre la frescura notturna verso il mare o verso la montagna. Mentre i prof napoletani non rispondono e, come sempre, tanti progetti prendono poco piede.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6035406507901101985?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6035406507901101985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6035406507901101985&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6035406507901101985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6035406507901101985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/07/imm-nappule-pais.html' title='&apos;imm a nappule paisà!'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Sicily%20summer%2007/th_IMGP0160.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-5730943558186029822</id><published>2007-07-11T13:31:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:33.581+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Estate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Il campeggio è di sinistra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RpTAasneOfI/AAAAAAAAALc/F7Fax-lVtlI/s1600-h/IMG_1869.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085901444093983218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RpTAasneOfI/AAAAAAAAALc/F7Fax-lVtlI/s320/IMG_1869.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;O&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; almeno il &lt;em&gt;Captain&lt;/em&gt;, sulla punta meridionale della Sicilia, lo è.&lt;br /&gt;È ormai una tradizione decennale di famiglia la settimana che si trascorre ogni anno alla località Porto Palo di Capo Passero, provincia di Siracusa.&lt;br /&gt;Immerso nella più tipica delle vegetazioni mediterranee – pini marittimi odorosi, chilometri di piantagioni di pomodorini di Pachino, tanta sabbia e tanta argilla, silenzio – gestito da un’eccentrica famiglia fiorentina, il campeggio si staglia di fronte alla famosa &lt;em&gt;Isola delle Correnti&lt;/em&gt;, isolotto con faro e fanghi benefici (dicono), che divide simbolicamente il mar Ionio dal Mediterraneo. Sembra essere il rifugio preferito dalla sparuta sinistra catanese in fuga dal caldo e dalle affollate spiagge della provincia etnea.&lt;br /&gt;Spiagge deserte, acqua cristallina, vento forte, bagni alla turca, docce con l’acqua salata e tante insalate di pomodorini mozzarella e origano: niente di meglio del &lt;em&gt;Captain&lt;/em&gt; per rilassarsi facendo nulla e godersi la sana vita da campeggio. Per prendere tanto sole, ascoltare il silenzio del vento interrotto da qualche cicala, distendere in lunghe nuotate i rapporti interfamiliari, e ammirare una via lattea chiarissima nelle fredde notti vuote.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085901134856337890" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RpTAIsneOeI/AAAAAAAAALU/KHUQ9vj5tus/s320/IMG_1825.JPG" border="0" /&gt;E il ritorno in Sicilia va avanti nel migliore dei modi. Cinque mesi in Siria forse anche troppo lontani: l’&lt;em&gt;ammore&lt;/em&gt; occupa ogni possibile pensiero.&lt;br /&gt;Ma si pensa anche al futuro… e a settembre si ricomincia. Cambio di direzione: al Musafir si ferma, inshallah, tre anni nel napoletano, a studiare relazioni internazionali. Ma ancora è tutto da definire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo l’estate avanza serena e felice sotto il sole fresco di una Sicilia mai tanto bella.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-5730943558186029822?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/5730943558186029822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=5730943558186029822&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/5730943558186029822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/5730943558186029822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/07/il-campeggio-di-sinistra.html' title='Il campeggio è di sinistra'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RpTAasneOfI/AAAAAAAAALc/F7Fax-lVtlI/s72-c/IMG_1869.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-1190344411520922542</id><published>2007-07-06T16:27:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:07:16.937+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Istanbul</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0061.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0061.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0096-1.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0096-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0040.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0040.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/DSCN2054.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/DSCN2054.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0089.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0089.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0070.jpg" border="0" /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/IMGP0117.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Altre foto su &lt;a href="http://s205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/"&gt;Photobucket&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: felicissimamente ritornato a casa&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-1190344411520922542?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/1190344411520922542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=1190344411520922542&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1190344411520922542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1190344411520922542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/07/istanbul.html' title='Istanbul'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Turchia%20June%2007/th_IMGP0061.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2519800469688768745</id><published>2007-06-28T02:30:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:34.457+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>ankara - istanbul express</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZahsneOXI/AAAAAAAAAKc/qZ4CZIi3S6c/s1600-h/IMGP0028.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5081848764493085042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZahsneOXI/AAAAAAAAAKc/qZ4CZIi3S6c/s320/IMGP0028.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;’una e dieci sul treno notturno diretto a Istanbul da Ankara mentre Omur dormicchia e io non prendo sonno. Sarà la febbre che mi tortura da quando sono arrivato in Turchia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio da Damasco fino ad Ankara, l’altroieri, è stato un incubo tra i peggiori. A partire dal suo primo istante. Arrivati al terminal Harasta io, Ahmad e l’amico Mazen entriamo nell’ufficio della compagnia turca e una signorina grassa e col trucco sciolto dal sudore esordisce dicendo: “ma chi vi ha detto che ci sono autobus per Ankara oggi? Mi dispiace, ma l’ufficio dove hai comprato il biglietto probabilmente non sapeva. Puoi restare ad Antakya (Turchia, confine siriano) tre o quattro giorni.” Io incredulo e Ahmad incazzato, cerchiamo di capire meglio, niente. Alle parole “andiamo in un altro ufficio” un altro impiegato dice “ok, va bene, c’è posto”. Follia damascena!&lt;br /&gt;Saluti veloci e nervosi con un Ahmad commosso, finalmente parto, senza sapere bene quando arriverò nella benedetta capitale turca.&lt;br /&gt;Due ore nette di travagli burocratici alla frontiera – e non avevo neanche bisogno del visto – e verso le cinque del mattino sono ad Antakya. “L’autobus per Ankara è alle otto” mi dicono. Ma arrivato all’enorme terminal (già visto quattro mesi fa con Nancy) mi dicono che non c’è posto fino alle 10 e mezzo. E allora aspetto cinque ore e passa navigando col wireless della stazione, parlicchiando con un coreano in giro per l’Asia e con una simpatica famiglia di tajiki.&lt;br /&gt;Via verso altre 10 ore di pullmann verso nordovest: e all’alba delle otto e mezzo (di sera) finalmente giunsi ad Ankara. Consiglio vivamente a chiunque voglia viaggiare dalla Siria alla Turchia di considerare l’alternativa treno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZa_8neOaI/AAAAAAAAAK0/H0sx3LDbg2U/s1600-h/IMGP0020.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZa_8neOaI/AAAAAAAAAK0/H0sx3LDbg2U/s1600-h/IMGP0020.JPG"&gt;&lt;/a&gt;E le conseguenze disastrose del viaggio si sono viste ben presto sull’esile corpo del Misafir (per dirla alla turca): febbre il mattino dopo, e non è ancora del tutto passata. Come descrivere dunque questi due primi giorni passati in Turchia? Molto tempo chiuso in casa, a cercare di riposare, con la compagnia della carissima amica Omur e della simpatica mamma.&lt;br /&gt;Febbre o no, ieri sera siamo usciti per vedere un po’ di vita notturna nell’enorme capitale turca. E ne è valsa decisamente la pena: al club If davano un bel concerto di musica jazz ritmata: locale carino e amici di Omur altrettanto simpaticissimi.&lt;br /&gt;Arrivare ad Ankara è stato un po’ uno choc. Quasi cinque mesi di vita damascena, e sono catapultato nella più moderna delle capitali mediorientali. Ragazzi e ragazze vestite normalmente – all’occidentale per così dire -, veli quasi inesistenti, tanto alcool, calorose effusioni d’amore in pubblico. Continuo a ripetermi che non ha senso fare paragoni con Damasco, con la sua cultura e le sue tradizioni, specialmente se mi trovo in uno dei posti più ricchi della Turchia. Ma sono due mondi completamente opposti. E così vicini.&lt;br /&gt;Cosa piuttosto preoccupante, lo confesso, almeno un 15% del mio cervello dentro di me si è detto “Dio, quando sono scostumate queste ragazze”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZa_8neOaI/AAAAAAAAAK0/H0sx3LDbg2U/s1600-h/IMGP0020.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZbdsneOcI/AAAAAAAAALE/xuVLKqrDsZE/s1600-h/IMGP0020.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5081849795285236162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZbdsneOcI/AAAAAAAAALE/xuVLKqrDsZE/s200/IMGP0020.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi pomeriggio visita al mausoleo di Atatürk e al centro storico di Ankara, in giro con la splendida Ford anni ’60 di Gamze – eccentrica quanto adorabile migliore amica di Omur. Davvero maestoso e di una sobrietà razionalista l’Anitkabir dedicato al fondatore della Turchia moderna. Mostra davvero tutto il rispetto e l’amore che il suo popolo prova verso di lui. Non&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZa3sneOZI/AAAAAAAAAKs/fo7ktn1CqcU/s1600-h/IMGP0023.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5081849142450207122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZa3sneOZI/AAAAAAAAAKs/fo7ktn1CqcU/s200/IMGP0023.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; conosco abbastanza questo paese, ma trovo davvero interessante come ancora oggi dopo quasi cento anni Atatürk sia considerato ancora un punto di riferimento così importante per la politica e la vita di questo paese. Tra parentesi, il 22 luglio la Turchia vota per il nuovo parlamento: quadro politico complesso e contraddittorio – come tutto per questo paese, mi sembra. Nazionalisti contro islamici, e un partito socialista ancora non pienamente nelle sue forze. E un universo di minoranze poco considerate.&lt;br /&gt;Il museo della guerra di indipendenza è impressionante: riproduce in tre dimensioni i momenti più epici delle battaglie tra turchi, francesi, inglesi e greci, durante la prima guerra mondiale. E &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZbJMneObI/AAAAAAAAAK8/bZMtMdGFnbw/s1600-h/IMGP0012.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5081849443097917874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZbJMneObI/AAAAAAAAAK8/bZMtMdGFnbw/s200/IMGP0012.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;descrive la nascita dello stato turco, con i cambiamenti sociali, religiosi, linguistici che questa comportò. Mi dispiace aver notato subito che nessun riferimento è stato fatto né a curdi né a ad armeni né ad altra minoranza alcuna.&lt;br /&gt;Il castello, circondanto dall’unica parte antica di Ankara, è davvero bello, e offre una vista completa dell’infinita capitale. Che sinceramente mi aspettavo peggio, da come me l’avevano descritta molto spesso. Moderna, pulita , anche abbastanza verde, e viva.&lt;br /&gt;Ma sono molto curioso di vedere Istanbul.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2519800469688768745?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2519800469688768745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2519800469688768745&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2519800469688768745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2519800469688768745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/06/ankara-istanbul-express.html' title='ankara - istanbul express'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RoZahsneOXI/AAAAAAAAAKc/qZ4CZIi3S6c/s72-c/IMGP0028.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-749256239404231063</id><published>2007-06-23T17:06:00.000+02:00</published><updated>2007-12-30T02:12:50.753+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Al nihaya wa ‘l bidaya</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; così è arrivata la fine.&lt;br /&gt;Non sono ancora pronto per fare bilanci complessivi su questi lunghi cinque mesi.&lt;br /&gt;Domani sera, partenza dal terminal &lt;i&gt;Harasta&lt;/i&gt; per Ankara. Non vedo l’ora di guardarmi un po’ di Turchia e rivedere le carissime Omur e Ceylin, compagne di tanti bei momenti di vita a San Stae. E non vedo l’ora pure di essere finalmente a Catania, tra ormai poco più di una settimana, a ricevere abbracci a lungo agognati, e rivedere sorrisi conosciuti.&lt;br /&gt;Ma al Musafir ormai da tempo è abituato alle ripartenze e al vortice di sentimenti contrapposti che queste comportano. Perchè nonostante il periodo particolare, che ha portato alla decisione di tornare a casa, so di essere stato veramente bene qui in quest’ultimo periodo. Di aver trovato sostegno costante e inaspettato, di essermi legato a persone, luoghi, ricordi, che terrò ben impressi nella memoria.&lt;br /&gt;È così, quella gran &lt;i&gt;troia &lt;/i&gt;di Damasco, come mi ripeteva spesso fratello Salvojk. Molte volte pensi che non ti piace così tanto o che non potresti mai stare qui per un periodo più lungo di quello trascorso, ma alla fine ti affezioni e si porta via un pezzo di te. E poi non è vero che non si sta bene. Dipende decisamente da chi conosci e con chi condividi questa esperienza.&lt;br /&gt;Sento per la prima volta di essermi legato a questo paese, alla sua cultura, alla sua gente, ai suoi problemi. Sento che era esattamente ciò di cui avevo bisogno per dare un significato completamente diverso a quello che ho studiato per tre anni.&lt;br /&gt;Ieri sera ultima cena. Ahmad ci ha portati, me e tutte le persone più importanti per me in questo viaggio, ad un ristorante appena fuori Damasco, molto carino e kitch quanto basta, seguito dall’immancabile addio nella più &lt;i&gt;truzza&lt;/i&gt; delle discoteche, l’afosissimo e ahimé ben conosciuto &lt;i&gt;Serail&lt;/i&gt;. Squallume da vita notturna damascena o no, è stato bello, ci stava, una volta in cinque mesi: sudare via litri di sentimenti contrastanti scatenandosi in pista fa bene.&lt;br /&gt;Maledetta Damasco, sarò costretto a rivederti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-749256239404231063?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/749256239404231063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=749256239404231063&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/749256239404231063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/749256239404231063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/06/al-nihaya-wa-l-bidaya.html' title='Al nihaya wa ‘l bidaya'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2763691716276341250</id><published>2007-06-22T19:31:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:06:42.067+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Mumkin Bukra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/IMGP0400.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/IMGP0400.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; la casa? Certamente molto meno terrificante del quartiere in cui si trova. Anche se chi l’ha progettata non doveva avere in mente niente di particolarmente elaborato – forse non aveva in&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/IMGP0419.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 144px; height: 192px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/IMGP0419.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; mente proprio niente. Una versione casalinga del caos che regna di fuori: mura erette senza motivo apparente, pochissime finestre – che del resto contribuiscono a tenere la casa fresca -, le porte in acciaio arruginito, anche quelle interne, tanti fili penzolanti, un frigo – incredibile -. Una porta di acciaio affaccia su un muro! Probabilmente l’avevano messa prima che i vicini decidessero di costruire un altro simpatico palazzo grigio, a mezzo metro di fronte.&lt;br /&gt;Per il resto la casa ha più o meno preso vita grazie alle aggiunte dell’amico pittore, quadri, attrezzi vari, libri. In effetti è abbastanza piacevole. Ma non avrei mai resistito un altro mese e mezzo così. Prendere il servis e attraversare tutta la città e tutto il suo caos per raggiungere il mondo conosciuto è semplicemente impensabile, per un periodo superiore a quello che è appena passato, due settimane. No, Al Musafir stava impazzendo anche per questo. E anche il povero Ahmad, che non fa altro che ripetere che se ne vuole andare da qui. Provo a immaginare cosa vuol dire stare qua tutta la vita...&lt;br /&gt;Ma tutto ciò non toglie che sono stato benissimo in questa casa – quel poco che ci sono stato. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/IMGP0405.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/IMGP0405.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Conoscere Ahmad è stato veramente una dritta, oltre che per l’opportunità di parlare solo arabo, soprattutto per aver conosciuto una persona davvero in gamba e interessante. Per conoscere un punto di vista diverso, ma allo stesso tempo interno, su questo strano paese. Serate e nottate passate a discorrere in rilassatezza sugli argomenti più vari, dall’Amore alla filosofia, dall’arte al Libano, dal presidente della Siria alle ragazze damascene... e tante volte anche delle difficili condizioni economiche dell’amico artista in questo momento, di quanto vorrebbe tornare in Germania, di quanto poco capisce la gente del suo paese. Non posso dire che non mi dispiaccia un po’ lasciare così un’amicizia speciale come questa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2763691716276341250?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2763691716276341250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2763691716276341250&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2763691716276341250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2763691716276341250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/06/mumkin-bukra.html' title='Mumkin Bukra'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Damascus%2007/th_IMGP0400.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4075438120271421654</id><published>2007-06-18T01:30:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:06:42.067+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>La Damasco dimenticata</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;L&lt;/span&gt;a dolce melodia dell’&lt;i&gt;oud&lt;/i&gt; si diffonde dalla radio, mentre Ahmad dipinge forme astratte dai tenebrosi colori, e la notte fresca avanza lentamente: domenica sera, e non ho sonno, seduto sul vecchio divano della nuova casa nel quartiere di &lt;i&gt;Mezzeh Jabal&lt;/i&gt;. Non è bene, domani mattina alle nove ho l’università, gli ultimi giorni del corso di arabo che seguo da tre settimane. Che periodo strano e intensissimo.&lt;br /&gt;Io e Ahmad abbiamo abbandonato la bella casa e il bel quartiere di &lt;i&gt;Muhajiriin&lt;/i&gt;, sulle pendici del monte Qassiun, ormai quasi due settimane fa. Mi è dispiaciuto molto lasciare quel posto, mi ci ero abituato subito, emanava una costante serenità, ed era anche abbastanza comodo. Ahmad ha cercato case qui e lì ma l’unica cosa che si è potuto permettere è stato questo appartamentino nel bel mezzo del quartiere povero di &lt;i&gt;Mezzeh&lt;/i&gt;, una delle zone nuove di Damasco. Non mi sono immischiato molto nella ricerca, anche perchè non avevo molto tempo, e poi toccava a lui scegliere, è lui che starà qui ben più di me, ed è lui che ha le esigenze più grandi vista la necessità di spazio per dipingere e per conservare tutti i quadri che si porta dappresso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Giungla damascena&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Una decina di giorni dunque passati in questo posto folle. &lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Mi ero detto semplicemente che non m’importava molto dove andavo a stare, si trattava alla fine di meno di due mesi da passare tra l’altro quasi solo studiando; inoltre la priorità era quella di abitare con della gente del posto: e il simpatico pittore era semplicemente la soluzione perfetta: praticare l’arabo per di più con una persona simpatica e interessante. Infatti non potrei essere più soddisfatto da questo punto di vista. Non foss’altro che la casa e il quartiere... insomma non sono proprio il luogo ideale dove verrei ad abitare (e neanche il povero Ahmad). &lt;i&gt;Sarà interessante anche questo&lt;/i&gt;, mi sono detto. Tuttavia, persino la rinomata flessibilità&lt;i&gt; &lt;/i&gt;e adattabilità di Al Musafir sembrano aver trovato un limite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Mezzeh Jabal&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;: il quartiere dimenticato. A 20 minuti di &lt;i&gt;servis &lt;/i&gt;dal centro, un quarto d’ora dall’università si staglia la collina denominata appunto &lt;i&gt;Jabal&lt;/i&gt;. Si lascia la strada principale, in pieno stile damasceno, trafficata, con tanti negozietti e movimento costante, per salire sulla collina a nord. Salito qualche scalino, girato l’angolo, eccolo: la strada terrosa bagnata di fanghiglia separa file di spigolose case grigie, i mattoni di cemento a vista, scale mai finite e balconi che si affacciano sul nulla. Negozi polverosi espongono frutta marcia e ogni ben di dio in scatola, barbieri deserti, molte faccie del presidente, qualche bandiera strappata. Al lato della strada, davanti alle macchine che passano, tavoli con su un narghilè o più spesso teiere e bicchieri, e seduti sulle sedie, giovani e anziani che osservano i passanti, e aspettano tranquilli il lento passare delle ore. Decine di bambini seminudi corrono e urlano per strada. E, tante, tante ragazze, &lt;i&gt;tiratissime&lt;/i&gt;, capelli lunghissimi e &lt;i&gt;maquillage &lt;/i&gt;in abbondanza, che sfilano davanti a spettatori silenziosi.&lt;br /&gt;Benvenuti a &lt;i&gt;Mezzeh 86&lt;/i&gt;, altro nome del quartiere, che si riferisce semplicemente all’anno in cui le numerose famiglie di siriani della costa nord si sono trasferite qui. Un quartiere nato apposta per quell’immigrazione interna, testimone di una speculazione edilizia all’insegna dell’abusivismo più sfrenato. Ad abitare qui sono quasi soltanto &lt;i&gt;alawiti&lt;/i&gt;, una setta sciita piuttosto eretica e chiusa, diffusa soprattutto nel nord, e di cui fa parte la stessa famiglia del presidente. Non è un caso dunque che è in queste zone che il &lt;i&gt;ra’is &lt;/i&gt;raccoglie i maggiori consensi. Anche se, lo stato di degrado estremo e l’evidentissima illegalità che lo contraddistinguono non sembrano suscitare più di tanto interesse &lt;i&gt;lassù&lt;/i&gt;. Senza dimenticare che al mondo ci sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alawiti &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alawiti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Gente semplice, qui, mi ripete sempre Ahmad, che non si fa molte domande. Ma che sembra sapersi adattare perfettamente. Le strade sporche e fangose la sera si riempiono di gente che passeggia tranquilla, come se stesse camminando in pieno centro storico. Che si trova decisamente in un altro continente.&lt;br /&gt;Sì, in effetti è davvero interessante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4075438120271421654?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4075438120271421654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4075438120271421654&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4075438120271421654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4075438120271421654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/06/la-damasco-dimenticata.html' title='La Damasco dimenticata'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6657620942090611894</id><published>2007-06-15T02:50:00.000+02:00</published><updated>2007-12-30T02:12:50.753+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensées'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Il Ritorno di Al Musafir</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;L&lt;/span&gt;’estate siriana è torrida, il tempo scorre rapido, la notte silenziosa avanza e &lt;i&gt;al Musafir&lt;/i&gt; giace semiabbandonato.&lt;br /&gt;Si torna a casa. Con un mese in mezzo in anticipo, Al Musafir torna in Sicilia. Attratto da un richiamo fortissimo, irresistibile. Sì, perchè anche se con una certa probabilità non sarà trasparito così tanto nei post degli ultimi mesi, è innamorato. Forse perchè non mi piace molto rendere pubblici lati così personali e delicati.&lt;br /&gt;E in effetti l’intensa permanenza siriana è stata fortemente segnata da questo piccolo dettaglio.&lt;br /&gt;Un legame antico ed indistruttibile, trasformatosi lentamente in amore, nato e cresciuto nella distanza, goduto, sofferto, sempre voluto. L’amore tramite Skype... Folle quanto si vuole, ma intenso, e reale. Una distanza pazientemente sopportata... Dubbi e paure affrontati insieme... Tanti momenti difficili... e l’ultimo ha portato a questa decisione. Perchè al Musafir non ce l’ha fatta più alla fine. Forse ha esaurito tutte le proprie energie nei primi mesi. O più probabilmente, ha bisogno di rendersi conto cosa significa stare insieme nel senso &lt;i&gt;reale &lt;/i&gt;del termine. Una questione di priorità. L’esperienza siriana ha senz’altro raggiunto il risvolto del tutto positivo, e sono pienamente soddisfatto di quello che ho fatto, dall’esperimento Nazioni Unite ai corsi di arabo, a quanto ho imparato di questo paese, alle amicizie. Non sento dunque che un mese in meno potrebbe togliermi più di tanto. E poi comunque non sarei riuscito a fare molto, le condizioni erano tutt’altro che ottime. &lt;i&gt;Ubi Maior.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ordunque, volo &lt;i&gt;Myair &lt;/i&gt;da Istanbul a Catania anticipato al 2 luglio. Il giretto in Turchia me lo faccio lo stesso! Parto la settimana prossima, dopo la fine del corso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Al più presto, dettagli su questo rapido giugno damasceno.&lt;br /&gt;Vi abbraccio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6657620942090611894?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6657620942090611894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6657620942090611894&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6657620942090611894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6657620942090611894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/06/il-ritorno-di-al-musafir.html' title='Il Ritorno di Al Musafir'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4297569759435251781</id><published>2007-06-01T16:43:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:06:42.068+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Erasmus Damasceno</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;D&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;al capitolo &lt;em&gt;Lamentele Damascene&lt;/em&gt; ecco l’ultima grande analisi dell’intrepido viaggiante sulle contorte fenomenologie interrelazionali della vita notturna damascena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;G&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;eneralizzare è sempre uno strumento pericoloso e fuorviante quando si tratta di analizzare qualcosa, specialmente quando si tratta di una società e di una cultura che si conoscono poco. È perfino fuorviante farlo su una società che teoricamente si conosce molto bene, la propria. Ma in quest’ultimo caso la tentazione certe volte è forte.&lt;br /&gt;Ci si limita dunque in questo contesto a prendere in considerazione le esperienze vissute con i propri occhi, limitate naturalmente nella breve durata della permanenza in terra siriana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;eri sera festa in piscina. Lungo tragitto in due servis affittati per l’occasione, vari tentativi per trovare la strada e lite con l’autista. La piscina è a una decina di chilometri da Damasco.&lt;br /&gt;Conformazione del soggetto partecipante: una ventina di persone, più o meno parità nei sessi. Nazionalità: italiana; araba, e un paio di altre persone. Più precisamente: ragazze italiane, giovani arabi. Ancora più precisamente: studentesse di arabo in vacanza o in studio, soprattutto del sud Italia; &lt;em&gt;suq boys,&lt;/em&gt; come in molti li chiamano, i ragazzi del suq, quelli che bazzicano attorno alla moschea degli Ommaiadi, che hanno più o meno tutti dei negozi di souvenir e roba tipica.&lt;br /&gt;Regola numero uno della &lt;em&gt;swimming pool party&lt;/em&gt;: alcool a fiumi.&lt;br /&gt;Regola numero due: non si parla arabo, inglese qualche volta, ma tendenzialmente italiano.&lt;br /&gt;Entro un’ora sono tutti ubriachi. Ci si lancia in acqua e si gioca a buttare dentro le ragazze urlanti.&lt;br /&gt;Bentornati alla vita notturna standard di Damasco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco di sforzarmi a pensare, per capire.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Soggetto numero uno&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;suq boys&lt;/em&gt;. Ragazzi nati e cresciuti in una società che nega ogni contatto con l’altro sesso; che dà vita ad una frustrazione sessuale che si manifesta in ogni momento della loro vita, che rende la crescita, lo sviluppo e la convivenza con la propria e altrui sessualità poco naturale, violenta, distorta. Una repressione che arriva a volte a generare una concezione di sessualità talmente distorta da rendere indefinita la stessa distinzione tra &lt;em&gt;etero&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;omo&lt;/em&gt;. C’è chi lo chiama terzo sesso, la predisposizione ad andare indifferentemente con un uomo o con una donna: dipende chi è più disponibile.&lt;br /&gt;I &lt;em&gt;suq boys&lt;/em&gt; però hanno qualcosa in più rispetto a questa generica situazione che accomuna la gioventù siriana: sono venuti a contatto con l’altro sesso: le straniere. Vivono dunque il sesso in maniera diversa, con una ossessività più o meno velata, a dosi di viscidume variabili. Loro sanno cos’è. E se non ce l’hanno, è peggio. Hanno imparato ad avere un approccio funzionale con le ragazze, andando ben al di là del fissarle e insultarle per strada.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Soggetto numero due&lt;/strong&gt;: studentesse in trasferta.&lt;br /&gt;Gli italiani sono la nazionalità più rappresentata a Damasco. Non so perchè, forse il boom dell’arabo degli ultimi anni. La maggior parte fa l’università, i corsi di arabo; c’è una strana maggioranza di studenti provenienti da Roma in giù. E tante ragazze.&lt;br /&gt;Quelle in questione: ardue frequentatrici di discoteche made in Syria, amiche più vicine al &lt;em&gt;soggetto numero uno&lt;/em&gt;. Quelle che si&lt;em&gt; concedono&lt;/em&gt; più frequentemente alle più o meno insistenti avance. Con una strana lascività e un modo di fare spesso superficiale.&lt;br /&gt;Mi viene inevitabilmente da pensare: ci dev’essere qualcosa che non va anche in loro, una frustrazione certamente diversa, ma presente. Le lusinghe offerte dai giovani arabi sembrano ricevere un riscontro positivo. Come a dire, in Italia non riceviamo abbastanza attenzioni. Come se la Siria fosse l’occasione per sfogarsi, per liberare e vivere con la giusta leggerezza la propria vita sessuale: che evidentemente deve avere qualche falla nella patria natia. Questo fenomeno dalle mie parti ha un nome e cognome: turismo sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi riesce molto più naturale capire l’ossessiva ricerca della riproduzione nei ragazzi siriani, che comprendere l’altrettanto ossessiva&lt;em&gt; lascività&lt;/em&gt; delle care compatriote.&lt;br /&gt;E non è certamente un caso se l’opinione che i ragazzi siriani hanno delle italiane sia quella. Opinione che naturalmente viene generalizzata a tutte.&lt;br /&gt;Ma, per carità, per fortuna esistono le differenze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4297569759435251781?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4297569759435251781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4297569759435251781&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4297569759435251781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4297569759435251781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/06/erasmus-damasceno.html' title='Erasmus Damasceno'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6527844779239085692</id><published>2007-05-27T14:01:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:07:39.476+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giordania'/><title type='text'>Al Urdun Awwalan secondo tempo</title><content type='html'>&lt;span lang="IT"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;un&lt;/span&gt; piacevole frastuono il suono delle note acute del violino di Mohammed mescolato alla musica della radio di Ahmed che dipinge nell’altra stanza. Ieri sono entrato nella mia nuova (temporanea) abitazione sulle pendici del monte Qassiun, quartiere Muhajirin. In un colpo solo ho l’impressione di aver realizzato molte delle mie aspettative per i prossimi (ultimi) due mesi damasceni: vivere in questa zona, fuori dal centro, con della gente del posto, magari anche interessanti. Certo, rispetto alla precedente dimora non posso dire di aver visto molti miglioramenti in termini di &lt;i&gt;comfort &lt;/i&gt;casalinghi, qui non c’è neanche la lavatrice antiquisssima e figuriamoci, neanche il frigo. Però sento di stare benissimo lo stesso, a chiacchierare ascoltando racconti e pensieri dello squattrinato pittore e dell’eccentrico violinista, e a godere della fresca solitudine del quartiere.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Per la cronaca, in ogni caso questa è una sistemazione provvisoria e entro due settimane dovremmo cercare insieme un’altra casa... ma l’idea rimane quella.&lt;br /&gt;Domani iniziano anche i corsi di arabo all’università.&lt;br /&gt;E oggi il presidente della Siria viene “rieletto”. Una storia tragicomica e angosciante di cui vorrei parlare molto, ma non credo sia il caso. Diciamo solo che è un momento molto particolare per la storia della Siria, che fa capire molto di questo paese, ma che lascia anche totalmente sbigottiti, increduli, e incazzati. Cercherò di inventarmi qualcosa per parlarne.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Sarà invece il caso di proseguire e terminare il racconto sulla Giordania, altrimenti chi lo rivede più.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Venerdì 11 Maggio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Il sistema di trasporti pubblici giordano fa schifo. A voler essere precisi, c’è una dichiarata propensione allo schifo. Una &lt;i&gt;istritatijiya &lt;/i&gt;come si direbbe in arabo, per spronare i turisti a prendere il taxi e i mezzi pubblici e spendere di più. Da Amman a Petra non ci sono problemi, ma la situazione diventa drammatica quando ci si vuole spostare da Petra alle altre località: un solo autobus alle sei del mattino, ma è come un charter, parte solo se c’è tanta gente. Ed è quello che abbiamo preso noi la mattina dopo le visite di Petra. Viaggio in bus all’alba di un fosco venerdì dunque, verso le pluriesplorate distese del Wadi Rum, in compagnia di una solitaria giapponesina che parla poco inglese, e due ragazzi giordani simpatici e leggermente ossessivi.&lt;br /&gt;Prima di arrivare nel villaggetto alle porte del deserto ci fermiamo nell’enorme &lt;i&gt;Visitors Center&lt;/i&gt;, una struttura nuovissima e alquanto sproporzionata per quelle lande desolate, che gestisce il traffico turistico e organizza ogni tipo di escursione: il Wadi Rum è una zona protetta per il rischio di impatto ambientale ed economico sulle fragili popolazioni beduine e sulla natura.&lt;br /&gt;Non possiamo che rimanere allibiti di fronte ai prezzi molto-più-che-europei delle guide, dei giri in 4x4 e in cammello, dai 20 euro in su a persona per un paio d’ore. E così conveniamo che scopriremo il Wadi Rum a piedi, da soli, con una cartina approssimativa. Perfetto, non foss’altro che giungiamo nel villaggio di Rum avvolti dalla nebbia più fitta, che non lascia spazio nè all’immaginazione nè alla voglia di scoprire. La ragazza tedesca appena salita sul bus ci spiega come ci si muove da queste parti regalandoci anche un’abbondante colazione, poi trasformatasi in pasto principale della giornata. Scesi dal pullmann nel mezzo del villaggio, ci accoglie subito in casa un certo Mohammed Sabbah, che scopriamo essere il più grande manager di Rum riguardo a ogni tipo di escursione, pluricitato nelle varie &lt;i&gt;LonelyPlanet &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Routard&lt;/i&gt;. Un tipo interessante, dai forti tratti desertici, molto professionale e serio nel modo di accoglierci, non come molti altri, ossessivamente in cerca di qualcosa da vendere. E le stanze per dormire che ci mostra, decisamente spartane, ma a 2 dinari a notte, ci convincono senza alcuna esitazione. Ci spiega che il suo è un sistema di pubblicità, tiene i prezzi bassi, così i turisti parlano di lui, spargono la voce agli amici e su Internet, e così fa affari: mi sembra un buon sistema. Anche se i polverosi materassi, gli amici scarafaggi, i bagni allagati, l’unta cucina, ci fanno capire che qualcosa nel sistema economico di Muhammed potrebbe essere migliorato.&lt;br /&gt;Siamo un po’ scoraggiati dalla fitta nebbia, comincia addirittura a piovere, così ci buttiamo un paio d’ore sui materassi sperando che qualcosa migliori e cercando di fare passare un po’ il sonno e la stanchezza del giorno prima. Ma alle 10 e mezzo è ancora tutto grigio, e decidiamo di andare lo stesso, non si può certo stare tutto il giorno chiusi in una fetida stanza a contare le zanzare. L’uscita dallo spettrale villaggio è a sud: semplicemente finisce la strada e comincia il deserto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0271.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0271.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Davanti a noi, il nulla, solo le tracce delle jeep sul terreno, e a destra e sinistra enormi fantasmi neri, le montagne che chiudono la valle del deserto. Se non altro possiamo osservare il colore della sabbia sotto i nostri piedi: rosso, un rosso impallidito dalla poca luce della giornata. Cartina alla mano, acqua di rubinetto, panini col formaggino e macchina fotografica: via per le prime due lunghe ore in linea retta attraverso la nebbia e il silenzio assoluto, qualche jeep che corre lontana, con a bordo un beduino vestito di bianco e la kefia rossa che saluta con educati sorrisi, e sul retro turisti incuriositi dalla presenza dei due folli che attraversano il nulla. Camminiamo lungo il versante della montagna sulla sinistra, il monte Rum, che ci lasciamo alle spalle per andare verso l’altra altura che si scorge appena davanti a noi. Quando la vallata si apre, dopo aver salutato un gruppetto di simpatici cammelli un po’ malandati e con i piedi legati da spesse corde, facciamo pausa sull’alta collina rocciosa che precede la nostra grande montagna dove arriveremo di lì a &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0278.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0278.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;poco. Il ristoro è ottimo, e regala una vista discreta sulle infinite distese rosse, mentre il cielo comincia a schiarirsi lentamente e la nebbia risale paziente verso l’alto.&lt;br /&gt;Un’altra mezz’oretta a piedi sulla sabbia fortunatamente indurita dalla pioggia, e arriviamo ai piedi del ripidissimo monte dal colorito rosso e dalla conformazione simile alle pareti di Petra. Sotto l’ombra, in lontananza, un gruppo di macchine parcheggiate, dei bambini e dei punti neri e bianchi che si muovono confusamente: la grande famiglia beduina si riposa e beve tè, e le donne ci chiamano gridando “welcome, welcome”. Un po’ sospettosi, ci avviciniamo, ed è la svolta della giornata: il capofamiglia ci fa accomodare e subito ci viene offerto dell’agnello arrostito e del té; ci presentiamo timidamente e mangiamo sotto lo sguardo incuriosito dei bambini, delle donne e delle ragazze sedute in gruppo ad una certa distanza. Tutti scalzi, la signora più anziana in solitudine, lontana dietro una macchina, il padre in kefia e &lt;i&gt;jalabiyya&lt;/i&gt; (la veste bianca) e la madre di lui seduti accanto a noi, mentre ci viene offerto di tutto senza sosta. Purtroppo l’arabo che&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0291.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0291.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt; sfoggiamo non sembra bastare per intraprendere discussioni più lunghe di due frasi con la signora. Scopriamo che il capofamiglia è autista ad Aqaba, e anche gli amici che arrivano poco dopo, più anziani di età, lo sono. Sul mega-videofonino ci mostra prima un video in cui fa acrobazie con la jeep, e poi la scena di come viene tagliata la testa ai capretti che stiamo mangiando, il giorno prima. Arrivati gli amici più anziani, lui si mette da parte, e anche il gruppo di donne eccitatissime dalla nostra presenza si fa più in là. Dopo lunghi sorseggiamenti di tè, qualche foto e tanti sorrisi, uno dei colleghi si arrampica velocemente verso l’alto, un altro più anziano lo segue... e anche io non perdo tempo; ma la ripida parete e i vestiti poco adatti mi creano qualche problema, dieci metri in verticale, decisamente un fisico fuori allenamento da un ventennio... ma alla fine ce la faccio lo stesso, con l’aiuto paziente dell’amico autista e le urla di incoraggiamento della famiglia tutta. &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0298.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0298.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Forse i problemi più grossi però li ho visti al ritorno, che in effetti è durato molto più tempo e ha richiesto la totale assistenza per ogni mossa da parte dell’agile autista.&lt;br /&gt;La lunga sosta con la famiglia beduina, da cui ci congediamo dopo poco, è stata decisamente la &lt;i&gt;dritta&lt;/i&gt;, il contatto più diretto e naturale con la cultura del posto e anche il giusto riposo nelle ore più calde della giornata. Insistono molto per invitarci a passare la notte nel loro villaggio, ma per questioni tecniche non è possibile, abbiamo la roba in ostello e ripartiamo la mattina dopo.&lt;br /&gt;E noi ripartiamo felici e riposati attraverso il deserto sotto un cielo finalmente azzurro e un sole che seppur timido batte i suoi raggi su una sabbia sempre più rossa. Visitiamo il minicanyon alla fine della nostra montagna, davanti a una sorta di oasi ombreggiata da verdissimi olivi, e proseguiamo attraverso il limpido deserto, tornando verso nord, cercando di seguire le confuse indicazioni della mappa. Ci infiliamo così dentro una stretta valle tra due montagne, altre dune, tante foto, mentre il sole si muove verso oriente, e la frescura del pomeriggio regala il meritato sollievo. A un certo punto però perdiamo di vista il percorso della mappa e pros&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0307.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0307.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;eguiamo imperterriti dentro le ripide montagne che si chiudono davanti a noi (sono io a insistere e Giulia, dal senso dell’orientamento decisamente più acuto, mi segue poco convinta). Attraversiamo così la lunga e&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt; strettissima valle tra le rocce del monte &lt;i&gt;Afshanie&lt;/i&gt; – nome che avremmo scoperto molto dopo: un percorso alternativo di trekking attraverso massi aguzzi e una folta natura favorit&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;a dall’ombra della valle. Il percorso-avventura come lo chiamerebbo i &lt;i&gt;tour operator&lt;/i&gt; ci porta ad un punto completamente diverso da quello previsto, e per fortuna, appena ridiscesi sulle pianure sabbiose, un gentile autista ci indica la strada. Tornati sulla valle principale davanti al villaggio, mentre sale il vento e le gambe tremano dalla stanchezza, un altro beduino ci invita per un passaggio, e in effetti è quello che ci vuole dopo otto ore di passeggiate sulla sabbia...&lt;br /&gt;E la serata passa all’insegna del riposo e di un’agognatissima pasta al pomodoro... un’altra giornata assolutamente magnifica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Sabato 12 Maggio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Ancora una sveglia all’alba per riuscire a prendere il bus fantasma che dovrebbe portarci ad Aqaba, sul mar Rosso, al confine con l’Arabia Saudita. Il Wadi Rum è splendente e limpido all’alba, e ci dispiace un po’ non aver provato l’ebbrezza di aver passato una notte riparati su qualche altura sotto le stelle.&lt;br /&gt;Il bus questa volta è pieno di signore in nero, molte col burqa, e di ragazzi che vanno al lavoro chissà dove. Un’oretta appena di viaggio, superati i controlli – Aqaba è zona economicamente protetta - e siamo alle porte della cittadina marittima. La nostra meta è un po’ più a sud, a una quindicina di chilometri dal centro, sulla &lt;i&gt;South Beach&lt;/i&gt;, la riviera appena prima del confine con il regno Saudita, dove dobbiamo cercare un alloggio per la nostra vacanza marittima. Al piazzale, Omar, tassista, ci convince che non ci sono mezzi pubblici – li hanno sospesi un mese fa, sostiene – e ci porta direttamente ad uno dei due villaggi turistici presenti sulla costa, dal poco attraente nome&lt;i&gt; Beduin Garden Village&lt;/i&gt;. In realtà il villaggio, a una ventina di metri dalla spiaggia, è molto &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0344.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0344.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;accogliente e ben sistemato, in stile “castello del deserto”, con tutti i &lt;i&gt;comfort&lt;/i&gt;, la piscina e le stanze col condizionatore. Ancora una volta osservando tristi le nostre tasche dobbiamo rinunciare al lusso e dei bei bungalow con &lt;i&gt;cool air&lt;/i&gt;, e per 12 dinari (tantissimo) sistemarci in una tenda a mo’ di beduini, con le coperte di lana e l’aria soffocante. Va bene così, siamo ad Aqaba per riposarci, prendere il sole e nuotare tra i coralli, lì dobbiamo solo dormirci.&lt;br /&gt;Così ci buttiamo subito a mare, sulla spiaggia poco frequentata e un po’ malridotta – sabbia umidiccia e sporca. Ed ecco l’unica seccatura di questi due magnifici giorni marittimi: gli arabi e le donne in costume da bagno. Difficile non giudicare e farsi prendere dai nervi, all’inizio: ragazzi e uomini che passano si fermano a fissare con insistenza e spudoratezza rapiti dai molti centimetri di carne straordinariamente visibili dal vivo. Passano, ridacchiano, parlano, girano l’angolo, e tornano, si siedono vicino; forse peggio di tutti sono i camionisti in viaggio verso l’Arabia Saudita che si fermano ai lati della strada e chiudono le tendine per guardare da lontano. Non si controllano, è evidente, perchè non sembrano per esempio notare che le (poche) straniere presenti sulla spiaggia sono quasi sempre accompagnate dal marito o dal compagno. Credo che il tipo di ragionamento che facciano è questo: il marito permette che la donna sia nuda e visibile e per questo potenzialmente “disponibile”, perchè non dovrebbe essere guardata? La cosa dà estremamente fastidio all’inizio, ma poi, dopo averci fatto l’abitudine, non ci si fa più caso, o si comincia a immaginare cosa significhi per loro la vista di un’occidentale. Alla fine, a noi non cambia niente, dà un po’ fastidio, e basta, ma a loro? Non è ancora più maledettamente frustrata la loro sessualità dopo un episodio di questo tipo? E ancora, pensi a loro e provi una strana compassione (sbagliata, probabilmente) e capisci che dal nostro punto di vista certe cose sfuggono e per loro soprattutto la situazione rimane sempre e comunque estremamente frustrante. Come potrei mai immaginare la mia vita pensando di non poter neanche conoscere una ragazza in costume, a meno che non sia mia moglie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0326.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0326.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;In ogni caso Aqaba sembra una città particolarmente chiusa e tradizionale, come abbiamo potuto constatare ulteriormente visitando la città nel pomeriggio. Strano, si direbbe, visto che non solo si tratta di una città marittima, ma anche di un crocevia tra ben quattro paesi: Giordania, Egitto, Arabia Saudita, Israele.&lt;br /&gt;Dopo aver toccato il limpido mare e camminato tra i coralli, e stabilito che davanti a noi c’è Eilat, la città più a sud di Israele, a sinistra c’è il canale di Suez, e a qualche bracciata di nuoto, l’Arabia Saudita – tutto così vicino in questo disgraziato Medio Oriente! – decidiamo di fare un giro in città. E così facciamo una rilassante passeggiata sul lungomare illuminato dalla dolce luce del tramonto, Parte dal porto e finisce al centro città, molti baretti sulla spiaggia, bancarelle di souvenir, e i bambini che fanno il bagno. Anche qualche donna fa il bagno: vestita, col velo, o col burqa. Uno spettacolo che lascia inevitabilmente sbigottiti e perplessi. Per esempio... come fanno ad asciugarsi? È un sentimento di angoscia e incomprensione alla vista di questi scenari, contrastato dalla serenità del tramonto e del té alla menta che sorseggiamo anche noi sotto le palme, in spiaggia.&lt;br /&gt;Il resto della città, il McDonald’s, il parchetto dove i bimbi giocano allegri, lo &lt;i&gt;shawarma&lt;/i&gt; nel ristorantino all’aperto, scorre tutto sereno in questa serata che profuma di estate siciliana e fa venire tanta voglia di casa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Domenica 13 Maggio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="IT"&gt;E la domenica si offre come una giornata interamente dedicata a quella cosa meravigliosa che è il mare. Gli arabi lavorano e c’è poca gente, e noi ci abbronziamo come salamandre all’ombra degli ombrelloni e sotto l’acqua limpidissima del Mar Rosso. Maschere pinne e tubo, tre ore abbondanti passate navigando sulla splendida barriera corallina, districandosi tra le milioni d&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0364.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0364.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;i belle, innocue ma comunque fastidiose meduse color violetto e cercando invano di catturare la bellezza di quei paesaggi silenziosi con una scarsa macchinetta fotografica subacquea. Pietre viventi dalle forme sinuose e dalle superifici labirintiche, dai colori più accesi, illuminati da tenui raggi filtrati dall’acqua. E tutt’attorno, un’animatissima popolazione di mille pesci diversi e variopinti che gironzolano con coinvolgente tranquillità tra le strane forme dei coralli. E tutto questo a neanche venti metri dalla spiaggia... dà davvero l’impressione di essere un universo estremamente fragile. Speriamo ne abbiano la giusta cura...&lt;br /&gt;La sera nella calma del nostro caro villaggio non poteva che terminare con una meritata cena a base di pesce, ottimo.&lt;br /&gt;Vacanze al mare finite davvero troppo presto... Adoro la vita da campeggio! (a maggio e a settembre &lt;i&gt;faqqat&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;E il Mar Rosso ci lascia in regalo anche una splendida abbronzatura color aragosta, che purtuttavia assomiglia maggiormente a una fulgente scottatura, tant’è vero che le nostre povere spalle e tutto ciò di abbronzabile brucia da matti, e portare i nostri zaini diventa il peggiore degli incubi. E cambiano decisamente i nostri piani di andare anche nel Mar Morto a galleggiare e a insalinarci: l’idea di stare ancora al sole non lascia dubbi e decidiamo di anticipare di un giorno la partenza. Anche perchè soldi non ce ne stanno...&lt;br /&gt;Ultimo giorno dunque trascorso ad Amman, a passeggiare, cazzeggiare, dormire, leggere, mangiare pollo fritto nell’unico ristorante aperto in tutto il centro (!). Abbiamo anche tentato una breve visita delle rovine della romana Jerash, ad un’oretta da Amman, ma è stata solo una bella passeggiata in autobus e attorno all’ingresso del sito, perchè siamo arrivati un po’ tardi.&lt;br /&gt;E il martedì, dopo altro cazzeggio davanti all’anonimo anfiteatro romano di Amman, alle ore 15 siamo sul nostro lussuoso &lt;i&gt;Jett &lt;/i&gt;di ritorno alla cara &lt;i&gt;Sham&lt;/i&gt; – Damasco. Che ci accoglie nella fresca sera con l’affettuoso traffico e una piacevole sensazione di ritorno a casa. &lt;i&gt;Hamdulillah al-salama!&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6527844779239085692?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6527844779239085692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6527844779239085692&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6527844779239085692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6527844779239085692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/05/al-urdun-awwalan-secondo-tempo.html' title='Al Urdun Awwalan secondo tempo'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/th_IMGP0271.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6730564062341000987</id><published>2007-05-21T19:01:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:09:31.200+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giordania'/><title type='text'>Al Urdun Awwalan</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;desso sì che fa caldo. Le sei meno un quarto di un pomeriggio di fine maggio ed è abbastanza impensabile uscire di casa. L’allegra stanza di &lt;i&gt;Jada Quli&lt;/i&gt;, quartiere Suq Sarujah, polverosa e incasinata, si svuota lentamente, mentre al Musafir si prepara a rivoluzionari cambiamenti con entusiasmo e serenità. Mi mancherà questa casa, l’aria tranquilla che si respirava, le lunghe e rilassate chiacchierate pomeridiane, le porte e le finestre dipinte di blu, le infinite partite a &lt;i&gt;Uno &lt;/i&gt;e la pasta del finesettimana; il suo quartiere così intimo e accogliente, dove hai tutto ad un palmo di mano; le ragazze velate che salutano timide dalla finestra accanto, il cavallo che trascina il carretto della verdura, il té da Firas... Sì, è stato un bel periodo passato in questo posto.            &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;M&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;a passiamo a cose serie: prima che le ondate violente della vita sociale universitaria mi travolgano, vorrei riuscire a raccontare qualcosa di quel bel viaggio terminato appena una settimana fa nel &lt;i&gt;Regno Hashemita di Giordania&lt;/i&gt;. Un paio di puntate, credo, come al solito.&lt;br /&gt;Nota bene: le foto di Al Musafir hanno traslocato: non le trovate più su &lt;i&gt;Flickr&lt;/i&gt; ma sul nuovo &lt;i&gt;Photobucket&lt;/i&gt;. Forse un po’ meno bello e funzionale del primo, ma almeno non ci sono limiti così ridicoli per il numero di foto che si possono caricare: &lt;a href="http://s205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/"&gt;&lt;u&gt;questo&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; è il link, buona visione! Tutte le foto su &lt;i&gt;Flickr &lt;/i&gt;sono state trasferite qui. Tanto per avere uno sguardo d’insieme sugli ultimi viaggi che ho fatto...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;            &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mercoledì 9 Maggio&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ore 8: neanche 48 ore dopo la fine dello stage alle &lt;i&gt;umam muttahida&lt;/i&gt;, e sono seduto sul lussuoso pullman della &lt;i&gt;Jett &lt;/i&gt;che ci trasporterà da Damasco fino alla vicina capitale giordana Amman. Un viaggio preparato abbastanza in fretta, con poca cura dei dettagli, com’è giusto che sia, divertente, spontaneo. Esattamente quello che ci vuole, per separare due periodi e due esperienze completamente diverse, lo stage e lo studio, alla metà perfetta della mia lunga permanenza in questo strano e complicato Medio Oriente. Un paese di cui ho sempre sentito parlare (poco) e che da un bel po’ volevo visitare, ma non era mai arrivata l’occasione. E quale occasione migliore, in un maggio spezzato da tutti questi cambiamenti, e con la piacevole compagnia della collega-coinquilina-amica Giulia?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Routard &lt;/i&gt;della Giordania in mano, dunque, e si parte verso il sud. Viaggio tra le capitali durato poco più di quattro ore complessivamente, di cui due abbondanti di attesa in frontiera, il resto il tratto brevissimo che separa Damasco da Amman. Soliti controlli, solite eccessive e superficialissime formalità, un bel timbro nuovo sul passaporto, fermata obbligata all’enorme Duty Free di frontiera, dove tutto dovrebbe costare meno (ma i siriani che comprano sigarette in frontiera quando per strada costano di meno non li capisco): e siamo dall’altra parte. Scorriamo sommariamente la storia recente della Giordania sulla &lt;i&gt;Routard&lt;/i&gt;, delle sue liberalizzazioni, della pace con Israele, del nuovo re e dei suoi problemi col terrorismo e coi palestinesi, del petrolio che non c’è , di quella straf**a di Rania. Per inciso, &lt;i&gt;al Urdun awwalan, &lt;/i&gt;“la Giordania al primo posto”, è la frase che accompagna sempre le figure di re Abdallah sparse per le città del paese.&lt;br /&gt;Dal finestrino del bus salutiamo i faccioni di Assad padre e figlio, e, venti metri più avanti, “Benvenuti in Giordania”, facciamo conoscenza della nuova coppia, l’ex re Hussein e il figlio, re Abdallah. Un’abitudine, dunque, in questi paesi, i megaritratti in coppia. Anche se Ataturk non aveva nessuno accanto a sé...&lt;br /&gt;Anche Abdallah veste abiti militari, bianchi però, e una cosa la noto subito: ha la faccia più simpatica, un sorriso più sincero e gli occhi che guardano dritti nell’obiettivo. Come se fosse più sereno, più sicuro della sua posizione, più convinto dell’appoggio del suo popolo. Una sensazione avuta più volte in Giordania, anche sulla gente. E fare paragoni con la Siria è diventato il metro di giudizio più naturale per farci un’idea del paese durante tutto il viaggio, e, per quello che ho potuto capire in una settimana, le differenze sono tante.&lt;br /&gt;Arriviamo ad Amman nelle ore più calde del pomeriggio, anche se il cielo è leggermente annuvolato e un forte vento soffia tra le colline su cui si stende la capitale. Ci diamo un paio d’ore per visitare la città e mettere in pancia qualcosa: entro la sera vogliamo essere a Petra, la nostra prima meta. Superata l’orda di tassisti e loschi &lt;i&gt;tour operator &lt;/i&gt;locali che cercano di offrire i loro servizi convincendoci che non esistono alternative, ci muoviamo pesantemente verso il centro, passando prima dal terminal &lt;i&gt;Abdali&lt;/i&gt;, per capire come proseguire più tardi per il sud, e con un autista folle di un &lt;i&gt;servis&lt;/i&gt; arriviamo al “centro” di Amman. Curioso, che i &lt;i&gt;servis &lt;/i&gt;in Giordania siano taxi verniciati di bianco, e non rapidissimi furgoncini ammaccati, come in Siria.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0194.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0194.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Amman: un’infinità di case basse grigie e rettangolari disposte e tappeto su sette colline, nessun centro storico, solo una cittadella con un paio di colonne e un teatro romano. Nulla, ma proprio nulla di quell’antichissima Philadelphia , capitale di non mi ricordo quale regno presemitico. Una città che dà l’impressione di essere moderna, ordinata e pulita, ma che non sembra offrire nulla di particolarmente attraente, nè sembra particolarmente attiva intellettualmente. Il centro, disposto sulla valle più importante, è stranamente poco frequentato, e posti per prendere un té o riposarsi ce ne sono pochi. Non vale la pena neanche di entrare dentro la cittadella per pagare due dinari (due euro) e vedere uno stupido museo. No, decisamente meglio Damasco, più vivibile, più interessante, più autentica.&lt;br /&gt;Shawarma e Kebab al ristorantino sul terminal &lt;i&gt;Abdali&lt;/i&gt;, dunque, e prendiamo l’autobus verso il terminal sud, dove ci aspetta un altro mini autobus stracolmo che ci porta sulla lunga strada per Wadi Musa, villaggio alle porte di Petra, nel sud est del paese. Quattro infinite ore di viaggio, distrutti, arriviamo al nostro &lt;i&gt;Sabaa Hotel&lt;/i&gt;, in pieno (mini)centro di Wadi Musa. Un costosissimo (6 dinari!) ma squisito mix arrosto ci allieta il riposo, e nel semplice e confortevole alberghetto prendiamo subito sonno, pronti per lunghe e avventurose escursioni tra le valli rocciose dell’antica capitale nabatea.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;                                    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giovedì 10 Maggio&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;21 dinari, neanche Laura Pausini al Palacatania: tanto costa il biglietto d’ingresso per Petra, la località turistico-archeologica più famosa di tutto il Medio Oriente dopo le Piramidi. I prezzi della Giordania turistica ci inorridiscono, siamo increduli, abituati alle cifre ridicole per qualsiasi tipo di acquisto in territorio siriano. Nessuna riduzione, inutile la nostra &lt;i&gt;international student card &lt;/i&gt;rimediata illegalmente – presentando dei certificati di Ca’ Foscari non proprio attendibili – a Damasco. Capisco che debbano fare il loro lavoro e l’economia giordana deve crescere, ma una bottiglietta d’acqua non può costarmi il doppio di quanto la pagherei a Venezia. Una costante di tutto il travagliato (finanziariamente) viaggio anche nei giorni successivi. Il bello è che dormire una notte in albergo costa meno di mangiare un piatto di pollo, a Petra, nel Wadi Rum come sul Mar Rosso. L’unica distinzione che si fa è tra giordani e non, cioè i giordani non pagano niente e i turisti, che siano libanesi, cinesi o siciliani, tutto. Fuori da questi tre centri, tra l’altro, i prezzi sono solo leggermente più cari che in Siria, ma davvero poco.&lt;br /&gt;Ok, sfogo finanziario terminato, proseguiamo col racconto.&lt;br /&gt;La giornata inizia presto, relativamente, alle nove siamo all’ingresso di Petra, a pagare questi benedetti 21 dinari, e via verso la lunga giornata di esplorazioni.&lt;br /&gt;Petra, dal greco &lt;i&gt;petra,&lt;/i&gt; oppure dal nabateo &lt;i&gt;batra’&lt;/i&gt;, non l’ho capito molto bene. Certo se, come anche in arabo, &lt;i&gt;batra’&lt;/i&gt; significa “l’impareggiabile”, il nome si addice molto di più.&lt;br /&gt;La capitale fu costruita tra le enormi valli di queste montagne desertiche più di duemila anni or sono, per poi essere ripresa e riutilizzata prima dai romani, poi dai bizantini e poi dagli arabi. Ricca e influente centro politico e commerciale del regno nabateo, si avviò al lungo declino a partire dalla conquista romana. Ma chi sono ‘sti nabatei? Un solo ricordo: l’incubo di filologia semitica, uno dei pochi esami davvero temuti a Ca’Cappello: si nominava qui il nabateo come una lingua semitica cuneiforme, figlia o sorella dell’aramaico, ma che ne so. Quanto basta per far suscitare un senso di disgusto e disprezzo verso quello strano popolo. Che dire, &lt;i&gt;sono pazzi questi nabatei&lt;/i&gt;, a costruire una città così imponente, ingegnosamente progettata, autonoma, inattaccabile, impareggiabile, appunto.&lt;br /&gt;Pochi turisti, hamdulillah, già dall’ingresso. Anche se in giornata l’antica città si riempie di orde di gruppi a trentine coi cappellini e le guide arabe poliglotte. La cosa comunque non pesa, perchè il posto è abbastanza grande per tutti, e a prendere i vari percorsi alternativi ci si isola velocemente.&lt;br /&gt;La giornata non è delle migliori, tendente all’uggioso e con una nebbiolina mattiniera - poco fastidiosa, in realtà. Ben presto capiamo però che quel tempo è stato un colpo di fortuna: sarebbe stato ben peggio marciare e scalare montagne ore e ore sotto il sole cocente, con pochi spazi all’ombra e dell’acqua tiepidiccia a dissetarci.&lt;br /&gt;La vallata su cui si stendono le rovine della città è enorme, lunga decine di chilometri, un percorso pieno di curve e con decine di &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0220.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0220.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ramificazioni che portano su alture e ripiani nascosti. Le montagne sorgono altissime dal nulla nel bel mezzo del deserto che si stende dalla Siria meridionale allo Yemen. E certamente la cosa che emerge di più di queste lunghe montagne che coprono la Giordania meridionale e arrivano fino in Israele, è la conformazione rocciosa. Rosso, il colore dell’enorme vallata. Milioni di anni di sedimentazioni hanno regalato alle pareti di questa valle delle sfumature dai colori accesi e magicamente mescolati. Rosso porpora, ocra, giallo, blu acceso, viola, bianco... ecco le pareti di Petra, un mosaico di colori perfettamente in armonia, l’enorme tavolozza di un dadaista che traccia linee e forme sinuose che si intrecciano e colorano pareti alte centinaia di metri... Rocce tondeggianti, colonne sottili a mo’ di stalattiti, e qualche pianta cresciuta tra le rocce completano il morbido e incantevole paesaggio. E quei folli dei nabatei hanno deciso di costruire la propria capitale scolpendo gli edifici sulle pareti di queste montagne.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0206.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0206.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il percorso della visita di Petra inizia con una breve passeggiata all’aperto, un primo tempio intagliato nella roccia color zafferano, per iniziare poi il percorso vero e proprio nella vallata. È una gioia per gli occhi e un piacevole preludio alle imponenti sorprese che seguono, camminare nella strada stretta tra le pareti curve e colorate, seguendo il percorso dei canaletti d’acqua che rifornivano la capitale, il silenzio interrotto solo da qualche carretto turistico e le voci dei passanti. Un paesaggio che mi ha subito ricordato la necropoli di &lt;i&gt;Pantalica&lt;/i&gt;, a un paio d’ore a sud dall’Etna, con le sue grandi montagne brulle attraversate dal piccolo fiume &lt;i&gt;Anapo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;E poi, all’improvviso, dietro una curva, la vallata si apre, ed in tutta la sua maestosità appare il &lt;i&gt;Khozne&lt;/i&gt; (“tesoro”), l’imponente tempio che apre la strada all’ingresso della città. Una parete alta un centinaio di metri e dal colore rosso ocra tendente al rosa, all’interno della quale è scolpita la facciata del luogo di culto più importante di Petra. Le grosse colonne, statue, iscrizioni, perfino lo stipite è intagliato: l’importanza del tempio sembra risolversi tutta n&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0216.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0216.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ella sua facciata, e le stanze interiori risultano piccole e spoglie. Cerchiamo senza successo di immaginare come diavolo abbiano potuto costruire questi edifici nella roccia, partendo da che lato, e come abbiano fatto a levigarla e lavorarla così bene. Un mistero. I turisti si accumulano sul piazzale davanti al tempio, dove sono comparsi anche i primi bar beduini e un paio di poveri cammelli sfiniti e spaesati: meglio proseguire. Siamo alla parte iniziale della città, dedicata ad una serie di tombe poste ai lati, in basso e in alto. Ogni tomba è alta una ventina di metri, le più importanti anche molto di più: quella dell’ultimo &lt;i&gt;primo ministro &lt;/i&gt;dei nabatei, posta in alto su un promontorio, vale una visita, e ci arrampichiamo subito sulle rocce scivolose. Ne vale la pena, perchè da sopra la vista sulla vallata è magnifica: gli enormi edifici che fanno tuttuno con le montagne, i colori, il silenzio... è il paesaggio di un racconto epico dei migliori e più affascinanti... non mi stupirei sei il grande Tolkien avesse preso spunto da qui per la descrizione della sua &lt;i&gt;Minas Tirith&lt;/i&gt; o della bella &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0230.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0230.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Rivendell&lt;/i&gt;. Credo che nessuna descrizione e nessuna foto possano eguagliare o trasmettere la sensazione della vista di questi luoghi.&lt;br /&gt;Più avanti, sempre in alto, il complesso delle &lt;i&gt;Tombe dei Re&lt;/i&gt; offrono la vista di un tempio rifatto a chiesa dai bizantini, di un vero e proprio palazzo-tomba, mastodontico, e un po’ nascosta, la tomba di un potente generale romano, &lt;i&gt;Sestio Fiorentino&lt;/i&gt;, credo.&lt;br /&gt;Si scende verso il centro della città, su una sorta di via romana mattonellata, che pullula di bambini e ragazzi anneriti dal sole a dosso di un povero asino o di un cammello, che ossessionano i turisti offrendo di fare un giro. Mentre camminiamo, un bambino ci chiede “wanna go for a ride?” (con queste parole) e poi “da dove venite, da Israele?” La domanda ci lascia letteralmente sotto shock: l’ultima cosa che ci aspettiamo è pensare di trovare turisti israeliani in un paese arabo... dopo mesi e mesi di indottrinamento antisemita made in Syria suona davvero strano. Eppure vuol dire che ce ne sono, di turisti. Anche in alberg&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0225.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0225.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o del resto c’erano canali israeliani... ecco una grande differenza tra Siria e Giordania.&lt;br /&gt;I bambini diventano fastidiosi, e non ci piace vederli picchiare i poveri animali o fare a botte per gioco, mentre mangiamo il nostro lauto pasto di pane e formaggino sotto l’ombra di un albero, vicino al centro di ristoro per turisti. Una cultura violenta e difficilmente comprensibile, per noi, figuriamoci per i turisti pacchetti-tutto-compreso-4-giorni. Non credo che una cosa del genere possa aiutare a sfatare i pregiudizi sui paesi arabi.&lt;br /&gt;Ma la tabella di marcia ci impone di proseguire: ci aspetta una lunghissima scalata che porta sull’altura del &lt;i&gt;Monastero&lt;/i&gt;, altro edificio importante di Petra: quasi &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0243.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0243.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;un’ora in salita per più di 700 scalini sotto il sole che nel frattempo è spuntato, tanto sudore e poca acqua rimasta, ma la vista all’arrivo è ancora una volta splendida: il tempio, poi monastero bizantino, è ancora più imponente e affascinante del &lt;i&gt;Khozne&lt;/i&gt;; ma forse ancor più vale la salita la vista del paesaggio di aguzze montagne davanti alle infinite distese del deserto, che si scorgono nella nebbia bassa proseguendo dietro il monastero. Un silenzio ancora più mistico e intenso accompagna la vista. Ecco dove sta la bellezza estrema di Petra: il connubio felicissimo tra fascino della storia e della natura, tra interesse archeologico e avventuroso-naturalistico.&lt;br /&gt;Un po’ di sano riposo, altro ottimo panino con formaggino e si parte per la prossima meta... l’altro sentiero proposto dalle guide, quello che porta verso il &lt;i&gt;l’altura del sacrificio&lt;/i&gt;. Si torna velocemente indietro verso le tombe iniziali, da dove il percorso partiva, in fretta magari perchè sono le cinque e Petra chiude i battenti al tramonto. E via per un’altra infinita scalinata escursionistica, in mezzo a una bella natura stavolta, le scarpe distrutte ma la voglia di vedere ancora tanta; e in cima, i due obelischi rosso fuoco segnano il luogo in cui si dice un tempo scorreva il sangue degli animali sacrificati a qualche dio furioso. Il percorso alternativo di ritorno è ancora più affascinante anche se per qualche secondo ci viene il dubbio di esserci persi e la cosa non rassicura visto che si è fatto un po’ tardi. Tant’è che ritornati sulla strada maestra non c’è neanche più neanche l'ombra di un turista, e il pensiero di essere rinchiusi nelle antiche valli per una notte, seppur estremamente seducente, viene decretato come improbabile e rischioso. Nella camminata di ritorno al presente, nessun turista, ma, molto curiosamente, tanti tanti arabi giordani, beduini, famiglie, gruppi di amici, coppiette, entrati adesso a passeggiare e a godersi anche loro un po’ di fascino storico. Petra al tramonto torna ad essere araba, molto affascinante.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0268.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/IMGP0268.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Facciamo a piedi perfino il percorso dal sito archeologico fino all’albergo, altri quattro chilometri in salita: davanti ai prezzi folli del taxi non ci ferma neanche la stanchezza di otto ore di escursioni.&lt;br /&gt;È stata una lunghissima, stupenda e faticosissima giornata: siamo distrutti e anche i nostri piedi fetenti lo sono: alla piacevole doccia di ristoro e al lautissimo pasto (hummus in scatola e pane con sardine: bleah!) sopraggiunge senza esitazione un sonno profondo e meritato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6730564062341000987?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6730564062341000987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6730564062341000987&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6730564062341000987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6730564062341000987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/05/al-urdun-awwalan.html' title='Al Urdun Awwalan'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i205.photobucket.com/albums/bb29/almusafirblog/Jordan%20May%2007/th_IMGP0194.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2492174421967591304</id><published>2007-05-19T23:50:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:34.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ONU'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><title type='text'>Riflessioni su uno stage - parte seconda</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;G&lt;/span&gt;onna verde, maglietta fucsia, schiena curvata in avanti, la mano sinistra chiusa in un pugno e appoggiata al petto mentre cammina. Sul volto, un sorriso tesissimo e insicuro, o, in alternativa, la bocca corrucciata e gli occhi infuriati. La boss si aggira per le minute stanze dell’edificio pallida come un fantasma, cercando uno o l’altro impiegato, lanciando urla soffocate e lasciandosi alle spalle una scia di disgusto e nervosismo. L’impressione è netta: tutto ciò di cui si occupa, è un disastro. Crea solo confusione, si direbbe. Sembra che il resto dello staff si sia abituato a sopportarla, a darle poco peso.      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L’esempio dell’infimo stagista&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;È vero, l’Hcr di Damasco ha un tremendo bisogno di personale. Ci sono 2 milioni e mezzo di iracheni, e ne continuano ad arrivare a migliaia ogni settimana. Hanno disperato bisogno di protezione e le storie che raccontano fanno venire i brividi. C’è bisogno di più gente che lavori sul campo, interpreti, medici, diplomatici, esperti in legge, di responsabili che abbiano l’esperienza per poter gestire situazioni di emergenza. C’è bisogno di personale. Qualificato, però. Chi c’è, è oberato di lavoro. Non ci sono abbastanza uffici. La gente vaga di ufficio in ufficio per trovare un posto dove fare un’intervista.&lt;br /&gt;Lo stagista viene catapultato in tutto questo, seguendo questo fumoso bisogno di “personale”. Ma diventa una palla al piede se non è in grado di lavorare autonomamente, di produrre. Non c’è la &lt;i&gt;capability &lt;/i&gt;di seguire uno stagista in questo momento di caos ed espansione dell’ufficio. E per lo stagista non è particolarmente gratificiante il sentirsi dire “tieni queste X cartacce e facci qualcosa”, o “scrivi il rapporto sui rifugiati in Siria nel 2006” (ma siamo pazzi?) oppure “leggi tutte queste lettere” (in arabo scritto a mano, ma soprattutto, e poi cosa ne faccio?). Insomma, non è serio. E gli stagisti continuano ad essere assunti, sono più di sei adesso. Bah, sarà perchè lavorano gratis.&lt;/p&gt;            &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E i rifugiati?&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Chi sono questi 2 milioni e mezzo che continuano a sbarcare agli uffici dell’Hcr?&lt;br /&gt;Famiglie intere di iracheni che scappano dall’orrore quotidiano, che hanno perso tutto, che gli &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rk4hBHXWnFI/AAAAAAAAAKM/es9cWqd8PCQ/s1600-h/IMGP0140.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rk4hBHXWnFI/AAAAAAAAAKM/es9cWqd8PCQ/s200/IMGP0140.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066022933878971474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;hanno bruciato la casa, ucciso i figli o torturato i padri, che hanno pagato migliaia di dollari di riscatto per vedere poi ucciso il figlio preso dalle milizie; ufficiali dell’esercito, cristiani, ex ministri e collaboratori degli americani. Sembra che tutti rischino la vita in Iraq, per un motivo o per un altro. Vogliono vivere, questa è la prima necessità. Vogliono stare tranquilli, lavorare e mandare i figli a scuola. Il sogno più grande, essere trasferiti in Europa o in Nordamerica.&lt;br /&gt;E hanno scelto la Siria per fuggire, entrando legalmente, per trovarvi altri problemi di sicurezza: rischiano l’arresto e l’espulsione se non hanno il permesso di soggiorno valido. Il governo siriano ha smesso di riconoscere da poco anche quel particolare status di diritto, la &lt;i&gt;temporary protection&lt;/i&gt;, diritto strappato negli scorsi anni grazie al lavoro di diplomazia delle Nazioni Unite. E non godono neanche più dei loro diritti in quanto immigrati di etnia “araba”, che concedeva vie più semplici per l’ottenimento e il mantenimento dell’&lt;i&gt;iqama&lt;/i&gt;, il permesso di soggiorno. Adesso, dopo 15 giorni devono rinnovare il permesso uscendo dal paese. Proprio come quella fabbrica di clandestini che era il &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;foglio di via &lt;/i&gt;della Bossi-Fini.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rk4hs3XWnGI/AAAAAAAAAKU/Z4Iz89nXMrM/s1600-h/IMGP0139.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rk4hs3XWnGI/AAAAAAAAAKU/Z4Iz89nXMrM/s200/IMGP0139.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5066023685498248290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come hanno reagito dentro le alte stanze del palazzo di vetro e di mamma Ginevra per affrontare questa situazione? Purtroppo riuscendo a fare poco. Il governo non accetta lo status di rifugiati, non esistono di fatto, quindi la prima cosa che si dà è una sorta di certificato di protezione che impedisce formalmente alle autorità del paese di incarcerare cittadini sotto la protezione dell’Onu. E qui la cosa finisce, grossomodo. Il &lt;i&gt;resettlement&lt;/i&gt;, il trasferimento in altri paesi, interessa pochissimi richiedenti asilo, meno dell’1%. Del resto i paesi occidentali danno a disposizione un numero insignificante di asili rispetto al totale dei rifugiati, e le campagne e gli sforzi diplomatici sembrano servire a poco.&lt;br /&gt;L’ufficio del &lt;i&gt;community service &lt;/i&gt;invece si occupa degli aiuti sanitari e finanziari. Che comunque spettano solo a chi è iscritto, e tendenzialmente interessano solo chi vive situazioni particolarmente difficili.&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Q&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;uello delle Nazioni Unite (agenzia rifugiati, Damasco) è un mondo strano e complicato. Dove i ruoli dei membri dello staff non sembrano essere affatto ben definiti e ognuno si ritrova a fare tutto, dalle fotocopie dei passaporti a decidere se accettare o meno come rifugiato un ex ministro del governo di Saddam Hussein. Non ci sono limiti, e si direbbe, neanche tavoli e computer. L’edificio di &lt;i&gt;al Malki &lt;/i&gt;è troppo piccolo. Problemi che si direbbero ridicoli, pensando al fatto che le Nazioni Unite sono l’organizzazione mondiale più grande del pianeta.&lt;br /&gt;Ho avuto troppe volte l’impressione che la gente che ci lavora – la maggior parte - vorrebbe fare tanto, ma non ci riesce. Frustrata e rinchiusa in un sistema troppo dispersivo e lontano dalle esigenze concrete, spaventosamente burocratico. C’è anche tanta delusione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il povero stagista guarda questo strano mondo dall’esterno, e cerca di capire se questo può diventare il suo futuro lavorativo. &lt;i&gt;Lo può&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2492174421967591304?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2492174421967591304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2492174421967591304&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2492174421967591304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2492174421967591304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/05/riflessioni-su-uno-stage-parte-seconda.html' title='Riflessioni su uno stage - parte seconda'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rk4hBHXWnFI/AAAAAAAAAKM/es9cWqd8PCQ/s72-c/IMGP0140.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2901950845544005148</id><published>2007-05-18T23:43:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T18:06:42.069+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>giro di boa</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ancora una volta le pagine di al Musafir sono lasciate a se stesse. Questa volta sono le contingenze a decidere, e non l’eccessivo &lt;i&gt;glandeggiare&lt;/i&gt;: giorni concitati dopo il rientro dal magnifico soggiorno giordano, visto l’imminente inizio dei corsi di arabo all’università e l’impellente necessità di cercare casa. Voglio cercare un’altra zona dove abitare, fuori dal centro e dalle conosciutissime mura della città vecchia, possibilmente verso nord, il quartiere &lt;i&gt;Sheikh Muhiddin &lt;/i&gt;mi piace molto, e sarebbe bello abitare con degli studenti arabi, per la lingua, per l’esperienza. Illuso chi pensa di poter contare su una parvenza di sistema di domanda e offerta per le case di studenti: si va in giro per il suq, si chiede al panettiere, al calzolaio e al farmacista se conoscono qualcuno, ti dicono vai qui, vai lì. E nel quartiere che mi interessa sembrano i fioristi a gestire le case. Domani mattina ci torno e vediamo se hanno trovato qualcosa... Inshallah.&lt;br /&gt;Giovedì ho anche il &lt;i&gt;placement test &lt;/i&gt;che deciderà il mio livello all’università, speriamo bene anche quello!&lt;br /&gt;Lontanissimi i lunghi tempi dello stage, mentre alle mie spalle screpolate rimane ormai il famoso&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;giro di boa&lt;/i&gt;, abbiamo superato la metà. Stento a crederci, tre mesi sono volati.&lt;br /&gt;Ma l’umore è ottimo e la voglia di fare tanta. Hamdulillah.&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;PS: resoconto della vacanza giordana in preparazione&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2901950845544005148?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2901950845544005148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2901950845544005148&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2901950845544005148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2901950845544005148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/05/giro-di-boa.html' title='giro di boa'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-7913663238884369455</id><published>2007-05-09T00:31:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:35.187+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ONU'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><title type='text'>Riflessioni su uno stage</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RkD6yNBpUbI/AAAAAAAAAKE/VeghAOU49EE/s1600-h/IMGP0052.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RkD6yNBpUbI/AAAAAAAAAKE/VeghAOU49EE/s320/IMGP0052.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062321721561403826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;S&lt;/i&gt;&lt;i&gt;hufak, Inshallah!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;È&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; la frase che ho sentito ripetere più spesso ieri, quando all’alba delle quattro meno venti di un torrido lunedì pomeriggio ho terminato il mio ultimo giorno di lavoro all’ufficio Hcr di al Malki. &lt;i&gt;Vediamoci, se dio vuole&lt;/i&gt;: un concentrato eloquente di infiniti salamelecchi dialettali e un misto desiderio di esprimere il proprio affetto al povero stagista che se ne va.La gelida e ansiotica D., una dei super boss dell’ufficio, quella che mi ha assunto, mi saluta nel suo tedesco mascherato da inglese con un sincero quanto angosciante “&lt;i&gt;vi vill miss iu&lt;/i&gt;”, cui segue un sorriso ad occhi bassi tra il disgustato e l’imbarazzato. Firmo l’ultima uscita, e &lt;i&gt;khalas&lt;/i&gt;.          &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Q&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;uasi due mesi trascorsi nelle mani di mamma Onu, in arabo &lt;i&gt;al-umam al-muttahida&lt;/i&gt;, il cui &lt;i&gt;umam &lt;/i&gt;effettivamente è molto vicino alla parola &lt;i&gt;umm,&lt;/i&gt; mamma. Cerco di concentrarmi per dare uno sguardo complessivo, dall’alto, a questa esperienza, forse è ancora troppo presto. Un po’ troppi momenti diversi e tante contraddizioni.&lt;br /&gt;Certo è che due mesi mi sono bastati, e sono piuttosto contento di aver finito. Da qualche settimana sentivo di aver già raggiunto la totale saturazione nelle cose da imparare o da fare.&lt;br /&gt;Penso a quanto ero entusiasta e incredulo all’idea di iniziare e a quanto il mio pensiero sia profondamente cambiato, molto presto tra l’altro, a quanto l’entusiasmo si sia progressivamente spento. Spiegare i motivi di questo repentino cambiamento non è cosa difficile: all’inizio, quanto tutto è bello e nuovo, e ci credi, vuoi imparare un sacco e qualsiasi cosa ti appassiona, anche pinzettare documenti per tutta la mattina. Passata la fase dell’apprendimento per osmosi naturalmente vuoi anche riuscire a fare qualcosa di concreto, e se non succede rimani inevitabilmente insoddisfatto. Del resto, inizialmente l’argomento rifugiati in Siria è talmente interessante che puoi anche solo concentrarti sul cercare di approfondirlo; poi com’è naturale vuoi saperne di più di come la cosa viene affrontata dall’Onu, vuoi capire com’è organizzata e tentare di fare qualcosa allo stesso tempo.&lt;br /&gt;In realtà le cose che ho fatto mi sono piaciute, soprattutto nel lavoro a Duma, fuori Damasco, a dare appuntamenti agli iracheni, lì sì che hai l’impressione di imparare, oltre che di poter sfruttare la lingua, un’ossessione ormai, quella. Anche in ufficio, ho fatto un po’ di cose, niente di che, ma è sempre lavoro, e impari, ed è bello pensare che ci si mette tutto il proprio impegno. Il problema però è che queste &lt;i&gt;task &lt;/i&gt;arrivavano molto raramente rispetto alla maggior parte del tempo trascorso in ufficio. Visto che non sai fare niente, perchè sei uno stupido stagista che a stento parlicchia l’arabo, di fatto non servi a niente. E poi non sei pagato, manco l’assicurazione ti danno, figurati se possono darti qualche incarico di responsabilità. Lo spirito di iniziativa conta, sì, ma relativamente: puoi attaccarti ad uno o all’altro collega che assisti mentre lavora, va bene, ma per un po’. Eccolo, il problema principale: non ti senti parte del sistema, non ne fai parte, ci giri attorno, magari cercando una sedia e un computer che non ci sono manco per quelli che vengono pagati. Con tutto questo non voglio dire che facendo lo stagista all’Onu non si impara nulla, anzi: si impara molto, di come funziona, dei suoi problemi, solo che finchè non hai un ruolo preciso non ne fai parte, punto. E poi figurati, &lt;i&gt;fa curriculum&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un giorno mentre lavoravamo a Duma, Patrick, uno dei &lt;i&gt;supervisor &lt;/i&gt;del centro di registrazione, forse il più in gamba di tutta la gente che ho conosciuto, chiama me e Nancy e ci dice: “vorrei che foste assunti, anche part-time, perchè ci aiutate un sacco, ne parlerò in riunione”. Noi figuriamoci, ci sciogliamo per l’entusiasmo ad un’idea del genere e cominciamo a &lt;i&gt;farci film&lt;/i&gt; su come sarebbe. Solo che la proposta com’era del resto più che ovvio e come abbiamo capito subito dopo, è caduta nel vuoto totale. Perchè per essere assunti all’Onu non basta certo &lt;i&gt;conoscere&lt;/i&gt;, partendo dal basso, bisogna bensì seguire un percorso tortuoso e soprattutto lunghissimo attraverso un mix letale di burocrazia ed esperienza gratuita (due anni all’Onu, almeno). Forse da quel momento le cose sono cominciate a scendere verso il basso... come se i titanici problemi delle &lt;i&gt;umam muttahida &lt;/i&gt;fossero venuti fuori tutti assieme. E tocchi per un attimo il mondo lavorativo &lt;i&gt;reale&lt;/i&gt;, da vicino, quell’abisso enorme e buio che cerchi di scrutare dal piccolo oblò della tua candida vita da studente. E non ti piace.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;(presto, parte seconda)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-7913663238884369455?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/7913663238884369455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=7913663238884369455&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7913663238884369455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7913663238884369455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/05/riflessioni-su-uno-stage.html' title='Riflessioni su uno stage'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RkD6yNBpUbI/AAAAAAAAAKE/VeghAOU49EE/s72-c/IMGP0052.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2927285142125601244</id><published>2007-05-05T20:12:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:36.143+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Quindici giorni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzJ4NBpUVI/AAAAAAAAAJU/V-ZJre-lz18/s1600-h/IMGP0182.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzJ4NBpUVI/AAAAAAAAAJU/V-ZJre-lz18/s320/IMGP0182.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061142048664015186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;Q&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;uindici giorni oggi, al Musafir giace abbandonato a se stesso e ai suoi (pochi) visitatori desiderosi di notizie dall’afosa Damasco. Un misto di poca voglia di comunicare e povertà di cose da raccontare, forse in effetti non è successo nulla e basta.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzKdtBpUXI/AAAAAAAAAJk/kC_cyCywVso/s1600-h/IMGP0178.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzKdtBpUXI/AAAAAAAAAJk/kC_cyCywVso/s200/IMGP0178.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061142692909109618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;L&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;o stage alle Nazioni Unite è finito, o quasi. Lunedì ultimo giorno. Rimando a quel giorno tutte le considerazioni, positive e negative, di questa lunga esperienza. Ho ancora bisogno di fare il punto della situazione, cosa che mi viene un po’ difficile ultimamente. Quindi domani ultimo giorno a &lt;i&gt;Duma&lt;/i&gt;, fuori Damasco, a registrare gli appuntamenti per gli iracheni. E lunedì saluto generale in ufficio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;M&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;artedì, spero, partenza per la Giordania! Una decina di giorni per godere del sole e del Mar Rosso di Aqaba, visitare la gloriosa e impareggiabile Petra, vedere dei beduini veri nel Wadi Rum, galleggiare nel Mar Morto e quant’altro. Non vedo l’ora! Così certamente avrò qualcosa da raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzMYNBpUaI/AAAAAAAAAJ8/PUGjW7gfs94/s1600-h/IMGP0177.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzMYNBpUaI/AAAAAAAAAJ8/PUGjW7gfs94/s200/IMGP0177.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061144797443084706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;D&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;unque, cosa è successo nelle ultime due settimane?&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzMYNBpUaI/AAAAAAAAAJ8/PUGjW7gfs94/s1600-h/IMGP0177.JPG"&gt;&lt;/a&gt; &lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;ho      combattuto e continuo a combattere strenuamente e quotidianamente l’epica battaglia      tra me e il computer, i cui problemi si sono riversati su di me come      un’invasione di api africane. Chi vincerà? Finora, non io.&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;Si è      unita a noi in quel di &lt;i&gt;jada quli&lt;/i&gt;, la nostra fatiscente abitazione      in Suq Sarujah, Giulia, neo laureata e neo disoccupata di Ca’Cappello      compagna di tanti esami di arabo glottologia e quant’altro. &lt;i&gt;Ahlan wa      sahlan!&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;Ho      preso il biglietto di ritorno in Italia, da Istanbul, ad agosto.&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;Ho      iniziato a frequentare il &lt;i&gt;centre culturel français de Damas &lt;/i&gt;dove      abbiamo visto film interessanti e a volte un po’ pesanti.&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;Io e      la &lt;i&gt;zita &lt;/i&gt;abbiamo litigato solo due volte e le cose vanno avanti bene.&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;Il      25 aprile e il Primo Maggio ho lavorato.&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;Ieri      con la prof escursione palmirena in compagnia della folta famiglia di      Raida, la prof (da qui le foto), molto molto carino e interessante,      nonostante le varie tempeste di sabbia e la visita del Presidente per      l’inaugurazione del &lt;i&gt;Palmyra Festival&lt;/i&gt;, che ha bloccato tutti gli      &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzK89BpUZI/AAAAAAAAAJ0/OUEErn3F_7o/s1600-h/IMGP0189.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzK89BpUZI/AAAAAAAAAJ0/OUEErn3F_7o/s200/IMGP0189.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061143229780021650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ingressi. Le visite: templi vari, tombe e catacombe in mezzo al deserto di      terriccio, un grande palmeto di datteri e poi il nulla; abbiamo mangiato      con tracotanza in una sorta di autogrill in stile beduineggiante, beh      insomma la credibilità lascia un po’ a desiderare ma era tutto buonissimo.      E poi, il viaggio in autobus con canti e balli popolari e l’immancabile &lt;i&gt;debke&lt;/i&gt;,      il ballo beduino, negli angusti spazi del corridoio del pullman,      accompagnato dalle altrettanto immancabili urla femminili da matrimonio      islamico. Questo sì che si chiama conoscere una cultura! E devo dire che      mi piace. Oddio, mi piace, per un po’. Un saluto ai bimbi simpaticissimi      che volevano imparare l’italiano (magari andando oltre “&lt;i&gt;lasciatemi      cantare&lt;/i&gt;”).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;À plus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: i capelli li taglio al più presto non vi preoccupate!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2927285142125601244?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2927285142125601244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2927285142125601244&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2927285142125601244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2927285142125601244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/05/quindici-giorni.html' title='Quindici giorni'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RjzJ4NBpUVI/AAAAAAAAAJU/V-ZJre-lz18/s72-c/IMGP0182.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2077910155261920295</id><published>2007-04-21T18:39:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:37.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Primavera Siriana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio_BrxtqRI/AAAAAAAAAJE/CsGJrAP94i0/s1600-h/IMGP0117.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio_BrxtqRI/AAAAAAAAAJE/CsGJrAP94i0/s320/IMGP0117.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055922829840460050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;I&lt;/span&gt;l 20 di Aprile il temuto caldo siriano è ancora un vago presentimento. Diventa quasi un’attesa, in una primavera dalle temperature decisamente miti, con un vento pazzesco e le sere fredde autunnali. La primavera dicono che sia la stagione più bella qui, perchè fa fresco ed è tutto verde. Fa freddo! E i paesaggi verdi si vedono solo al nord, ad Aleppo e in Kurdistan, qui solo deserto stepposo, del resto Damasco è alle porte dei deserti giordani e sauditi, mica puoi aspettarti le conifere.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;In effetti però le giornate di sole sono belle, come in questo tranquillo finesettimana. Ieri mattina sono uscito da lezione e me ne sono andato a spasso per i suq deserti di venerdì e sono andato a visitare come turista improvvisato antiche residenze ottomane. L’&lt;i&gt;Azem Palace&lt;/i&gt;, dentro il suq &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio-wrxtqQI/AAAAAAAAAI8/Q_0pqOXI5MY/s1600-h/IMGP0102.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio-wrxtqQI/AAAAAAAAAI8/Q_0pqOXI5MY/s200/IMGP0102.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055922537782683906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;delle spezie,&lt;i&gt; &lt;/i&gt;è splendido, con i suoi due cortili interni con giardini e fontana, e i gr&lt;/span&gt;&lt;span lang="IT"&gt;andi portali delle stanze regali in legno intarsiato e lavorato. Tenuto molto bene, e pieno di turisti, comprese le onnipresenti famiglie arabe che pure qui si rilassano all’ombra dei cipressi, i bambini che giocano con la fontana e le ragazze velate che ridacchiano vedendo passare i turisti. Stamattina invece con la dovuta calma ho ben pensato di raggiungere i sobborghi meridionali di Damasco per visitare la moschea sciita di &lt;i&gt;Seyda Zeynab&lt;/i&gt;, centro di attrazione turistico-religiosa per centinaia di persiani – e maggiore destinazione dei rifugiati iracheni sciiti. Costruita e finanziata dal governo iraniano, contiene il mausoleo della figlia di Hossein, principe dei martiri sciiti, nipote del Profeta Maometto. Architettura persiana religiosa moderna, piastrelle azzurro acceso decorate da fittissime ghirlande, grossa cupola dorata, pareti interne un’esplosione &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio_U7xtqSI/AAAAAAAAAJM/ZcHv-fS_WzY/s1600-h/IMGP0118.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio_U7xtqSI/AAAAAAAAAJM/ZcHv-fS_WzY/s200/IMGP0118.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055923160552941858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="IT"&gt;di specchi. Bella, e si vive una fortissima intensità spirituale: commozione e tante prostrazioni davanti alla tomba della bimba martire, giovani, anziani, bambini che baciano la tomba, signore in nero, qualcuna col tatuaggio dei beduini. Tanto persiano, tanto arabo con forte cadenza irachena. È il regno degli sciiti. Mi è piaciuto tornare a sentire su di me questa intensità, e respirare a pieni polmoni quest’aria di pace, come quando ero in giro per l’Iran, nella moschea azzurra di Isfahan o nel mausoleo di qualche santo di Shiraz.&lt;br /&gt;E fuori dalla moschea, è impressionante, sembra di stare a Baghdad, non ci sono siriani. Abitano qui, gli stessi 2 milioni e mezzo che vengono a chiedere disperato aiuto agli uffici dell’Hcr. Che sono scappati dall’orrore della guerra, e sono in Siria, la maggior parte senza regolare permesso di soggiorno, che rischiano il carcere e l’espulsione, muoiono di fame, e sperano disperatamente di essere trasferiti in qualsiasi altro paese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Due mesi di permanenza siriana. È difficile fare un resoconto globale quando in ballo ci sono così tante cose, e la linea dell’umore segna sbalzi tremendi per i quali è improbabile pensare di poter trarre una media. Tutto sembra essere successo così in fretta, le cose si sono accavallate senza che io me ne accorgessi minimamente. Il tempo vola, come si dice sempre, e come sempre è verissimo.&lt;br /&gt;Lo stage all’Onu, la lingua, conoscere la città, conoscere gente, stringere dei legami. Questi i punti focali su cui questa esperienza si concentra o dovrebbe concentrarsi, sviluppatisi in strade diverse e contorte, con qualche soddisfazione, qualche delusione, qualche difficoltà, una discreta dose di buona volontà, e uno spirito di intraprendenza non ancora perfettamente definito. Un viaggio strano e diverso da qualsiasi altro in passato, in cui tutto dipende da ciò che decido io, e poco o niente arriva per scontato o per caso. Una città strana, affascinante, contraddittoria, ingannevole e impenetrabile. Un legame al luogo d’origine – o come lo si vuole chiamare – molto più forte delle altre volte, inaspettato, che frena la mia capacità di sentire questo posto come mio. Se davvero lo voglio sentire come tale.&lt;br /&gt;Ahlan fik bi Sham, ya Musafir al Khayat.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2077910155261920295?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2077910155261920295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2077910155261920295&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2077910155261920295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2077910155261920295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/04/primavera-siriana.html' title='Primavera Siriana'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rio_BrxtqRI/AAAAAAAAAJE/CsGJrAP94i0/s72-c/IMGP0117.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2078153596655057822</id><published>2007-04-18T07:40:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:38.011+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>happy istiqlal</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWv36Jp2aI/AAAAAAAAAIc/vI2z97DF5tw/s1600-h/IMGP0090.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWv36Jp2aI/AAAAAAAAAIc/vI2z97DF5tw/s320/IMGP0090.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054639531830663586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;al quinto giorno la febbre se ne andò. Ed è pure vacanza, quindi ormai è una settimana buona che non lavoro. Che divertimento! Al Musafir ha detto basta a questo sedentarismo (ha anche perso più di un chilo) e decide di partecipare ai festeggiamenti del 17 Aprile, giorno dell’&lt;i&gt;Istiqlal&lt;/i&gt;, l’indipendenza, dal protettorato francese, nel ’47. Non mi è ancora ben chiaro perchè – pensavo c’entrasse qualche ricorrenza con la guerra del ’67, ma niente - la gente va a festeggiare nel Golan e le porte della città di Quneitra si aprono eccezionalmente senza bisogno di permessi né altro. Sveglia alle 10 e mezzo per non esagerare, via per il terminal &lt;i&gt;Baramke &lt;/i&gt;alla ricerca di un &lt;i&gt;microbus&lt;/i&gt; in servizio per il Golan, e si parte, un’ora di viaggio verso sud-ovest tra le lande desolate del pre-deserto giordano e villaggi poverissimi – un’altra Siria. Appena entrati nella regione, paesaggio verdeggiante, a destra montagne innevate dividono Siria e Libano, a sinistra, a qualche decina di chilometri, &lt;st1:personname productid="la Giordania" st="on"&gt;la Giordania&lt;/st1:personname&gt;; davanti, altre montagne: Israele. È il centro perfetto del Medio Oriente. E il suo punto nevralgico essenziale. Le alture del Golan furono nella guerra dei Sei Giorni del ’67 (e sono tuttora) la contesa e i motivi di astio principali tra Siria e Israele. Durante la guerra, Israele invase il territorio e se ne impossessò. Si ritirò solo parzialmente con l’armistizio del ’73. Radendo al suolo, poco prima di ritirarsi, la città di Quneitra. Evacuò i suoi 37.000 abitanti, e la distrusse, lasciandone solo macerie, e portandosi via tutto il portabile.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;A un paio di chilometri dall’ingresso della città non si cammina. La larga strada è stracolma di macchine, autobus, &lt;i&gt;servis&lt;/i&gt;, pick-up e camionette cariche di famiglie e gruppi di amici. Faccio un pezzo a piedi, poi salgo sul retro di un pick-up con un simpatico venditore di palloncini. È molto divertente, c’è una grande atmosfera di festa nonostante il caos del traffico, ai lati delle strade decine di famiglie che arrostiscono kebab e ballano la &lt;i&gt;debke&lt;/i&gt;. In qualche modo arrivo all’ingresso della città, e oltre a qualche curioso casco blu trovo un gruppetto di amici studenti di Damasco, un bel gruppetto di italo-franco-spagnoli: bene, mi unisco a loro. Ed ecco Quneitra: una strada a destra, una a &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWw_aJp2dI/AAAAAAAAAI0/Pd-8LpvCwZs/s1600-h/IMGP0061.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWw_aJp2dI/AAAAAAAAAI0/Pd-8LpvCwZs/s200/IMGP0061.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054640760191310290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sinistra. Gli edifici si contano forse su due mani. Tutti hanno subito dei bombardamenti. Tetti crollati su se stessi, fondamenta che emergono dal suolo, buchi larghi due metri nei muri delle stanze. Un paio di moschee, una chiesa e un ospedale. Ecco cos’è Quneitra. Una città completamente abbandonata, uguale fino all’ultima pietra al giorno in cui fu distrutta, nel ’73 – forse un po’ di erba in più, qualche albero, e tanti graffiti sui muri. Fu la scelta del governo siriano, di non ricostruirla, come “esempio della crudeltà di Israele”. Ma l’impressione che dà la città va ben oltre lo scopo propagandistico del governo. È un monito terribile a ciò che rappresenta la guerra, un museo all’aperto sulla crudeltà umana.&lt;br /&gt;Ma questa città fantasma oggi respira un’aria completamente diversa dal solito. Se impressionante è l’effetto visivo delle case e degli altri edifici distrutti, altrettanto impressionante è vedere le decine e decine di famiglie, i gruppi di amici, le scolaresche, che festeggiano mangiando, giocando a pallone e mangiando in mezzo a tutte queste rovine. Dentro la moschea senza tetto una famiglia arrostisce carne; delle bambine fanno la scivola sui tetti di una casa; e naturalmente non mancano le foto ricordo: paesaggio circostante, la distruzione.&lt;br /&gt;Salendo verso destra, dopo aver passato la chiesa semiaperta, con tanto di ragazzi arrampicati sul campanile, si va verso l’ospedale. Io e Chiara incontriamo gli altri che si sono fermati sotto un albero a mangiare con una famiglia, forse ci vogliono dei controlli per vedere l’ospedale. Così un signore molto gentile ci accompagna a visitare l’edificio più impressionante di tutta la città. Sulla destra, prima di arrivare, due vecchi edifici con la scritta UN e un soldatino col berretto blu di vedetta che si annoia.&lt;br /&gt;Dritto davanti a noi, l’ospedale “Golan”, tre piani, mattoni visibili, visibile anche il paesaggio che c’è dietro. Le mura sono trivellate di migliaia di colpi di proiettile, all’esterno e all’interno dell’edificio. Per essere chiari: questo posto non lo userete un’altra v&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWws6Jp2cI/AAAAAAAAAIs/glPL0ZQUbiI/s1600-h/IMGP0083.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWws6Jp2cI/AAAAAAAAAIs/glPL0ZQUbiI/s200/IMGP0083.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054640442363730370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;olta. Foto ai bimbi della scolaresca, andiamo sul tetto, dove il nostro accompagnatore ci descrive (in arabo e io capisco la metà: meglio di zero comunque) tutte le vicende della regione. Ci indica le antiche funzioni dei vari edifici, ci racconta come le famiglie ancora oggi siano separate tra la parte siriana e quella israeliana, di come gli studenti universitari arabi possono venire a studiare a Damasco ma solo grazie alla Croce Rossa. E ci corregge quando diciamo “confine con Israele”: quella con il Golan occupato non è una linea di confine, ma &lt;i&gt;divisoria&lt;/i&gt;. Di fronte, una collina, forse a due, tre chilometri. Quello è Israele. Fa molta impressione pensarlo.&lt;br /&gt;Torniamo indietro. È stata una giornata bellissima.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;P.S.: le altre foto sempre su &lt;i&gt;&lt;a href="http://flickr.com/photos/86186478@N00/"&gt;Flickr&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2078153596655057822?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2078153596655057822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2078153596655057822&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2078153596655057822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2078153596655057822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/04/happy-istiqlal.html' title='happy istiqlal'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiWv36Jp2aI/AAAAAAAAAIc/vI2z97DF5tw/s72-c/IMGP0090.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4181701920502297210</id><published>2007-04-15T18:32:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:39.613+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>vivo, ma vegeto</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;P&lt;/span&gt;iù di una settimana che al Musafir non viene aggiornato, tra vacanze pasquali, lavoro e infine la terribile malattia! Da tre giorni ho la febbre, spero passi presto davvero, e che palle, tre giorni sotto le coperte a imbottirmi di tachipirina.&lt;br /&gt;Nessuna rilevante novità ordunque, beccatevi solo un po' di foto tra cui quelle della mia stanza e della pasta al forno della pasqua italiana, passata in compagnia di un folto gruppo italo-arabo a suon di "osteria numero mille". Martedì spero di riuscire ad andare nel Golan a festeggiare l'anniversario dell'indipendenza dal protettorato francese nel '47. A presto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJUVf_otuI/AAAAAAAAAHk/niC8loYxzd4/s1600-h/letto.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJUVf_otuI/AAAAAAAAAHk/niC8loYxzd4/s400/letto.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053694460205512418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJUiv_otvI/AAAAAAAAAHs/ObPrsJBGvsI/s1600-h/IMGP0026.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJUiv_otvI/AAAAAAAAAHs/ObPrsJBGvsI/s400/IMGP0026.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053694687838779122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJVs__otyI/AAAAAAAAAIE/Dedef8S1Tlk/s1600-h/IMGP0029.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJVs__otyI/AAAAAAAAAIE/Dedef8S1Tlk/s320/IMGP0029.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053695963444066082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJVCv_otxI/AAAAAAAAAH8/gd2UJ9bYHOw/s1600-h/IMGP0056.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJVCv_otxI/AAAAAAAAAH8/gd2UJ9bYHOw/s400/IMGP0056.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053695237594593042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJWCf_otzI/AAAAAAAAAIM/65FBqzsNesY/s1600-h/pasta.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJWCf_otzI/AAAAAAAAAIM/65FBqzsNesY/s320/pasta.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053696332811253554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJWZP_ot0I/AAAAAAAAAIU/mbP0-0VeIJs/s1600-h/IMGP0054.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJWZP_ot0I/AAAAAAAAAIU/mbP0-0VeIJs/s400/IMGP0054.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053696723653277506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4181701920502297210?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4181701920502297210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4181701920502297210&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4181701920502297210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4181701920502297210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/04/vivo-ma-vegeto.html' title='vivo, ma vegeto'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RiJUVf_otuI/AAAAAAAAAHk/niC8loYxzd4/s72-c/letto.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-50776929425852470</id><published>2007-04-06T20:22:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:39.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Effetto Domino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhaSLrqJfRI/AAAAAAAAAHc/c5Vn9bYkQJE/s1600-h/IMGP0087.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhaSLrqJfRI/AAAAAAAAAHc/c5Vn9bYkQJE/s320/IMGP0087.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050384761538313490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;O&lt;/span&gt;re 16 e 30 di un afoso e annuvolato venerdì pomeriggio damasceno. Orario di risveglio circa venti minuti fa. Un mal di testa lancinante, che cerco di farmi passare attraverso l’ascolto delle musiche di &lt;i&gt;Un Tè nel Deserto&lt;/i&gt;. Troppissime ore di sonno, nonostante il rientro mattiniero, hanno distrutto qualsiasi possibile piano per la giornata. Eppure ieri sera non ho bevuto manco un goccio in tutte le ore che abbiamo passato al &lt;i&gt;Domino&lt;/i&gt;, discopub di piazza Bab Tuma, pieno centro storico. Una scelta, quella di non darmi all’alcol. Sarà anche una scelta dovuta a motivi prettamente finanziari, ma credo di aver trovato la giusta opzione. Non bere è diventato un interessantissimo esperimento socio-antropologico-psicologico attraverso il quale osservare le proprie e le altrui azioni, annotare la realtà circostante e vivere generalmente in maniera più intensa tutto ciò che accade. E poi sinceramente non mi andava, st’idea di dover bere a ogni costo non mi piace per niente, non mi piace se non c’è nessuna alternativa a questo tipo di divertimento.  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;La vita notturna damascena standard si definisce sempre negli stessi parametri, nessuna alternativa esclusa. Circa quattro o cinque locali in tutto il centro, discopub o discoteche, tutti piuttosto ristretti, ingresso con due consumazioni. E i deejay damasceni di qualsiasi locale si tratti sembrano tutti dimostrare una certa tendenza a mettere sempre lo stesso cd, sempre la stessa sequenza musicale: hip hop commerciale – dance – techno - pop arabo – latina commerciale. Insomma si prende il peggio della musica americana da Mtv anni ’90 e la si mescola ad un po’ di sonorità esoticheggianti. Un cocktail che sembra comunque piacere ai tanti visitatori di queste curiose imitazioni di &lt;i&gt;clubs &lt;/i&gt;all’europea, anche se i molti stranieri che li visitano si lamentano sempre della qualità della musica e dell’atmosfera che si respira. E del fumo che si respira, aggiungo io. Ma quando non c’è alternativa, quando si è in buona compagnia e quando gli effetti disinibenti dei mix alcolici prendono il sopravvento, sembra che la scelta musicale passi in secondo piano, e in qualche modo ci si diverte lo stesso, anzi. La pista si riempie fino all’ultimo centimetro quando arriva la sequenza di canzoni pop arabe, apprezzate a quanto pare allo stesso modo da indigeni che da stranieri (me compreso).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;Il popolo delle discoteche damascene: più o meno tutti gli studenti o lavoratori stranieri ci passano, chi solo un paio di volte, chi tutti i santi giovedì e venerdì sera. Più assidue frequentatrici le ragazze, sembrerebbe. In percentuale: italiane, francesi, tedesche, americane. E sì, le nostre rappresentanti femminili sono decisamente le più appariscenti, e stupisce vedere la cura nella scelta degli abiti e degli accessori, tacchi, fard e messa in piega.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;E poi gli autoctoni. Giovani siriani di ceto medio-alto con tanti moti interiori da sfogare, decisamente votati alla ricerca di &lt;i&gt;pilu&lt;/i&gt; straniero, con rabbia, odi e rancori malamente nascosti, poco consoni a resistere all’alcol, col quale compiono la veloce fuga verso l’etereo; abituati alla presenza straniera, influenzati nel vestirsi e nel bere da questa, dipendenti, per non pochi aspetti, da questa. Un’élite damascena strana e fuori posto all’esterno delle mura della cittadella, una realtà che rivela in maniera più evidente di molte altre la repressione esasperante che vivono questi ragazzi.&lt;br /&gt;Non è difficile leggere tutto ciò nell’ossessiva insistenza con cui i ragazzi inseguono le straniere, fuori e dentro le discoteche, nei balli tra coppie che simulano un rapporto sessuale a tutti gli effetti, nelle risse che puntualmente si scatenano fuori dai locali, nel modo fin troppo palesemente appariscente di vestirsi delle ragazze arabe.&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Al &lt;i&gt;Domino&lt;/i&gt; questa sera c’è una folla che non si respira. Sarà che non si paga l’ingresso al contrario di tutti gli altri locali, consumazioni a piacere.&lt;br /&gt;È divertente osservare i propri compagni di divertimento mentre la percentuale di alcol aumenta nelle loro vene, mentre le menti si liberano, i corpi si scatenano, e le bocche sorridono spente. E notare come l’etanolica bevanda non cancelli ma esasperi malinconia e pensieri tristi.&lt;br /&gt;Ed è ancora più divertente studiare la propria capacità di disinibirsi, di come questa aumenti proporzionalmente al tempo che passa, al tipo di musica, e al quanto bene si stia con la gente con cui si esce.&lt;br /&gt;Quante cose si possono scoprire senza l’effetto dell’alcol. E il bello che ci si diverte molto di più.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-50776929425852470?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/50776929425852470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=50776929425852470&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/50776929425852470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/50776929425852470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/04/effetto-domino.html' title='Effetto Domino'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhaSLrqJfRI/AAAAAAAAAHc/c5Vn9bYkQJE/s72-c/IMGP0087.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-1728156244727479854</id><published>2007-04-02T07:55:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:40.297+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Nescafé Day 2007</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbJ8XK2-I/AAAAAAAAAHE/aEo9-nFdEMQ/s1600-h/IMGP0015.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048705777406761954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbJ8XK2-I/AAAAAAAAAHE/aEo9-nFdEMQ/s320/IMGP0015.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;’è la fila per il controllo tesserini all’ingresso della &lt;em&gt;madinat al jamiyye&lt;/em&gt;, la cittadella universitaria, di fronte alla facoltà di Lettere, quartiere Mezzeh. Passata la grande porta in pietra bianca il viale principale divide gli alti palazzoni bianchi tra dormitori maschili e femminili a destra e a sinistra. Il mio nuovo amico, Numeir, ventunanni, di Lattakia, nordovest della Siria, ci invita per il consueto tè con narghile mentre attendiamo l’inizio del concerto. Qualche chiacchiera leggera in un arabo stentatissimo e molto frustrante, che fa venire il mal di testa, mentre guardiamo seduti nel bar del parchetto la cittadella che si riempie di studenti. Arriva anche l’altro amico, rosario in una mano, sigaretta nell’altra, che si unisce alle chiacchiere, che si concentrano improvvisamente su un solo argomento: &lt;em&gt;hubb&lt;/em&gt;. Nel senso di &lt;em&gt;Sex&lt;/em&gt;, ci dice per fugare ogni dubbio. Il viale pedonale diventa una passerella per le avvenenti studentesse che ricevono, una ad una, apprezzamenti molto poco poetici e sguardi intensi, senza apparentemente muovere un ciglio. Non importa chi, o cosa - altro che “basta che respiri”: basta che non abbia l’apparenza di essere maschio. Non che il &lt;em&gt;pilu&lt;/em&gt; scarseggi nell’affollata&lt;em&gt; madina&lt;/em&gt;, anzi. Ma io e Dario, ugualmente sconvolti (e divertiti), conveniamo nel notare come i fulminei commenti siano indirizzati a ognuna delle centinaia di studentesse che passeggiano in gruppo ostentando una certa aria di sufficienza, che esse siano magre, non magre, alte, basse, bionde, brune, con o senza un etto di &lt;em&gt;fard&lt;/em&gt;, addirittura con o senza velo. È uno degli scenari più consueti della repressione sessuale siriana – uno dei tanti - molto divertente per chi osserva dall’esterno, ma che lascia intuire il fatto che né tali commenti si realizzeranno mai in qualcosa di concreto né le ragazze hanno la possibilità di rispondere in alcun modo alle pressanti provocazioni. Ragazzi e ragazze solo apparentemente vivono nella stessa cittadella, i contatti sono pochissimi – a meno che non si sia promessi, naturalmente. Così come è vietatissima la circolazione dell’alcool all’università. Ma forse questo è più comprensibile.&lt;br /&gt;Ore sette, comincia il concerto. C’è chi in altre capitali va a vedere Yann Tiersen, noi invece siamo stati invitati al concerto di uno dei gruppi a quanto pare più amati tra i giovani in Siria, si chiamano &lt;em&gt;Kull Sawa&lt;/em&gt; (“tutti insieme”), credo. L’occasione è la &lt;em&gt;settimana della cultura&lt;/em&gt; organizzata dall’università – un’occasione da prendere al volo a Damasco, dove poche e nascoste sono le manifestazioni culturali. Già la settimana scorsa ero stato qui a (ri)vedere &lt;em&gt;Syriana&lt;/em&gt;, bellissimo.&lt;br /&gt;Un concerto poi, è quasi un’occasione unica. Di vedere un po’ di musica autoctona, e di studiare un fenomeno socioculturalmente ricco di spunti interessanti.&lt;br /&gt;Benvenuti al &lt;em&gt;‘eid milaad Nescafé 2007!&lt;/em&gt; La festa di compleanno di Nescafé. Sponsor ufficiale della settimana della cultura, con tanto di cappellini, fasce rosse stile kamikaze, torta e sigla musicale. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbc8XK3AI/AAAAAAAAAHU/GhOLL4BLBCU/s1600-h/IMGP0017.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048706103824276482" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbc8XK3AI/AAAAAAAAAHU/GhOLL4BLBCU/s200/IMGP0017.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nello spiazzo al centro della cittadella i giovani arabi affluiscono numerosi: maschi, all’80 per cento, molte giacche di pelle nera, jeans stretti e tanto, tanto gel. Di fronte al palco impera un’enorme, sproporzionatissima statua in gesso dell’ex presidente, padre dell’attuale, vestito in toga e libro sul petto. Giusto per ricordarvi che ci sono. Ma la giovane folla dà le spalle al dipartito presidente e mentre comincia il concerto si esagita e comincia a urlare di eccitazione. Il gruppo non è affatto male, un mix interessantissimo di pop arabo, sax anni ’80, ray e rock leggero – mi ricorda Khaled, l’algerino. Pezzi molto orecchiabili, si balla scatenandosi discretamente (e sobriamente). La rara occasione di festa sembra essere molto apprezzata. Ci allontaniamo dalla zona sotto il palco, e la scena si fa &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbUcXK2_I/AAAAAAAAAHM/1wmtYMc5z-U/s1600-h/IMGP0021.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048705957795388402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbUcXK2_I/AAAAAAAAAHM/1wmtYMc5z-U/s200/IMGP0021.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;pittoresca: gruppi di giovani euforici ballano e cantano in gruppo la &lt;em&gt;debke&lt;/em&gt;, danza tradizionale beduina, che si balla tenendosi per mano in cerchio ed effettuando epilettici piegamenti del ginocchio e piccoli passi in avanti. C’è anche chi fa l’urlo tipico delle feste di matrimonio, quello che ricorda una gallina sgozzata. Addirittura qualche breakdancer (con la musica araba...). Musica ritmata, calca, euforia di massa, puzza di ascelle, ho capito: è la versione mediorientale (e sobria) delle nostre &lt;em&gt;poghe&lt;/em&gt;. Cerchiamo di partecipare, con malcelato imbarazzo tentiamo di imitare la primordiale danza, ma i risultati sono prevedibilmente scarsi. È stato divertentissimo lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-1728156244727479854?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/1728156244727479854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=1728156244727479854&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1728156244727479854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1728156244727479854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/04/nescaf-day-2007.html' title='Nescafé Day 2007'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RhCbJ8XK2-I/AAAAAAAAAHE/aEo9-nFdEMQ/s72-c/IMGP0015.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-3170031750486088485</id><published>2007-03-28T21:22:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:40.646+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Kana aw Leysa? Hey al mushkila</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgrCacXK29I/AAAAAAAAAG4/CWsJId0hoN4/s1600-h/alshamshoon.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5047060091967822802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgrCacXK29I/AAAAAAAAAG4/CWsJId0hoN4/s200/alshamshoon.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;U&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;n disastro ragazzi, un disastro inimmaginabile: cucinavo quest’oggi distrattamente l’ennesimo piatto di pasta aglio olio e peperoncino e zatar, e come di consueto accesi il mio caro pc per consumare il rito quotidiano della puntata dei Simpson che accompagna il pasto, e nell’accendere il prezioso hard disk esterno mi è caduto per terra... si è rotto! Si è rotta la colonna sonora della mia vita! Ho perduto la mia collezione completa di cartoni animati americani, l’unica cosa che abbia mai collezionato! Come passerò le mie serate di lavoro e di cazzeggio casalingo senza musica... come troverò l’ispirazione alla scrittura... Meno male che c’è un amico di amici con cui domani porto il moribondo disco esterno dal dottore... speriamo bene, forse che non tutto è perduto... &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ma l’immane tragedia non poté distogliermi dal buon umore che continua imperterrito nella sua risalita. Né poté la sconcertante novella dello stage mae crui all’istituto di cultura italiano fare di peggio: non sono stato preso, non risulto nella lista dei vincitori. Un po’ sconcertante all’inizio, sì, in effetti avevo quasi dato per scontata l’idea di vincerlo... Evidentemente i signori dell’istituto di cultura hanno preferito qualcun altro, o forse nessuno. La cosa, sorprendentemente, non mi tange: forse perchè ho sentito parlare fin troppo male di quel posto, forse è l’idea che sia attaccato all’ambasciata italiana, luogo da evitare ad ogni costo se ci si tiene alla sopravvivenza dei propri neuroni, forse perchè al posto dello stage avrò il tempo di fare altre cose, come proseguire questo qui all’Onu o farne un altro o iscrivermi all’università, chi lo sa. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Finanche lo stage all’Onu va molto bene, le cose si fanno interessanti e le attività si moltiplicano. Un altro tempo arriverà per raccontarne i dettagli.&lt;br /&gt;Infine, linguisticamente parlando, sto bene, ho preso diversi contatti con cui fare tanta pratica obbligata (non-parlanti inglese o checché altra lingua che l’arabo), le lezioni continuano a vele spiegate, etcetera etcetera.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Chissà quanto continuerà il momento di soave idillio? Cosa fermerà la corsa dell’intrepido alMusafir? Forse un impegno d’amore troverà luogo nei meandri del cuore del giovane viandante?&lt;br /&gt;A Dio, miei cari e fidati lettori.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-3170031750486088485?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/3170031750486088485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=3170031750486088485&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3170031750486088485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3170031750486088485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/kana-aw-leysa-hada-al-mushkila.html' title='Kana aw Leysa? Hey al mushkila'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgrCacXK29I/AAAAAAAAAG4/CWsJId0hoN4/s72-c/alshamshoon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4640793944258146494</id><published>2007-03-25T20:08:00.000+02:00</published><updated>2008-11-07T05:34:41.474+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>ed è solo l'inizio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbAGHa2VeI/AAAAAAAAAGY/PwJWf7EXFzU/s1600-h/moschea+al+ward.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbAGHa2VeI/AAAAAAAAAGY/PwJWf7EXFzU/s320/moschea+al+ward.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045931643818628578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;È&lt;/span&gt; in seguito alle centinaia e centinaia di lettere e commenti anonimi molto poco anonimi ricevuti dal sottoscritto che ho deciso di pubblicare il seguente comunicato.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Desidero tranquillizzare amici, amiche, ex e future ragazze, parenti e famigliari, conoscenti, nemici e colleghi, affermando che il precedentemente pubblicato post non intendeva né allarmare alcuno né dipingere esaustivamente una situazione di grave e incurabile turbamento interiore o esteriore, volendo bensì e semplicemente descrivere un determinato stato d’animo, momentaneo, ripeto momentaneo e contingente, e, naturalmente, curabile.&lt;/p&gt;                                  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Bene, dopo questo sfogo di idiozia (lungamente trattenuto), vediamo di raccontare brevemente come va questo nuovo inizio di settimana: bene.&lt;br /&gt;No, non è cambiato molto, ma in qualche modo è tornato il buon umore, forse perchè una serie di considerazioni molto semplici hanno portato alla consapevolizzazione di come le cose possono cambiare, e il cambiamento dipende in buonissima parte dalla propria forza di volontà, oltre che da una mera questione temporale. No, non ho migliorato molto il mio arabo dall’ultima volta, ciononostante mi sono detto semplicemente “se vuoi impararlo, esci e parla con la gente”. Non è cambiato un granché neanche all’Onu, ma forse anche qui mi sono accorto che posso mostrare più spirito di iniziativa. Training autogeno? Macché, so che sono fatto così, che c’ho bisogno di tempo per capire ‘ste cose, che i cambiamenti si fanno a poco a poco e giorno per giorno.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbBPHa2VfI/AAAAAAAAAGg/3xyF186cU54/s1600-h/mia+stanza.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbBPHa2VfI/AAAAAAAAAGg/3xyF186cU54/s200/mia+stanza.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045932897949079026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ed è per questo che il presente post proseguirà con una serie di piccole descrizioni di cose che mi succedono o che vedo, perchè la vita è fatta così, di piccoli quanto idioti avvenimenti.&lt;br /&gt;- giovedì sera a una festa in una casa chiamata “Pink House” perchè è un ex casa chiusa e ha le pareti rosa ho mangiato carne di quaglia e di cammello (e ho sbevazzato con esageratezza)&lt;br /&gt;- venerdì volevo fare un giro turistico di Damasco ma il vento forte me l’ha impedito quindi mi sono dedicato alla risistemazione dei miei 50 Gb di musica sul computer scaricando iTunes che ha rivoluzionato il mio modo di ascoltare musica (cosa che avviene 24h al giorno)&lt;br /&gt;- credo che il mio affezionatissimo computer abbia un virus nella Bios (uno dei gadget del cervello del pc) e non riesco a debellarlo&lt;br /&gt;- l’altra mattina mentre cercavo di fare una foto dalla finestra al carretto che trasporta il petrolio per le stufe ho conosciuto due ragazze (velate) affacciate a due finestre più in là, che facevano ampi gesti di saluto e altrettanti sorrisi&lt;br /&gt;- ho una montagna di vestiti sporchi e non ho abbastanza intimità con nessuno per poter chiedere di usare una lavatrice&lt;br /&gt;- all’Onu ho finito oggi di occuparmi dell’&lt;i&gt;update &lt;/i&gt;di un &lt;i&gt;report&lt;/i&gt;, o meglio di una parte di un &lt;i&gt;annual protection report&lt;/i&gt; dell’Unhcr, un lavoro interessantissimo nella parte della ricerca (mi sono occupato della situazione dei diritti umani in Siria nel 2006) ma del tutto frustrante se si considera che l’arduo compito era di redigere &lt;i&gt;de facto &lt;/i&gt;una valutazione scientifica e analitica sulla situazione globale dei rifugiati in Siria. Ridicolo far notare che sono stati scelti degli stagisti che&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbClna2VgI/AAAAAAAAAGo/IVt5EHLoPso/s1600-h/imponente+e+caduca.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbClna2VgI/AAAAAAAAAGo/IVt5EHLoPso/s200/imponente+e+caduca.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045934384007763458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; lavorano lì da una settimana per farlo. Non pubblicherò il testo redatto anche se mi piacerebbe, per una questione diciamo di sicurezza personale. Gli interessati possono contattarmi via e-mail o immaginarsi ciò che ho scritto.&lt;br /&gt;- sono &lt;i&gt;addicted &lt;/i&gt;al Nescafé e ai biscotti al cocco del panificio qui dietro, e non tocco una sigaretta da due settimane (no, non è vero, una alla Pink House...)&lt;br /&gt;- mi sto &lt;i&gt;getting addicted &lt;/i&gt;anche del vecchietto che fa focaccine allo &lt;i&gt;zatar &lt;/i&gt;(tipo di spezie, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) a 10 lire&lt;br /&gt;- la mia testa è in pre-fusione per le differenze tra il dialetto e l’arabo standard, quelle piccole ma &lt;i&gt;bastardissime &lt;/i&gt;differenze che non ti fanno dormire la notte (o sarà quel maledetto gatto in calore?)&lt;br /&gt;- sono stato all’istituto di cultura italiana, dove dovrei fare lo stage da maggio, e non mi è piaciuto&lt;br /&gt;- sono stato anche nella mia ex casa, quella di due anni fa, per caso. Adesso ho completato il pellegrinaggio dei luoghi che così intensamente vissi in tempi ormai lontanissimi, e ho notato quanto tutto sia completamente cambiato. Dentro di me, però.&lt;br /&gt;- attendo notizie dal mio amico Simone disperso tra le steppose montagne del Khorasan (Iran). Questo è un appello!&lt;br /&gt;- quelle che avete visto sono alcune foto della casa, compresa la casa vicina che troneggia imponente e caduca. Quando ci sarà ancora sole (senza vento) ne farò altre.&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;Allah ma’kun!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4640793944258146494?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4640793944258146494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4640793944258146494&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4640793944258146494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4640793944258146494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/ed-solo-linizio.html' title='ed è solo l&apos;inizio'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgbAGHa2VeI/AAAAAAAAAGY/PwJWf7EXFzU/s72-c/moschea+al+ward.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-3818714599887740592</id><published>2007-03-21T19:58:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:41.669+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>anno (persiano) nuovo, vita nuova</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgGKGna2VdI/AAAAAAAAAGQ/7GruOEbziJI/s1600-h/IMGP0001.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgGKGna2VdI/AAAAAAAAAGQ/7GruOEbziJI/s200/IMGP0001.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044464903897109970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta oggi, dopo un’intera settimana, c’è stato il sole. Ma si respira ancora, nella grigia aria damascena, il freddo degli scorsi giorni. Cammino, tra le strade svuotate per la versione orientale della festa della mamma, i negozi semichiusi, e il coro dei cento muezzin che trascinano la voce attraverso il canto del tramonto.   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dicono che la festa della mamma sia un espediente per rendere legali i festeggiamenti dell’anno nuovo del calendario persiano, ricorrenza molto sentita dalla minoranza curda e persiana. Mi sembra strano, in ogni caso oggi si festeggia il &lt;i&gt;nourouz&lt;/i&gt;: la foltissima popolazione curda si dirige in massa verso la provincia di Qamishli, nel nordest, per far festa tra le campagne. Mi sarebbe piaciuto molto andarci, ma gli impegni lavorativi me lo impediscono, e poi non è una situazione esattamente rassicurante, se si tiene conto degli scontri e degli arresti che ci sono ogni anno con le autorità siriane durante i festeggiamenti. Nel 2004 sono morte una ventina di persone in scontri con la polizia, stavano manifestando pacificamente. Eccetera eccetera.&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Sabato fanno due settimane che sono qui, e oggi più o meno sette giorni fa ho cominciato lo stage alle nazioni unite. Il tempo passa lentissimo in questo primo periodo. Il ritmo delle giornate è segnato inevitabilmente dall’impegno lavorativo: sveglia alle sette, inizio del turno all’Onu ore otto, fino alle tre, poi a casa, a mangiare un falafel, della pasta avanzata o un po’ di hummus, poi riposino pomeridiano, poi una mezz’oretta di studio e &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;infine lezione di arabo. Molte sere della settimana scorsa le ho passate a casa da solo, questa qualche volta sono uscito. Molti stranieri e pochi arabi, per adesso.&lt;br /&gt;Fatico ancora molto ad ambientarmi a questo ritmo. Non mi piace trascurare così tanto la lingua, né mi esalta particolarmente sapere di essere più o meno lasciato a me stesso, senza una particolare &lt;i&gt;scelta &lt;/i&gt;di persone con cui uscire. Ci sarà tempo, è chiaro. Ma le prospettive mi lasciano sperare poco, non so. Sarà che in questi giorni sono poco esaltato da quello che faccio (o non faccio) all’onu, sarà che non riesco a capire ancora bene questa città, se mi piace, o se la detesto, se posso trovare uno spazio in cui stare bene, sarà. Sarà il freddo. Sarà che la lontananza da casa si sta facendo fortissima. È un incredibile altalena di sbalzi d’umore, di entusiasmo che viene e che va, di voglia di fare e di andare via, di solitudine cercata o costretta.&lt;br /&gt;Incrocio le dita per l’anno nuovo.&lt;br /&gt;Buon anno a tutti!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-3818714599887740592?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/3818714599887740592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=3818714599887740592&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3818714599887740592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3818714599887740592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/anno-persiano-nuovo-vita-nuova.html' title='anno (persiano) nuovo, vita nuova'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RgGKGna2VdI/AAAAAAAAAGQ/7GruOEbziJI/s72-c/IMGP0001.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-3713229123436144571</id><published>2007-03-13T21:50:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:42.467+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Kurdistan Ya Kurdistan! Secondo tempo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcYhdS3sPI/AAAAAAAAAGA/-7kdsbZXkq0/s1600-h/rom.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcYhdS3sPI/AAAAAAAAAGA/-7kdsbZXkq0/s320/rom.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041525270943084786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Altro che sogni melliflui e ingannevoli! Qui si lavora sodo eccome (e gratis!). Ho passato due interminabili giornate ad accontentare i capricci del medico al quale mi è stato detto di rivolgermi per la certificazione di buona salute necessaria per lo stage all’Onu. Dopo un accurato check-up generale il caro (nel senso monetario) &lt;i&gt;duktur&lt;/i&gt; mi ha prescritto ben tre analisi tra cui raggi X ai polmoni e test dell’Aids! E così ho fatto, condividendo code interminabili con i siriani e affrontando coraggiosamente l’infinita e ben nota burocrazia mediorientale.Hamdulillah, tutto terminato e oggi ho avuto la mia prima giornata di lavoro. È andata molto bene anche se non ho fatto molto, assistendo il responsabile dell’archiviazione di tutta la documentazione Unhcr in Siria, cosa non da poco: cifre interminabili, noiose quanto estremamente importanti. Il tipo comunque molto simpatico e disponibile. Cosa molto positiva, gli impiegati Onu sono quasi tutti arabi, il che mi permette di prendere il cosiddetto secondo piccione, praticando l’arabo anche durante la mia esperienza internazionalizzante. Così si svolgerà dunque il prossimo mese (e forse quello dopo chissà): tutti i giorni dalla domenica al giovedì dalle 8 alle 15! Il fatto che non prenda un cent e regali tutto questo lavoro all’Onu mi viene sicuramente in mente, ma perdinci, è l’esperienza che conta. Non so esattamente cosa farò in tutto il periodo, per adesso aiuto in questa caotica archiviazione, credo che ce ne sia davvero bisogno. Poi forse si passa a cose più appassionanti del tipo interviste ai rifugiati o lavoro sul campo vero e proprio, chi lo sa. In ogni caso mi piace.    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E adesso vediamo di terminare il racconto del viaggio curdo ché altrimenti non lo si rivede più con ‘sti nuovi ritmi!&lt;/p&gt;            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Lunedì 5 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dicevamo, DiyarBakir. La “capitale” del sud della Turchia conta più di un milione di abitanti, di cui la stragrande maggioranza è curda. Le dimensioni della città sono forse una delle cose che mi hanno stupito di più in questo viaggio: correndo tra le campagne turche ci si aspetta di incontrare qualche cittadina o un villaggio di qualche migliaio di abitanti, mentre ogni volta che raggiungevamo un nuovo centro abitato eravamo informati dai cartelli che il più piccolo dei villaggi conta come minimo 10 mila abitanti. Al di fuori del centro storico, infatti, sterminate colline di hinterland si stendono fino a decine di chilometri lontane dal centro, testimoni di una crescita economica rapida e disordinata. La cosa vale anche per &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://flickr.com/photos/86186478@N00/414960278/"&gt;DiyarBakir&lt;/a&gt;, dove centinaia di palazzoni grigi o color sabbia si incastrano fuori dalle antiche mura (le più grandi al mondo dopo &lt;st1:personname productid="la Grande Muraglia" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Grande" st="on"&gt;la Grande&lt;/st1:personname&gt; Muraglia&lt;/st1:personname&gt;! – tengono a dirci in molti). All’interno delle mura in effetti il centro storico è molto diverso, le strade più piccole, labirinti di viuzze senza traffico fino alle campagne meridionali che chiudono la città.&lt;br /&gt;Nella mattina annuvolata, le visite delle prime moschee si susseguono rapide, scoperte per caso o sulla cartina orientandoci a fatica tra le calli affollate della città vecchia. La più imponente, &lt;st1:personname productid="la Ulu Camii" st="on"&gt;la &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://flickr.com/photos/86186478@N00/414960114/"&gt;Ulu Camii&lt;/a&gt;&lt;/st1:personname&gt;, ricorda molto nella forma la moschea degli Ommaiadi di Damasco, ma lo stile è completamente diverso. Non assomiglia neanche al tipico stile turco sul modello della “moschea blu” di Istanbul, piuttosto ricorda molto la moda delle basiliche bizantine, sterili e austere: strisce di mattone nero in basalto alternato ad intonaco bianco. Nessuna decorazione all’interno: tutto bianco. Non mi piace molto. Le moschee di solito danno una sensazione di rilassatezza, di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;luogo caldo e sicuro, dove potersi anche riposare, nuclei della vita sociale e commerciale nei tempi antichi. Questo tipo di moschea invece mi dà la sensazione di freddo e di separazione umano-divino tipici delle chiese gotiche medievali.&lt;br /&gt;All’improvviso noto che tutta la città segue questo stile, specie i monumenti più antichi, comprese le chiese armene ed il castello ad est della città. Il castello è semiabbandonato e scoperchiato, ma regala una vista piacevole sulle campagne a sud e su parte della città vecchia. Stessa sfortunata sorte per la bella chiesa armena, con le sue arcate imponenti e gli altari scritti in armeno, e presa in possesso da una famiglia credo curda, con tanto di vestiti appesi tra le arcate. Una ragazzina della famiglia ci propone di visitare l’interno della chiesa chiedendo in cambio una piccola mancia, vabbè, per questa volta. Così ci perdiamo piacevolmente tra i vicoli pieni di bambini felici, e le case si colorano improvvisamente di colori accesi, arancione, azzurro indaco, rosso. Una foto alla porta di casa e siamo invitati per il tè da una gentile signora con figlioletto piccolo e pazzo: il bimbo ci porta una foto e la signora “è mio marito, è in carcere” ma non ho capito nient’altro. Ci mostra orgogliosa il resto della casa e ci fa i complimenti e ci benedice. Via, scappiamo verso la strada perchè potrebbe andarsene tutta la giornata. All’improvviso, mentre camminiamo, le viuzze finiscono, le case pure, ed è una montagna di detriti nello squarcio tra le grandi mura, che dà direttamente sul vuoto, sulle campagne dove corre un timido Tigri. I bambini cominciano a seguirci, ridono ad alta voce, altri inviti per il tè, mentre cerchiamo di capire perchè è tutto così abbandonato e distrutto in questa parte della città. Forse un progetto di ri-urbanizzazione, chi lo sa. Camminiamo veloci lungo le mura, nel fango – ha cominciato a piovere - mentre altri detriti vengono abbandonati da un camioncino e due vecchietti giocano a dama con delle pietre e una scacchiera disegnata per terra. E salendo sulle alte e caduche mura di DiyarBakir salutiamo la città.&lt;br /&gt;Serhat, il prof di inglese, ci ha preparato la cena, riso con verdure e frittata di melanzane. E così passa anche la seconda serata, tra chiacchiere leggere, molte altre risate e perfino una puntata di South Park (sottotitolata in turco). Peccato, mi sarebbe piaciuto conoscerli di più, sembrano davvero in gamba.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Martedì 6 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcUQdS3sMI/AAAAAAAAAFo/Nx8EDL919-4/s1600-h/ur.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcUQdS3sMI/AAAAAAAAAFo/Nx8EDL919-4/s320/ur.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041520580838797506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La nostra terza meta, Urfa, ci aspetta, secondo i piani, in mattinata, ma noi prevedibilmente riusciamo a raggiungerla solo a pranzo. L’umore durante il viaggio è ottimo e i prati verdissimi, le montagne innevate sullo sfondo, nulla di meglio per affrontare questa nuova città. Che si presenta subito bene, con una bellissima giornata di sole, e un centro storico facile da trovare. Mentre attendiamo il nostro nuovo ospitante facciamo subito in giro nel giardino che scopriamo essere l’attrattiva principale dell’antichissima città. È il giardino dedicato al profeta Abramo, che nacque e morì in questa località, insieme tra l’altro a diversi altri profeti biblici come Giobbe e altri che non mi ricordo. Nel giardino, tenuto davvero bene, pulito e ordinato, si scorgono subito un paio di laghi sacri, con tanto di carpe sacre (tante, e affamate). Centinaia i visitatori religiosi attorno ai laghetti che danno da mangiare ai pesci, musulmani persiani soprattutto, ma anche cristiani – e ci viene detto anche ebrei. &lt;st1:personname productid="La Bibbia" st="on"&gt;La Bibbia&lt;/st1:personname&gt; racconta come Abramo fosse stato gettato nel fuoco dalle alte mura che oggi sovrastano il giardino, e nel luogo in cui cadde si formò appunto questo lago sacro, venerato in tutte le religioni monoteistiche. Oggi forse più che luogo sacro il grande giardino sembra attrarre come luogo dove trascorrere piacevoli momenti di relax e passeggiate romantiche. Anche se l’aspetto religioso e spirituale non manca, grazie alla grande moschea – questa sì in stile tipico turco ottomano, grande cupola piatta blu e i due minareti sottili e altissimi – al cui interno si trova proprio la tomba del grande Abramo.&lt;br /&gt;Insomma mentre la fame sopraggiunge, incontriamo il nostro amico che ci darà un posto dove dormire – primo impatto neutro, qualche chiacchiera in un inglese stentato, ma l’impressione è&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;buona – e insieme andiamo sulle alte mura dalle quali si scorge tutta la città, infinito hinterland compreso. Ibrahim, così si chiama il nostro gentile trentenne curdo, ci porta in un caffè scavato nelle grotte per assaggiare una bevanda tipica buonissima – non ricordo il nome, comunque l’aspetto è quello del caffè turco ma il sapore assomiglia a mandorle tostate; si tratta di radici, ci spiega Ibrahim, molto salutare oltre che piacevole al gusto. Poi giro nel centro storico, dove comincia il bazar, ma il giro dura poco: niente da vedere, ci assicura Ibrahim. In effetti a noi ispirava l’idea di perderci tra le bancarelle di spezie e tabacco, ma non era il caso di insistere, appena giunti e senza la giusta confidenza. La tappa successiva è quella del villaggio di origine di Ibrahim, dove ci attendono per una cena molto anticipata genitori e fratelli del simpatico e invadente amico: la madre sta preparando il piatto tipico e noi dobbiamo assolutamente assaggiarlo. Passati un attimo da casa sua ci dirigiamo dunque verso fuori città, il villaggio dista circa &lt;st1:metricconverter productid="50 chilometri" st="on"&gt;50 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt;. E qui, la disperazione di SalvoJk. Ibrahim chiede di guidare: ok, va bene, magari facciamo prima. Ma il buon ragazzo da subito non dimostra particolare destrezza nel maneggiare il veicolo: il cambio di marcia è lentissimo e le accelerazioni a folle troppe. Niente di grave, se non fosse che la macchina va a gpl, e questo è esattamente il modo migliore per disperdere il costoso gas carburante nell’aria. Povero SalvoJk... notiamo la sua posizione tesissima in macchina. Le uniche parole che pronuncia sono “non ascolto la musica, ascolto il motore”.&lt;br /&gt;Arrivati faticosamente alla meta i genitori ci accolgono subito con la massima ospitalità e la madre imbandisce una ricca tavola sul tappeto. Il piatto tipico si chiama &lt;i&gt;çik kofte&lt;/i&gt;, trattasi di carne cruda trita mista a varie spezie e grano, piccantissimo. Potrebbe anche essere buono, ma noi abbiamo appena mangiato dei kebab al centro... Cerco di imbottirmi il più possibile ma niente, povera signora, c’è rimasta anche un po’ male credo. Visitiamo anche il fratello minore di Ibrahim (sono sette fratelli) con la moglie e i due figli piccoli, di cui uno folle e molto simpatico. Tutta la famiglia è decisamente di impronta conservatrice, si parla curdo, il padre austero, e profondo senso generale della religione. Anche Ibrahim ci fa questa impressione. E sicuramente ci fa impressione vedere quanto fuma, almeno due pacchetti al giorno, e fuma 100s, quelle lunghe. Ha trent’anni e vive da solo, fa l’avvocato. Ma la sua casa è enorme e vuota. Ci ha fatto molta tenerezza. Chissà cosa deve voler dire essere scapoli a trent’anni, in una città chiusa come Urfa, e in una famiglia come quella.&lt;br /&gt;Ritorno singhiozzante in macchina e tarda serata passata ascoltando musica &lt;i&gt;tamarra &lt;/i&gt;e fumando (ma io no). &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Mercoledì 7 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Visita del giorno: Harran, &lt;st1:metricconverter productid="50 chilometri" st="on"&gt;50 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt; da Urfa. Sveglia tardi, ovviamente, colazione abbondantissima (frittata, olive, formaggi vari e té) e prima visita del giorno ad un sito archeologico scoperto di recente, presumibilmente trattasi del primo tempio della storia, nome della località impronunciabile: Göpekli Tepe,&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcVItS3sNI/AAAAAAAAAFw/gUG_MBTySZw/s1600-h/cur.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcVItS3sNI/AAAAAAAAAFw/gUG_MBTySZw/s320/cur.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041521547206439122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; nel bel mezzo delle campagne curde; abbastanza insignificante il tempio ma molto suggestivo il panorama collinare circostante, tanto verde e un’aria fresca che dà energia: inimmaginabile vivendo a Damasco. Poi, breve sosta alla moschea dedicata a Giobbe, con giardinetto e tomba coperta di verde scavata nel sottosuolo, e infine Harran. Solo questa effettivamente assomiglia ad un villaggio, di tutti i posti che abbiamo visto, con le sue casette di argilla e paglia con il caratteristico tetto a cupola, le strade di terra, capre, asini e cavalli insieme ai bambini che giocano per la strada. Al centro c’è un antico castello, bello perchè si è tenuto bene e con l’erba che cresce dentro, e per la discreta vista sul villaggio. Harran è piena di bambini scalzi che ti seguono per la città chiedendoti qualche spicciolo o solo per curiosare, o raggiunta anche un po’ più di confidenza, anche per giocare. L’etnia è per la maggioranza di origine arabo-siriana, quindi la comunicazione in qualche modo era possibile. Un complesso di casette a cupola è gestito a mo’ di museo, e un ragazzo arabo ci invita a prendere il tè sotto una delle cupole, mentre scattiamo foto e Ibrahim finisce il secondo pacchetto facciamo qualche chiacchiera in arabo col ragazzo, che abita in quella casa con la sua &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcWJ9S3sOI/AAAAAAAAAF4/iMauA0NFqos/s1600-h/IMGP0219.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcWJ9S3sOI/AAAAAAAAAF4/iMauA0NFqos/s320/IMGP0219.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041522668192903394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;famiglia. Fa un fresco piacevole dentro queste casette, chissà come si deve stare bene durante l’estate. Ancora una passeggiata prima di allontanarci da questo simpatico villaggio, per visitare le rovine di un’antica università islamica, la prima nella storia, dicono (non mi dire): interessante, e tutt’attorno un cimitero di pietre bianche tra i pascoli, rovine che dovevano essere una volta un’importante città per non so cosa.&lt;br /&gt;E così, dopo un lungo giro in centro e per cena l’ennesimo riso con pollo, finisce anche la seconda giornata insieme al caro Ibrahim e con questa la nostra permanenza a Urfa. Sicuramente la città più bella che abbiamo visto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Giovedì 8 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Salutiamo l’amico Ibrahim con una stretta al cuore guardandolo mentre ci allontaniamo, lui fermo sulla strada con un sorriso triste e la mano che si muove lentamente. Torna ad essere da solo.&lt;br /&gt;E si parte per la quarta ed ultima meta, Gaziantep, o Antep soltanto. Abbiamo solo questo giorno di visita, venerdì mattina io e Nancy prendiamo l’autobus per Damasco. La giornata è bella ad Antep, ma siamo un po’ sfortunati perchè troviamo la cittadella chiusa e il museo pure. Ed erano le attrattive principali. Non ci resta che camminare su e giù per il centro mentre aspettiamo che il nostro nuovo contatto per la notte si faccia vivo. Dopo le visite alle antichissime città viste finora Antep un po’ impallidisce in effetti, e forse perchè siamo stanchi da tutti gli spostamenti, la città non ci fa un grande effetto, a parte il bazar dell’artigianato rifatto a nuovo, e il centro con la grande strada pedonale in cui fare shopping e passeggiare: una cosa a cui non ero abituato in Medio Oriente, e in effetti le differenze si notano anche per il modo di vestire delle ragazze. È &lt;st1:personname productid="la Turchia" st="on"&gt;la Turchia&lt;/st1:personname&gt; moderna che è arrivata fino a qui. C’è addirittura qualche centro commerciale – certo uno sgabuzzino in confronto ai nostri mastodontici &lt;i&gt;auchan&lt;/i&gt; - lontano dal concetto di shopping mall all’europea ma comunque qualcosa che indica un cambiamento, una volontà di distinguersi che si espande verso sud-est.&lt;br /&gt;Nella piazza principale della città, improvvisiamo un teatrino delle cazzate, io e SalvoJk, mentre si fa sera e il nostro amico si fa vivo per venirci a prendere. Kamel, 22 anni, studente di ingegneria industriale, vive nel campus universitario insieme al cugino, in un bilocale molto confortevole. Il tipo è un po’ schizzato, piuttosto elettrico e un po’ insicuro, mezzo arabo mezzo turco e parla inglese meglio di un inglese perchè ha fatto la scuola privata vicino Damasco: decisamente occidentaleggiante, estraneo alla realtà siriana, che ascolta musica &lt;i&gt;truzza &lt;/i&gt;e “just wants to party alltime”, e fervido sostenitore di Atatürk. Ci ha raccontato un po’ della vita nel campus e ad Antep, del suo erasmus portoghese, mentre mangiamo shish tawuq (kebab di pollo) e guardiamo il tg1 con il satellite. Certo è stato interessante, si è come dire aggiunto un altro tassello al quadro che mi sto facendo della Turchia moderna, nella sua realtà estremamente complessa, contraddittoria, e affascinante allo stesso tempo. Voglio tornarci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-3713229123436144571?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/3713229123436144571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=3713229123436144571&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3713229123436144571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3713229123436144571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/kurdistan-ya-kurdistan-secondo-tempo.html' title='Kurdistan Ya Kurdistan! Secondo tempo'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfcYhdS3sPI/AAAAAAAAAGA/-7kdsbZXkq0/s72-c/rom.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-2608090742767452050</id><published>2007-03-11T16:13:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:42.677+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ONU'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Mr Camarda, welcome on board!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfQdBNS3sII/AAAAAAAAAFI/PmvMtv6EW6Y/s1600-h/unhcr.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfQdBNS3sII/AAAAAAAAAFI/PmvMtv6EW6Y/s200/unhcr.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5040685789520310402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ta-ta-ta-taaaaa.... Al Musafir ce l’ha fatta! Sono stato assunto... all’Onu!! Come stagista... lavorerò con i rifugiati... quelli che arrivano dall’Iraq... che figata ragazzi!!!Eh sì, è andata così... stamattina ho chiamato la responsabile che avevo già contattato via mail... ci siamo visti poco fa... qualche domanda, un’occhiata al curriculum e... inizio domani mattina!!! (alle 8! sob!) Non so quanto durerà, un mese, due o tre, dipende anche dalle mia possibilità... ho sempre uno stage all’istituto di cultura italiana in sospeso...&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono troppo contento... questo stage cambia completamente la prospettiva di questo viaggio... apre nuove strade... mi permette di conoscere la realtà lavorativa in cui ho sempre sognato di entrare...&lt;br /&gt;E sapete la novità?? Ci cambiano lo scaldabagno!! Finalmente dopo due settimane di doccie di tre minuti!! Cosa posso desiderare di più??&lt;br /&gt;Wow wow wow!&lt;br /&gt;Un abbraccio collettivo!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;PS: al più presto Kurdistan parte seconda... sono un uomo impegnato adesso...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-2608090742767452050?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/2608090742767452050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=2608090742767452050&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2608090742767452050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/2608090742767452050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/mr-camarda-welcome-on-board.html' title='Mr Camarda, welcome on board!'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RfQdBNS3sII/AAAAAAAAAFI/PmvMtv6EW6Y/s72-c/unhcr.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-7576828253611473158</id><published>2007-03-09T22:16:00.000+01:00</published><updated>2007-07-06T18:05:38.351+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Kurdistan Ya Kurdistan!</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Damasco, ore 22&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fa uno strano caldo in questa serata siriana. Stanco, seduto sul lettone della mia nuova casa damascena, cerco di trovare la concentrazione per scrivere e raccontare qualcosa. Dieci ore di autobus mi hanno riportato dal sud della Turchia fino alla capitale siriana, e ancora non mi abituo all’idea di cominciare dal nulla questa nuova esperienza. Ancora dubbi e incertezze, ancora una confusa e altalenante voglia di fare e scoprire, in questa città dalle mille contraddizioni, sparsa di trappole, portatrice di sogni melliflui e ingannevoli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Kurdistan. Ne avevo sempre solo sentito parlare e a dire il vero mai me ne ero particolarmente interessato. Questo viaggio mi ha dato una grande occasione di conoscerlo da vicino, almeno nella parte turca e siriana. È stato un viaggio piacevole e senza intoppi sotto ogni punto di vista, viaggiare col grande Salvo Jk e con Nancy è stato molto divertente e interessante, e abbiamo avuto la fortuna di conoscere un bel po’ di gente, cosa che permette sempre di vedere i luoghi sotto punti di vista molto diversi e inaspettati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vediamo se riesco a ricostruire più o meno quello che abbiamo fatto e visto in questa lunga settimana. Le &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/sets/"&gt;&lt;u&gt;foto&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; sono già tutte su Flickr! Non riesco a caricare le foto sul post... quindi potete vederle aprendo il link sul nome del posto...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Venerdì 2 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La festa di addio di SalvoJk è appena terminata: tre ore di sonno, e alle nove siamo già in macchina in partenza per il nord. &lt;st1:personname productid="La Jeep Gran" st="on"&gt;La Jeep Gran&lt;/st1:personname&gt; Vitara è stracolma fino all’orlo di centinaia di ricordi del lungo viaggio di Savvuzzu. Il percorso da fare oggi è lungo, più di &lt;st1:metricconverter productid="600 chilometri" st="on"&gt;600  chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;attraverso il deserto dall’estremo sud al nordest della Siria: solo qualche breve sosta fino alla cittadina desertica di Deir ez-Zour. La strada verso nordest che collega Damasco direttamente alla Turchia è quasi deserta, solo qualche rabbioso cane assassino per la strada e un po’ di greggi di pecore e cammelli. Le infinite distese pianeggianti non sono ancora del tutto verdi, e la primavera sembra volersi insinuare tra le lande deserte man mano che si avanza verso nord. La strada sabbiosa in linea retta con l’orizzonte, ai fianchi qualche montagna rosseggiante spoglia, e un cielo azzurro domina limpido sul resto del&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/414958957/"&gt;paesaggio&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;desolato. Il deserto siriano evoca una strana sensazione di rilassatezza e maestosità. Prima sosta – non programmata – in una delle località più famose tra i viaggiatori di questa rotta, il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/411688121/"&gt;&lt;b&gt;Café Baghdad 66&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;: nel bel mezzo del deserto, un casolare a mo’ di ristorante e un paio di casette a cupola in fango: simpatico e suggestivo, nonostante gli evidenti richiami al far west. Un tè veloce, qualche foto, e si riparte per Palmira, il sito archeologico più famoso della Siria, dove rovine imponenti segnano antichi tempi gloriosi, e decine di ambulanti cercano di venderci cianfrusaglie varie e farci fare un giro sul malcapitato cammello (i cammelli tra l’altro in Siria non si usano, sono importati). Non ci facciamo coinvolgere, dirigendoci invece verso il centro per mangiare il piatto tipico beduino (ma dove sono i beduini?), riso con pollo e mandorle. Altre tre ore di macchina e sul fare della sera siamo nei dintorni di Deir ez-Zour. È venerdì, e le campagne attorno alla città sono stracolme di famiglie e gruppi di giovani in scampagnata, che si riversano lentamente sulla strada verso il centro. È un’accoglienza piacevole e invadente per noi: il cielo si colora di un tenue arancione, decine di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/414959387/"&gt;pick-up&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;familiari e motoguzzi con a bordo quattro persone ci ronzano attorno, centinaia di occhi sgranati dallo stupore per la presenza sconosciuta di una jeep straniera e di tre facce completamente diverse, molte mani che si alzano in segno di saluto e altrettanti sorrisi divertiti sui volti degli arabi di ritorno a casa. Non siamo ancora in pieno Kurdistan siriano, ma non è difficile scorgere i volti curdi, osservandone il colore più scuro della pelle, i tratti facciali più marcati, qualche tatuaggio sulle labbra e soprattutto notando i vestiti tradizionali delle donne, ariosi, colorati e luccicanti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/414959485/"&gt;&lt;b&gt;Deir ez-Zour&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, attraversata dall’Eufrate, è una cittadina piuttosto caotica e malridotta a giudicare dallo stato delle strade e delle case. Cerchiamo subito un posto per dormire: l’unico albergo che conoscevamo è chiuso e andiamo alla ricerca di un altro posto. Ed è così che chiedendo aiuto siamo portati da un simpatico agente in un altro albergo. Simpatico per me e per Nancy, forse, perchè per SalvoJk non dev’essere stata un’esperienza particolarmente divertente, visto che l’agente di verde vestito ha mostrato subito un poco ambiguo interesse nei suoi confronti, invitandolo a separarsi da noi, ad andare a ballare, lanciando occhiolini e sorrisi inequivocabilmente mirati. Il malcapitato SalvoJk ha fortunatamente e con malcelato imbarazzo congedato appena possibile il militare, chiudendosi nella nostra stanza. Stanza in condizioni terrificanti, basti un dettaglio: l’intonaco caduto dal tetto sparso sui letti. Prima di dormire giro in città e tè con narghilè dai simpaticissimi albergatori, due ragazzi e un bambino schiavizzato più qualche altro anziano ospite: il mio livello di arabo mi consente di intervenire (e capire) molto poco, così ci intratteniamo con un tunisino che parla francese, in Siria da vent’anni come operaio in una raffineria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Sabato 3 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ripartiamo la mattina dopo con la dovuta calma, giro nel suq storico, e in qualche ora siamo a Qamishli, cittadina al confine con &lt;st1:personname productid="la Turchia. Qamishli" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="la Turchia." st="on"&gt;la Turchia.&lt;/st1:personname&gt; Qamishli&lt;/st1:personname&gt; è orrenda, ancora più caotica della precedente e molto più sporca, terribilmente conservatrice e meno abituata alla presenza di stranieri: gli sguardi dei passanti diventano pesanti e insistenti. Pranzo in un ristorantino squallido e poco ospitale, ci fiondiamo verso la frontiera, e lì l’orrenda sorpresa: il piccolo posto di confine, del tutto abbandonato se non per tre ragazzi che giocano al pallone, è chiuso. “Chiude alle tre”, ci dice uno di loro. Sono le quattro. Lo sconforto ci assale, seguito dalla delusione all’idea di dover passare la notte da questa parte del confine, in uno degli alberghi poco prima denigrati e insultati. L’albergo al “centro” è disgustoso ancor più dell’ultimo visitato, ma il nostro budget ci consente di alloggiare solo in posti con i letti pieni di zanzare e il bagno che puzza tremendamente. Ennesimo pollo con insalata, e la serata passa scrivendo sul blog e guardando un’improbabile telenovela inglese sulla Roma imperiale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Domenica 4 Marzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alle nove siamo appostati sul posto di confine. SalvoJk mostra segni di evidente tensione, preoccupato del fatto che il suo permesso di guidare in Siria scadesse proprio il giorno prima, quando avevamo programmato di partire: rischia di avere problemi non indifferenti con la rinomata burocrazia siriana. Comincia l’attesa tra il casello siriano e quello turco, i passaporti passano al vaglio mentre Savvaturi si avvia al confronto con i militari siriani: molte sigarette e qualche tè – il personale è molto ospitale e disponibile – e l’impresa è compiuta: Salvo ha convinto l’impiegato attraverso loschi calcoli astronomici che due settimane sono in realtà composti da 15 giorni. Anche Nancy, che per una svista un po’ grossolana aveva il visto per &lt;st1:personname productid="la Siria" st="on"&gt;la Siria&lt;/st1:personname&gt; scaduto, la passa liscia: “ringrazia il presidente che ha concesso 10 giorni dopo la scadenza del visto, ma solo in questo periodo!” le viene detto da un ufficiale. E così scopriamo qualcosa in più sull’efficienza del sistema amministrativo siriano – supponendo che ne esista uno.&lt;br /&gt;L’attesa prosegue per un’altra ora sul fronte turco, un impiegato più simpatico combatte faticosamente sul database turco, mentre osserviamo come già al confine la realtà cambia, negli edifici, nel personale, nel paesaggio verdeggiante. È curioso come più o meno tutti quelli che passano davanti a noi sentano il bisogno di chiederci il passaporto, probabilmente solo per curiosare sulla nostra nazionalità, e il controllo della macchina si limita ad una vaga ispezione di una borsa scelta a caso e alla domanda “trasportate materiale illegale come cocaina?” (noi rispondiamo “no”, a cui segue un “ah, ok”). Un lunghissimo sospiro di sollievo arriva appena superato il cancello, il volto di SalvoJk torna a sorridere e dopo l’ennesimo controllo prendiamo la via verso Mardin, piccolo centro a una cinquantina di chilometri dal confine, prima meta della nostra esplorazione del Kurdistan turco. Il paesaggio che ci circonda è cambiato, un verde scuro predomina sulle strade asfaltate, e il cielo si annuvola di grigie e oscure presenze nella strada che porta verso nord. Entriamo dentro le fauci steppose della catena del monte Tauros, tra le cui valli giace la piccola &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/414959956/"&gt;&lt;b&gt;Mardin&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. Giunti in città, la nebbia ci avvolge totalmente, e della famosa e antica località che si erge sulle pendici collinari del Tauros non vediamo nulla. &lt;st1:personname productid="La Routard" st="on"&gt;La Routard&lt;/st1:personname&gt; della Turchia ci informa che qui si trovano edifici risalenti a nove secoli fa: chiese armene, case nobiliari e moschee dal sapore medievale che scorgiamo appena al diradarsi della nebbia. Peccato che questa viene sostituita da scrosciante pioggia, cosa che impedisce inevitabilmente una piacevole visita della città. Per di più, il contatto che SalvoJk ha trovato per passare la notte qui – attraverso Ospitality Club, su Internet – ci &lt;i&gt;tira pacco&lt;/i&gt; e non ci resta che organizzare la partenza verso DiyarBakir. Riusciamo a visitare solo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/414959674/"&gt;Deir al Zafran&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, monastero medievale fuori città, dove non piove: molto suggestivo soprattutto per la posizione nel paesaggio che lo circonda, colline di terra brulla e mandorli in fiore. In città chiedendo informazioni una ragazza ci invita a prendere un tè a casa sua. Le comunicazioni sono molto difficili, a parte qualche parola di base nessuno di noi mastica il turco e figuriamoci il curdo: solo col padre delle tre ragazze con cui prendiamo il tè si riesce in qualche modo a parlare in arabo. Nonostante l’incolmabile gap linguistico è un momento molto piacevole, e divertente: il padre silenzioso lascia ampio spazio di comunicazione con le due figlie minori, che, smaliziate e astute, lanciano sguardi divertiti e irriverenti e fanno occhiolini continui, mentre la figlia più grande, quella che ci ha portati in casa, sorride imbarazzata. Il tè si trasforma velocemente in cena, così i tre turisti danno spettacolo mentre la famiglia osserva divertita vedendoli mangiare. I curdi ci danno subito l’impressione di essere gente solare e spontanea, di un’ospitalità non forzata. E i ricordi del viaggio persiano di tre anni fa riaffiorano piacevolmente.&lt;br /&gt;Congedata la simpatica famiglia, nell’umida serata di domenica ci dirigiamo verso la capitale della regione curda, DiyarBakir, distante appena un’ora da Mardin. Ci aspetta Serhat, giovane professore di inglese, ad ospitarci per la prima notte. Il suo inglese non è esattamente dentro gli standard richiesti solitamente per l’insegnamento, ma con lui e con i suoi amici e coinquilini ci troviamo subito benissimo: passiamo la serata stesi sui divani chiacchierando allegramente, bevendo e fumando. Si direbbe uno stile di vita molto studentesco più che adatto ai ritmi di tre insegnanti, e anche la mentalità aperta e disponibile ci fanno stare bene, più vicini a casa. Sono tutti curdi anche qui, e tra una risata e l’altra si affrontano anche discussioni come i problemi nella discriminazione dei curdi, le contraddizioni della Turchia moderna, si critica la politica di governo: molte risate (e sgomento per noi) quando si fa cenno all’opprimente presenza di inni nazionali e biografie di Mustafa Kemal insegnati ai bambini nelle scuole elementari. Rimaniamo anche stupiti da come questi ragazzi si fidino ciecamente di tre estranei venuti a stare per due giorni appena. Giorno successivo dedicato alla visita di DiyarBakir.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"  style="margin-right: 13.9pt; text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Minchia questo racconto è veramente lunghissimo! Credo che pubblicherò la seconda parte del viaggio nel prossimo post...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-7576828253611473158?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/7576828253611473158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=7576828253611473158&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7576828253611473158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7576828253611473158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/kurdistan-ya-kurdistan.html' title='Kurdistan Ya Kurdistan!'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4078986977958624993</id><published>2007-03-03T20:24:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:43.026+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Ahlan wa Sahlan</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rexx0cwm1UI/AAAAAAAAAFA/h83gJpYoL04/s1600-h/IMGP0090.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038527229007942978" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rexx0cwm1UI/AAAAAAAAAFA/h83gJpYoL04/s320/IMGP0090.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Una settimana ieri da quando sono arrivato in Siria e arriva solo stasera, in uno squallido albergo al centro di Qamishli, nordest della Siria al confine turco, e in compagnia di SalvoJk e un’altra amica italiana, il primo post di un Musafir confuso e stanco. Stiamo in viaggio da un paio di giorni, ho deciso di accompagnare Salbaturi in un tour verso la Turchia meridionale, in pieno Kurdistan turco. Siamo bloccati in quest’anonima città di confine perché oggi pomeriggio la frontiera era chiusa e dobbiamo aspettare domani mattina (per maggiori dettagli vedasi &lt;a href="http://dıarreadelviaggiatore.blogspot.com"&gt;diarrea del viaggiatore). &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Prima settimana piuttosto densa di eventi e sensazioni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Casa:&lt;/strong&gt; vivo con Dario e Andreina, uno di Motta sant’Anastasia, provincia di Catania, e l’altra trapanese. La casa è molto carina e il quartiere, Suq Sarujah, mi piace molto, fuori dalle mura della città vecchia ma ugualmente suggestivo, viuzze con poco traffico e vita di paese. Molti meno stranieri che nella città vecchia, il che è certamente un lato positivo. Qualche problema tecnico con la casa… Non è esattamente nuovissima né era particolarmente pulita quando siamo entrati, ma i fastidi più grandi diciamo sono tre: una casa semi bruciata che troneggia inquietante e caduca con le sue palizzate annerite sul nostro terrazzo; un mini-scaldabagno che garantisce poca acqua calda; una ghissala (lavatrice) più unica che rara: un bidone arruginito in cui l’acqua si inserisce manualmente e corredato da due rulli compressori in cui far passare i vestiti, l’arcana centrifuga. Ma fi mushkila (No problem)! Capitolo a parte merita la signora Jumana (e le vicende della sua famiglia!), proprietaria della casa e donna dai capelli folgoranti (chioma cotonata alta 10 centimetri – non esagero) vestiti luccicanti comprati a Parigi vent’anni fa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’arabo:&lt;/strong&gt; ho preso un’insegnate privata, la stessa di SalvoJk, giovane e simpatica, ci vediamo quattro volte a settimana con tre lezioni di arabo standard e una di dialetto siriano. Mi sembra molto competente. Al contrario della prima visita in terra siriaca, due anni fa, mi sono subito interessato all’apprendimento della ‘ammiya, il dialetto: in effetti è abbastanza improbabile pensare di poter comunicare in arabo standard camminando per la strada e facendo amicizia con la gente del posto. Non capisco ancora quasi nulla, soprattutto in dialetto. Comunque sempre di più di quando sono venuto la prima volta, sono ottimista. Ora che ci penso però ho alcuni dubbi, molto plausibili credo, sulle possibilità che avrò di praticare la lingua. Damasco è una città molto ingannevole: il cazzeggio in cui si rischia di cadere con estrema facilità comprende l’utilizzo esclusivo di lingue occidentali prime fra tutte l’inglese. Bisogna sapersi scegliere le amicizie. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prospettive per il futuro:&lt;/strong&gt; c’è una discreta probabilità che riesca a fare un altro stage nel periodo in cui sono qui, a parte quello all’istituto di cultura italiana del Mae Crui che comincerebbe da maggio. Si tratta nientemeno che dell’Onu, agenzia UNHCR per i rifugiati. Non nascondo l’eccitazione crescente all’idea di questa possibilità, darebbe certamente un significato molto diverso a questa esperienza, oltre che aprire strade interessanti per il futuro eccetera eccetera. Non so se e quando precisamente comincerò, come si suol dire attendo una risposta definitiva mentre faccio questo viaggetto con l’amico SalvoJk.&lt;br /&gt;Insomma venerdì prossimo sarò di ritorno nella capitale siriaca e vediamo come va a finire. Ci sono un sacco di altre cose che vorrei raccontare ma per adesso mi fermo qui. Ma’ as-salama! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/sets/"&gt;foto su Flickr&lt;/a&gt; fresche fresche da Budapest!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4078986977958624993?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4078986977958624993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4078986977958624993&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4078986977958624993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4078986977958624993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/03/ahlan-wa-sahlan.html' title='Ahlan wa Sahlan'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rexx0cwm1UI/AAAAAAAAAFA/h83gJpYoL04/s72-c/IMGP0090.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-8999847254995711992</id><published>2007-02-20T18:38:00.000+01:00</published><updated>2007-07-06T18:11:39.790+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Budapest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>buda+pest=love</title><content type='html'>E cosi' chissá come e tutto all'improvviso mi trovo a Budapest, Ungheria, per una lunga e intensa giornata di visita della capitale in attesa del volo delle 23,1o per Damasco. Un'esperienza (e un'occasione) rara quella di volare con la &lt;em&gt;Malev Hungarian &lt;/em&gt;con annessa possibilitá di visitare per un giorno intero una cittá che avevo a stento sentito nominare. Non sapevo neanche che l'ungherese fosse una lingua (impossibile e assurda peraltro)  e pensavo che qui ci fosse l'euro! Invece ci sono i fiorini.&lt;br /&gt;Stamattina dunque la fatidica e combattutissima partenza alle 5 e mezzo da casa dei cari zii romani in direzione fiumicino, orario perfetto ma pagamento esorbitante per bagaglio in eccesso... sob!&lt;br /&gt;Il Fokker della &lt;em&gt;Malev &lt;/em&gt;é veramente piccolissimo, per di piú mezzo vuoto, e sconsiglieri a chiunque di assaggiare il panino stile burger king (il che vuol dire peggio di mcdonalds) offerto dall'equipaggio. Per il resto molto confottevole!&lt;br /&gt;Arrivo a Budapest ore 12 circa, mi sono fiondato sul primo autobus verso la cittá e ho cominciato a girare furiosamente il centro continuando a camminare ininterrottamente fino a quando ho trovato questo simpatico internet café. Non posso dilungarmi adesso nel raccontare della cittá... Ma sono davvero impressionato. Imponente, elegante, rilassante, accogliente e bella davvero questa capitale, col suo stile barocco-tedesco misto a gotico-medievale e a qualche cupoletta stile orientale. Ho fatto un sacco di foto, le metteró sul blog appena posso...&lt;br /&gt;Per adesso oltre al tempo manco c'ho la testa visto che parto fra qualche ora e arrivo alle tre di notte 'nta capitale siriana... Meno male che c'é il mio amico Salvo Jk che mi viene a prendere... Grande...&lt;br /&gt;a presto per aggiornamenti e maggiori dettagli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-8999847254995711992?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/8999847254995711992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=8999847254995711992&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/8999847254995711992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/8999847254995711992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/02/budapestlove.html' title='buda+pest=love'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-3522975305860467084</id><published>2007-02-13T23:59:00.000+01:00</published><updated>2007-07-16T16:44:00.825+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>costumi da bagno e maglioni di lana</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il vento sbatte forte contro le ali dell’aereo semideserto in linea da Catania a Venezia. Noia e bisogno di distrarmi mi portano ad accendere il computer; voglio sperimentare la sensazione di scrivere ad alta quota, mi dico. Il decollo mi regala una eloquente visuale sull’hinterland catanese, mentre diventa sera, e i paesini si distinguono solo come macchie di luci rosse e bianche. Sulla destra, un vulcano oscuro e imponente fa da guardia silenziosa a questo labirinto di luci e ombre, Catania. E un uragano di sensazioni mi travolge. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ho messo in valigia pantaloncini e costume da bagno insieme ai maglioni di lana e alla sciarpa: portarsi dietro la propria vita in un trolley che scoppia e con un bagaglio a mano che pesa più di me. Fra una settimana sono a Damasco. Pochi mesi vissuti a Catania nel modo più inaspettato e sorprendente possibile: la riscoperta di una città per lunghi anni se non odiata certamente disprezzata o lasciata nell’indifferenza; l’abituarsi all’ambiente della famiglia, la riscoperta di nuove e vecchie amicizie. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato così difficile lasciare Catania. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Adesso sono pronto a farmi travolgere anche dal breve ritorno nella laguna, sepolta in questi mesi nei ricordi e solo apparentemente un capitolo chiuso dalla fine degli studi. E poi, Damasco, anzi Budapest e Damasco. Un cocktail di sensazioni, anche qui, aspettative, eccitazione, timore per l’ignoto e per la distanza. Ma in questo momento sono ancora a Catania. E non sarà facile come in passato classificarla come luogo di villeggiatura in cui passare qualche settimana tra una sessione e l’altra.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-3522975305860467084?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/3522975305860467084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=3522975305860467084&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3522975305860467084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3522975305860467084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/02/costumi-da-bagno-e-maglioni-di-lana.html' title='costumi da bagno e maglioni di lana'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4851575547052812518</id><published>2007-02-06T12:17:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:43.205+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Sant'Agata e l'agente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rch81gmrZBI/AAAAAAAAAEs/McHh1__acjo/s1600-h/IMG_6716.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rch81gmrZBI/AAAAAAAAAEs/McHh1__acjo/s320/IMG_6716.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028406242686231570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una giornata di sole intenso nonostante la bassa temperatura. Le telecamere sono piazzate in ogni angolo di Piazza Duomo. Giorgino si sistema i capelli prima della diretta su Rai Uno. Le gru con le telecamere fanno panoramiche sulla gente che si è riversata in piazza davanti alla cattedrale, un po' come quando era venuto Festivalbar a Catania. E' un evento mediatico nazionale e mondiale a tutti gli effetti, il funerale dell'ispettore Raciti ucciso durante il derby Catania-Palermo. Forse la piazza non è proprio stracolma "senza neanche un metro libero" come dicono al tg2, certo però che un bel po' di gente c'è, curiosi, passanti, devoti con il sacco bianco, giornalisti. Non mancano neanche ragazzi con la sciarpa rossazzurra del Catania Calcio.&lt;br /&gt;Lunghi applausi più o meno sentiti anticipano e accompagnano l'arrivo della bara. Un lungo corteo di agenti, carabinieri, poliziotti la precede. La gente in piazza segue il funerale sul megaschermo e con gli altoparlanti, che riecheggiano le voci di padre Barbaro Scionti, parroco della cattedrale (nonchè ex direttore dell'asilo di mia sorella), e dell'arcivescovo di Catania, Gristina. Una predica lunghissima, decisamente superflua. La statua della Santa davanti alla bara, i vescovi si alternano in una cantilena di ovvietà e luoghi comuni religiosi riguardo ai valori della religione, della salvezza divina ecc. Ma soprattutto dimostrano una palese volontà di esaltare l'importanza della festa di sant'Agata, ricordando il suo monito, il suo sacrificio, la sua purezza, quasi del tutto tralasciando il fatto che si stesse celebrando la morte (violenta) di un ispettore di polizia. Neanche una parola sugli eventi accaduti, neanche un'accusa, un accenno. Il pubblico di fuori si guarda annoiato aspettando la fine dell'interminabile predica. La piazza si svuota, mentre un gruppo di azione giovani srotola un lungo striscione con scritto "fuori violenti e corruttori dal calcio".&lt;br /&gt;La celebrazione dell'eucarestia chiude i discorsi dei vescovi, dando voce finalmente a colleghi e familiari. Le parole di figlia, moglie e colleghi più intimi sono realmente toccanti, profonde di significato, concrete. Certo il piccolo figlio vestito da poliziotto lascia se non altro un po' perplessi. La piazza si è nuovamente riempita, mentre la salma viene trasportata dai colleghi, accompagnata questa volta da lunghissimi e intensi applausi.&lt;br /&gt;Ma Catania non è compatta davanti agli eventi che si sono succeduti da venerdì. La condanna e lo sdegno davanti all'accaduto sono forti, ma non unanimi: gli ultràs al funerale non c'erano, e molti considerano la morte di Raciti un fatto grave ma non degno di tutta questa attenzione. "Se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sarebbe&lt;/span&gt; morto un tifoso non ci sarebbe tutta questa importanza" dice un commerciante al tg2. In effetti, nel 2001 era morto un tifoso del messina con una bomba carta, e non ho ricordo di tutte queste celebrazioni.&lt;br /&gt;Anche riguardo al festeggiare o meno sant'Agata la gente non la pensa allo stesso modo: Il pensiero comune è: "Hanno fatto bene a celebrare la festa tenendo soltanto le cerimonie religiose, togliendo i fuochi d'artificio e tutto il resto". Ma c'è anche chi pensa che non si doveva celebrare affatto, come ha detto Pippo Baudo o la moglie di Raciti, o al contrario chi dice che si sarebbe dovuto festeggiare tutto come nulla fosse: i commercianti. Fatto sta che girandosi per dare le spalle al Duomo, via Garibaldi è piena di bancarelle di dolci tipici, palloncini e souvenir di Sant'Agata, mentre sulla sinistra il mercato alimentare va avanti come ogni giorno. In tutta Catania i festeggiamenti sono sobri, ma ci sono: qualche cero, molte bancarelle, tanti catanesi nel sacco bianco. Come dire, un misto tra il pensare che la vita deve andare avanti e la cosa non ci riguarda più di tanto.&lt;br /&gt;Nel frattempo le indagini sulla morte dell'ispettore vanno avanti. Minorenni ultràs vengono arrestati - uno figlio di poliziotto - , il custode dello stadio fa resistenza all'arresto, spuntano legami strani tra i gruppi degli ultràs. Vendetta verso chi aveva testimoniato contro uno di loro? Odio profondo nei confronti della polizia? Non solo, si mormora. Alcuni parlano di legami tra la curva sud e la mafia. Il mistero si infittisce, mentre Catania silenziosa sta a guardare. Questa volta davanti agli occhi di tutta Italia, e del mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4851575547052812518?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4851575547052812518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4851575547052812518&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4851575547052812518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4851575547052812518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/02/santagata-e-lagente.html' title='Sant&apos;Agata e l&apos;agente'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/Rch81gmrZBI/AAAAAAAAAEs/McHh1__acjo/s72-c/IMG_6716.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6033257538027293950</id><published>2007-01-26T23:40:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:44.011+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>egocentrismo a parte</title><content type='html'>Paradosso dei paradossi, non ho avuto neanche un attimo di tempo in tutta la settimana per aggiornare il blog! I progetti e i progettini nascono tutti rigorosamente all'ultimo momento, proprio nel modo in cui sopraggiungono invadenti e numerose nella vita di ciascuno di noi enormi, inaspettate quantità di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pilu &lt;/span&gt;(ma non è il mio caso non vi preoccupate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, che dire, vi intrattengo con qualche altra foto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqEgkmtExI/AAAAAAAAADg/0GnvqbpSe4o/s1600-h/IMAGE0070a.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqEgkmtExI/AAAAAAAAADg/0GnvqbpSe4o/s400/IMAGE0070a.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024474029401903890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFBEmtEyI/AAAAAAAAADo/CPwWvuj8nEE/s1600-h/IMAGE0059.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFBEmtEyI/AAAAAAAAADo/CPwWvuj8nEE/s400/IMAGE0059.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024474587747652386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFBUmtEzI/AAAAAAAAADw/80a_JqeQ7-Y/s1600-h/IMAGE0066.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFBUmtEzI/AAAAAAAAADw/80a_JqeQ7-Y/s400/IMAGE0066.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024474592042619698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFBkmtE0I/AAAAAAAAAD4/sL3-NTs-Izc/s1600-h/IMAGE0069.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFBkmtE0I/AAAAAAAAAD4/sL3-NTs-Izc/s400/IMAGE0069.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024474596337587010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFCEmtE1I/AAAAAAAAAEA/bCT_JwGupYQ/s1600-h/IMAGE0067.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqFCEmtE1I/AAAAAAAAAEA/bCT_JwGupYQ/s400/IMAGE0067.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5024474604927521618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6033257538027293950?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6033257538027293950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6033257538027293950&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6033257538027293950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6033257538027293950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/01/egocentrismo-parte.html' title='egocentrismo a parte'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbqEgkmtExI/AAAAAAAAADg/0GnvqbpSe4o/s72-c/IMAGE0070a.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6218056001681333904</id><published>2007-01-21T13:45:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:45.503+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Il piccolo Al Musafir</title><content type='html'>Ho recuperato un po' di foto della mia infanzia nicaraguense e germanica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbNkKEe_9rI/AAAAAAAAABk/VBkjPUGtC8o/s1600-h/IMGP0003.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbNkKEe_9rI/AAAAAAAAABk/VBkjPUGtC8o/s320/IMGP0003.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022468133613467314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                                                                                                                                                                             &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fratello e sorella parte prima&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbNlO0e_9sI/AAAAAAAAABs/XD_KNRwrExk/s1600-h/IMGP0021.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbNlO0e_9sI/AAAAAAAAABs/XD_KNRwrExk/s320/IMGP0021.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022469314729473730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sguardo profondo...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN0b0e_9tI/AAAAAAAAAB0/j6ON4g9oB24/s1600-h/IMGP0030.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN0b0e_9tI/AAAAAAAAAB0/j6ON4g9oB24/s320/IMGP0030.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022486030742189778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;                                                                                                          Giardino di casa a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; Managua&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN1J0e_9uI/AAAAAAAAAB8/0U5wsgMlX48/s1600-h/IMGP0027.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN1J0e_9uI/AAAAAAAAAB8/0U5wsgMlX48/s320/IMGP0027.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022486821016172258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Amburgo, the past...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN2iUe_9wI/AAAAAAAAACM/BYa9WCxKJHE/s1600-h/a044.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN2iUe_9wI/AAAAAAAAACM/BYa9WCxKJHE/s320/a044.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022488341434595074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Amburgo, the present...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN4BUe_9yI/AAAAAAAAACc/FchmDGAjBUk/s1600-h/IMGP0018.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN4BUe_9yI/AAAAAAAAACc/FchmDGAjBUk/s320/IMGP0018.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022489973522167586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN3iEe_9xI/AAAAAAAAACU/Fwo4kzhAlFw/s1600-h/IMGP0026.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN3iEe_9xI/AAAAAAAAACU/Fwo4kzhAlFw/s320/IMGP0026.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022489436651255570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;past and present ..&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN2Gke_9vI/AAAAAAAAACE/Utu1FGID-98/s1600-h/a031.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN2Gke_9vI/AAAAAAAAACE/Utu1FGID-98/s320/a031.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022487864693225202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;parte seconda&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN8kUe_90I/AAAAAAAAACs/auLJtcaLNVU/s1600-h/IMGP0012.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbN8kUe_90I/AAAAAAAAACs/auLJtcaLNVU/s400/IMGP0012.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022494972864100162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span&gt;Altre foto su &lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.flickr.com/photos/86186478@N00/"&gt;Flickr&lt;/a&gt;!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6218056001681333904?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6218056001681333904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6218056001681333904&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6218056001681333904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6218056001681333904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/01/il-piccolo-al-musafir.html' title='Il piccolo Al Musafir'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RbNkKEe_9rI/AAAAAAAAABk/VBkjPUGtC8o/s72-c/IMGP0003.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-9077207950708954419</id><published>2007-01-19T13:24:00.000+01:00</published><updated>2007-07-16T16:44:00.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Habemus Caritas</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;C&lt;/span&gt;'è voluto quasi un mese perchè il mio filtro anti-cazzeggio mi permettesse di passare dal momento "voglio fare" alla realizzazione effettiva del progetto. Ho conosciuto l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Help Center &lt;/span&gt;della Caritas appena tornato dal mio misticheggiante viaggio in terra germanica, ad una conferenza molto interessante sull'immigrazione in Sicilia, di cui sono venuto a sapere tramite mia sorella, quella piccola, 15 anni, che doveva scrivere un articoletto per il gruppo Collettivo della scuola. Ironico. E' un centro appena nato, grazie anche alla concessione da parte delle FS dei locali, e preso in gestione dalla Caritas catanese. Quale migliore occasione per soddisfare le mie esigenze di fare qualcosa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;intellettualmente &lt;/span&gt;e socialmente stimolante in questa contradditoria città nella quale non sono mai riuscito ad ambientarmi del tutto? Del resto l'immigrazione è un tema che molto mi interessa anche quando penso alle mie prospettive lavorative. E in effetti quando pensavo al fatto che vorrei conoscere anche altri aspetti di questa città, venire a contatto con un ambiente un po' diverso, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;darle un'altra possibilità&lt;/span&gt;, intendevo proprio questo.&lt;br /&gt;L'Help Center della Caritas si trova a cinque minuti dal centro storico di Catania, di fronte alla stazione ferroviaria. La zona con la maggiore concentrazione di immigrati, soprattutto dell'Africa settentrionale e subsahariana. Molto vicina si trova anche una delle due moschee della città. Tutti volontari, il centro è coordinato da padre V. e da una ragazza, sociologa, più qualcun altro che gestisce i vari servizi. Il centro si presenta in effetti come un luogo di accoglienza per i senzatetto, il che tradotto nella pratica significa quasi soltanto immigrati appena arrivati qui. I servizi offerti quindi sono essenzialmente di prima accoglienza: ascolto, cioè ascoltare le richieste di lavoro e di alloggio, docce, mensa, corsi di italiano. A Catania associazioni di questo tipo, che aiutano gli immigrati, non ce ne sono molte: due o tre al massimo oltre la Caritas. Tutte a carattere religioso, tranne l'unica pubblica, la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Casa dei popoli&lt;/span&gt;, che però accetta solo persone con regolare permesso di soggiorno. L'aspetto religioso non sembra avermi colpito più di tanto, comunque, visto che posso dire di trovarmi molto bene lì dentro. Forse perchè si tratta di cattolici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;diversi&lt;/span&gt;, di quelli che mettono in pratica le idee, che non hanno bisogno di ostentare la propria religione. Anzi, sembrano anche molto rispettosi delle altre religioni.&lt;br /&gt;A Catania gli immigrati (regolari) sono circa 24 mila, più altri 10 mila circa tra irregolari e clandestini. Pochissimi, rispetto alla media del nord italia o per esempio rispetto a Palermo. Molte etnie, alcune vere e proprie comunità, la più antica è quella mauriziana che è qui più di vent'anni, poi senegalesi, nordafricani, e un sacco di est europei, romeni e bulgari soprattutto.&lt;br /&gt;All'Help Center vengono quasi soltanto romeni e arab&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;i del Nordafrica, appena arrivati in Italia o in spostamento continuo tra nord e Suditalia alla ricerca di lavoro. Parlano quasi tutti italiano bene, e non ho visto nessun clandestino sbarcato a Lampedusa, neanche uno. Chissà dove vanno, quando non li rimandano indietro. 'Sti clandestini devono essere molti meno di quanti ce ne fanno vedere.&lt;br /&gt;Tutti regolari, dunque alla Caritas, con permesso di soggiorno, o al massimo irregolari, cioè con permesso di soggiorno scaduto. Del resto solo i nordafricani ne hanno bisogno, visto che romeni e bulgari fanno parte dell'Europa ormai da qualche settimana. Ragazzi o uomini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; adulti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; i nordafricani, uomini e tantissime donne dai paesi dell'est. Qualche  bambino romeno.&lt;br /&gt;Ultima nota: ci sono una trentina di volontari solo in questo centro. Bene, sono uno dei pochissimi maschi, l'unico credo sotto i trenta. Per il resto decine di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;volenterose&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; signore catanesi. Devo dire che non l'avrei mai immaginato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-9077207950708954419?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/9077207950708954419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=9077207950708954419&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/9077207950708954419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/9077207950708954419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/01/habemus-caritas.html' title='Habemus Caritas'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-1620718904918668781</id><published>2007-01-19T13:06:00.000+01:00</published><updated>2007-07-16T16:44:00.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Apdeit</title><content type='html'>Finalmente alcune certezze nel mio futuro! Prossimo, almeno. Lo stage al Mae Crui, ovvero all'istituto di cultura italiano a Damasco sta prendendo forma. Comincerei, se mi prendono, il due maggio fino al due agosto. Ma la partenza per la Siria è prevista per molto prima, alla metà di febbraio. Sto arabo devo impararlo prima o poi! Ho dunque affidato alle poste italiane e alla poco raccomandabile ambasciata siriana di Roma il mio passaporto per le pratiche del visto, sto cercando un volo conveniente per la Siria e incrociando le dita affinchè vada tutto liscio.&lt;br /&gt;Ufficializzo dunque anche la mia visita veneziana che avverrà intorno al tredici-quattordici febbraio, il quindici ho il colloquio per lo stage. Proprio di giovedì grasso! Non mi dispiace affatto rivedere Venezia sotto carnevale. Un bel modo di salutarla, direi.&lt;br /&gt;Dopodichè una veloce visita 'nta capitale e verso il 18 conto di essere su un qualsiasi boeing in servizio da Roma a Damasco. Ci si rivede a settembre, come si diceva a scuola!&lt;br /&gt;A presto per ulteriori aggiornamenti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-1620718904918668781?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/1620718904918668781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=1620718904918668781&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1620718904918668781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/1620718904918668781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/01/apdeit.html' title='Apdeit'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-7877571598381144916</id><published>2007-01-09T22:33:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:45.813+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>De Cazzeggi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RaQmn-1c1HI/AAAAAAAAABI/dLJRFEGGpwE/s1600-h/IMG_4745.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018178353121514610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RaQmn-1c1HI/AAAAAAAAABI/dLJRFEGGpwE/s200/IMG_4745.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ffcc66;"&gt;D&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;irei che il resoconto del primo mese di vita del mio blog è piuttosto scarso, quattro interventi! Periodo un po' particolare... Certezze che sfuggono, dubbi che arrivano, vita che cambia... Poca voglia, pochi &lt;em&gt;stimoli&lt;/em&gt;, poco &lt;em&gt;pilu&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;Certo che il cazzeggio è veramente un tunnel con una via d'uscita lontanissima e dalla luce tenue e poco attraente. Ci sarebbe da scrivere un compendio sulla natura filosofica del vortice del cazzeggio - ma credo sia già stato fatto. Sono venuto a Catania con milioni di progetti e idee tra le quali il blog e questi sono i risultati! Parlandone &lt;/div&gt;si ha subito la consapevolezza che se la situazione non cambia dipende solo da se stessi. Di solito funziona che la sera prima si fanno un sacco di progetti e la mattina dopo - e mattina naturalmente è un eufemismo - la memoria di quei progetti è stata formattata e ci si trascina per un altro giorno davanti a un computer che non ne può piu' o al massimo andando in giro con gli amici. Com'è possibile razionalmente tutto ciò? Come si può pensare che non si tratta di un comportamento insensato? Giustificazioni come: "adesso che sono laureato non so cosa mi aspetta e ciò mi deprime" o "sono da solo a dovermi creare degli stimoli e non sono abituato" o ancora "non vale la pena tanto sono qui per poco" si rivelano implacabilmente misere e senza fondamento, se non proprio all'inizio. Oltretutto il cazzeggio implica insoddisfazione e questa implica nervosismo e malumore, ma dico io come si fa a voler cazzeggiare tutto questo tempo? Io credo che l'&lt;em&gt;otium &lt;/em&gt;sia sacrosanto nel momento in cui segue un lavoro particolarmente impegnativo. Ma il periodo limite è una settimana. Dopodichè bisogna trovare qualcos'altro. E farlo, naturalmente. Qualcuno è contrario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione non è così oscura e avvilente, naturalmente. Sto realizzando in effetti uno dei principali progetti che mi ero riproposto al mio arrivo, quello di svolgere uno stage-volontariato in un'associazione che si occupa di accoglienza agli immigrati. Cercherò in ogni modo di combattere ancora il germe del cazzeggio (a proposito, sapete che cazzeggiare in francese si dice &lt;em&gt;glander&lt;/em&gt;? chissà se da noi arriverà mai &lt;em&gt;glandeggiare&lt;/em&gt;) raccontando un po' quello che faccio alla Caritas di Catania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso il progetto piu' sicuro in questo momento è quello della partenza per il Lontano Medio Oriente verso la metà di febbraio. Poco prima dovrei passare da Venezia per un colloquio per lo stage Mae Crui che vorrei fare all'istituto di cultura italiana di Damasco. Inshallah!&lt;br /&gt;A presto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-7877571598381144916?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/7877571598381144916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=7877571598381144916&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7877571598381144916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/7877571598381144916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2007/01/de-cazzeggi.html' title='De Cazzeggi'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RaQmn-1c1HI/AAAAAAAAABI/dLJRFEGGpwE/s72-c/IMG_4745.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-3978255979463040421</id><published>2006-12-28T18:26:00.000+01:00</published><updated>2007-07-16T16:44:00.828+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Manni al Musafir vS Ronnie SalvoJk</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;l filmato è tratto dal capolavoro di Sylvietta recentemente realizzato, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lola,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Fataità 'a gavea premura&lt;/span&gt;. Il film è stato realizzato nel 2006 a Venezia in collaborazione con l'intero Coabitato di San Stae 1987.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Vorrei dedicare questo video al mio amico co-viaggiatore &lt;a href="http://diarreadelviaggiatore.blogspot.com/"&gt;SalvoJk&lt;/a&gt; facendogli notare quante cazzate ha fatto nonostante cerchi di apparire una persona impegnata, profonda e diligente! Resta sempre così Savvuzzo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vGtD7aBVomU"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vGtD7aBVomU" type="application/x-shockwave-flash" width="350" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-3978255979463040421?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/3978255979463040421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=3978255979463040421&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3978255979463040421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/3978255979463040421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2006/12/i-l-filmato-tratto-dal-capolavoro-di.html' title='Manni al Musafir vS Ronnie SalvoJk'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-4961750511130951061</id><published>2006-12-24T16:54:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:46.033+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Natale con Lode</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RY6nMzGq3wI/AAAAAAAAAAo/iDR8UD69Qa0/s1600-h/Immagine+046.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RY6nMzGq3wI/AAAAAAAAAAo/iDR8UD69Qa0/s320/Immagine+046.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5012127273628393218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perdonatemi, ho del tutto trascurato la cura del blog nell'ultima settimana. Sono giorni intensi e caotici quelli che precedono gli impegni natalizi, visto che la mia cara sorelluzza Angelina si è appena laureata in antropologia a Palermo con voto 110 cum laude e tutto il resto! La mia famiglia intera, compresa la nonna teutonica, è stata affaccendatissima nel preparare i 3 festeggiamenti (una volta a Palermo, e poi a Catania con parenti e amici) conclusisi soltanto ieri per la gioia di noi tutti.&lt;br /&gt;Un'esperienza molto interessante quella del giorno della discussione, a parte ovviamente l'emozione vissuta da tutti e la mia gioia nel  rivivere la mia esperienza di qualche mese fa. La facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, un edificio che ricorda un po' l'ecomostro di Punta Perotti a Bari, porta i segni delle lunghe occupazioni, piuttosto radicali si direbbe, dai murales pro-Palestina che si vedono all'ingresso dell'aula magna raffiguranti uomini che bruciano vivi e cadaveri insanguinati. Ci sono cinque laureandi oltre mia sorella e noi ce li guardiamo tutti perchè le proclamazioni vengono fatte tutte insieme. Una figura emerge immediatamente dalla commissione già prima dell'inizio delle discussioni: è Buttitta, il capo dipartimento nonchè presidente di commissione. Siede in mezzo ad altri cinque-sei professori, capelli bianchi, lineamenti marcati, corporatura imponente. "Bravo, bravo" dice al professore che gli sta accanto dandogli una pacca sulla spalla, alla quale segue una risata imbarazzata e poco credibile da parte dell'altro prof. La prima discussione è un massacro. La relatrice fa un'introduzione di dieci minuti sul lavoro svolto e la povera ragazza non sa più cosa dire, così il nostro Buttitta comincia a porre domande prima sulla tesi, poi su argomenti che ruotano attorno a questa, poi su tutto quello che capita. E' il prototipo dell'interrogazione della prof di liceo bastarda, il cosiddetto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;palo&lt;/span&gt;, la deliberata volontà di mettere in difficoltà uno studente denigrandolo, interrompendolo continuamente e trattandolo con estrema sufficienza. Il resto della commissione è muto come un pesce, nessuno osa contraddire il massacro della malcapitata, neanche la relatrice. Nessuno osa rispondere "sì" alla domanda del presidente "qualcuno vuole chiedere qualcos'altro?". Il presidente approfitta anche delle discussioni per sentenziare opinioni e lanciare battute riguardo un po' tutti, i colleghi professori, gli storici dell'arte, Berlusconi, il pubblico. E' il boss della facoltà, il padrino fondatore del dipartimento, quello che ne sa di più di antropologia, quindi quello che può decidere su tutto e tutti, sulla vita e sulla morte universitaria degli studenti: è abbastanza chiaro a tutti che il voto finale di laurea è conosciuto già prima della discussione, già prima dell'eventuale massacro. Sì, perchè non tutti i laureandi sono sottoposti alla tortura, alcuni possono anche svolgere una discussione non particolarmente brillante e uscirsene con una lode. Il potere del dott. Buttitta è talmente radicato che si è portato al dipartimento anche tutta la famiglia, sono professori di ruolo la moglie e il figlio, che stando a quello che dicono gli studenti non sono molto più democratici. Il pubblico esterno si guarda attonito durante le discussioni, gli studenti osservano con aria rassegnata e commentano: "se la facoltà va male è solo colpa sua". Chi lo appoggia? "il Preside", dicono - beh qualcuno dietro doveva starci.&lt;br /&gt;Il confronto con la candida Ca'Cappello veneziana è immediato e inevitabile, e mi chiedo come possa essere così immenso il divario tra quei due mondi, tra quelle due realtà universitarie che solo geograficamente fanno parte dello stesso paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra parentesi, mia sorella ha tenuto una discussione brillantissima! Ha esposto la sua tesi sui riti di passaggio nella comunità Tamil di Palermo presentando una serie di fotografie che molto devono essere piaciute al nostro caro boss; il quale ha comunque poi posto delle domande non proprio attinenti alla tesi, alle quali mia sorella ha saputo rispondere con la massima diligenza, facendo trapelare addirittura qualche tono di fastidio per la stupidità di quelle domande. Grande!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti, siate più buoni e più belli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-4961750511130951061?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/4961750511130951061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=4961750511130951061&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4961750511130951061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/4961750511130951061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2006/12/natale-con-lode.html' title='Natale con Lode'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RY6nMzGq3wI/AAAAAAAAAAo/iDR8UD69Qa0/s72-c/Immagine+046.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-6717484412029681076</id><published>2006-12-14T02:06:00.000+01:00</published><updated>2008-11-07T05:34:46.271+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Berlino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Deutscher al Musafir</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 94.9pt 0.0001pt 63pt; text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RYCkpoAQXUI/AAAAAAAAAAM/CAoXvF2HD8w/s1600-h/018.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 216px; height: 176px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RYCkpoAQXUI/AAAAAAAAAAM/CAoXvF2HD8w/s200/018.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5008183820656074050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Poche settimane mi separavano dalla laurea e, in preda ad un già troppo prolungato fancazzismo, con una buona parte dei liquidi del mio corpo ancora composta da alcool, troncato in partenza nella mia carriera giornalistica per uno stage mai andato in porto, decidevo di comprare i biglietti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hlx&lt;/span&gt; per Berlino, con i quali sarei giunto in terra germanica intorno alla metà di novembre. “Voglio riprendere in mano ‘sto tedesco arrugginito dalla prima elementare, visitare i miei parenti che non vedo da otto anni, conoscere questa città di cui tutti parlano”: motivazioni come queste mi hanno spinto a partire. Il viaggio a Berlino e nelle altre città della Germania è stato questo ma anche molto di più. Un viaggio alla scoperta di una capitale per la quale non puoi evitare di pensare, allontanandotene, “potrei davvero vivere qui per sempre”. Un tuffo profondo nel passato alla scoperta di sé e delle proprie radici. Un’occasione unica per stringere nuovi, intensi legami, e consolidarne di passati.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prossimamente, Berlino e dintorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-6717484412029681076?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/6717484412029681076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=6717484412029681076&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6717484412029681076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/6717484412029681076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2006/12/deutscher-almusafir.html' title='Deutscher al Musafir'/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_uQlBZoqWxh8/RYCkpoAQXUI/AAAAAAAAAAM/CAoXvF2HD8w/s72-c/018.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3632987021926524024.post-5024601347515836417</id><published>2006-12-11T18:57:00.000+01:00</published><updated>2006-12-11T19:57:56.698+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Salve!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunghe settimane di preparazione e numerosi ritardi hanno preceduto l'apertura di questo blog. Ma oggi, 11 Dicembre, finalmente mi decido a scrivere il mio primo intervento! Il blog è ancora in una versione provvisoria, nel senso che devo ancora capire e poi aggiungere tutte le funzioni più interessanti offerte dai signori di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blogger.com&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E pensare che per lunghissimi (?) mesi mi sono dedicato fino alla nausea all'analisi di questi strumenti demoniaci chiamati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blog&lt;/span&gt;! Adesso mi ritrovo a scriverne uno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Al Musafir&lt;/span&gt; in arabo&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;significa semplicemente il viaggiatore, quindi credo che la maggior parte dei post sarà dedicata a racconti di viaggi e tutto quello che ci sta attorno. A cominciare dal mio recente pellegrinaggio in terra germanica, appena conclusosi. Però vorrei sfruttare questo spazio anche per tante altre cose, esperimenti letterario-giornalistici ecc. ecc. Non so se aprirò anche un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fotolog &lt;/span&gt;per accompagnare le descrizioni dei miei viaggi, intanto potete vedere le foto su Flickr.&lt;br /&gt;Ciauz!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3632987021926524024-5024601347515836417?l=almusaafir.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://almusaafir.blogspot.com/feeds/5024601347515836417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3632987021926524024&amp;postID=5024601347515836417&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/5024601347515836417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3632987021926524024/posts/default/5024601347515836417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://almusaafir.blogspot.com/2006/12/salve-lunghe-settimane-di-preparazione.html' title=''/><author><name>Tyno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00979349749468624726</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://farm1.static.flickr.com/149/414958891_2c17a468ed.jpg?v=0'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
