martedì 14 luglio 2009

Watchin' Human Rights from 34th floor (prologo)

Oggi è iniziata la terza settimana. Lo stage con Human Rights Watch procede a gonfie vele. Per quei pochi che non lo sanno, sono venuto a New York proprio per questo. Due mesi di stage (non pagato) nella sezione Middle East & North Africa, per gli amici Mena, in una delle ong più importanti al mondo per i diritti umani. Tutto ciò si svolge, per l'appunto, al trentaquattresimo piano dell'Empire State Building, tra la quinta e la trentaquattresima, Midtown Manhattan. Potevasi mai desiderare qualcosa di più? Forse sì, magari uno stage pagato, ma insomma, una cosa alla volta. E non dimentichiamoci la sistemazione - a un'ora e mezza da Manhattan, nell'estremo oriente Queens – presso la sig.a Roberta, che più ospitale non si può.
Insomma, le prospettive di questo viaggio, ormai in pieno svolgimento, erano delle migliori. E nessuna – quasi nessuna – aspettativa è rimasta delusa.
Vogliamo ammorbarci un po' con le numerose aspettative e con i retroscena psicologici di questo viaggio? Ma certo, che domande.

Repetita iuvant: NYC arriva dopo due anni tondi dall'ultimo viaggio, quella lontana Damasco a cui mi capita qualche volta di pensare, che alle volte mi manca e di cui conservo una piacevole sensazione di serenità. La dimensione-viaggio, i geni del Musafir negli ultimi due anni sono stati accantonati per fare spazio ad altri geni o presunti tali, e all'avventura Orientale, ma alla fine sono tornati fuori, forse un po' cresciuti e un po' cambiati. Già un anno fa in realtà è cominciata l'idea di questo viaggio, sotto spinta e assistenza del pater, che non poco ha contribuito alla sua realizzazione. L'idea iniziale era di andare in una delle sedi europee di Human Rights Watch (Berlino, una a caso), e New York è stata la risposta elettronica avuta dalla sede centrale. E così nell'anno successivo i contorni si sono fatti reali, a febbraio avevo già il biglietto ed ero più o meno pronto per lasciare il caos universitario orientale e/o napoletano e venire fin qui. Ben presto è arrivata anche la soluzione alla più grande difficoltà da affrontare: trovare casa. E per quella è arrivata pronta la soluzione amici-di-famiglia. Ringraziamenti vivissimi.
I geni del Musafir sono cambiati, si diceva. Sembra che il classico desiderio di viaggiare fine a se stesso romanticamente parlando, abbia lasciato il posto ad aspettative e sentimenti più concreti. Naturalmente, non è che manchi la voglia di viaggiare e vedere posti nuovi. È cambiata la prospettiva. Venticinque anni sono giunti con un po' di ansia gratuita questo febbraio, e ogni cosa adesso sembra essere orientata verso il 'ma cosa farò, ma a cosa mi servirà'. Insieme alla folle corsa agli esami (meno cinque più tesi), si fa strada un sentiero un po' incerto ma sicuramente inesorabile: fra un anno o inshallah meno, qualcosa, qualsiasi cosa, ne sarà di me. Si capisce facilmente quindi, come si presenta NYC in tutto ciò: apprendi, formati, capisci come funziona il mondo, e fai in fretta. Prendi contatti, impara a fare cose, cresci! Per fortuna, ridimensionate le aspettative nella loro forma umanamente accettabile e sopportabile, l'esperienza sembra finora andare nel verso giusto.

Alla fine dello stage non ho detto proprio nulla. Vabbè, ci sarà tempo. Arrivedervisi.

5 commenti:

a.g. ha detto...

Se l'Italia continua cosí, farai i controlli sui diritti violati nel nostro paese. Sarebbe anche ora di chiudere tutti i politici nel parlamento e buttare la chiave.

...ma incontri mai personaggi famosi?

Anna

Anonimo ha detto...

ratzinger si ruppe un polso. vabbè, non si può avere tutto dalla vita.come dicevano quelli? meglio un uovo oggi..
intanto c'è chi paragona Ahmadinejad a Berlusconi (http://www.lrb.co.uk/v31/n14/zize01_.html) definito a corrupt Islamofascist populist, a kind of Iranian Berlusconi whose mixture of clownish posturing and ruthless power politics is causing unease even among the ayatollahs.
Beh, bisogna fare un po' di sforzo per immaginare delle escort che chiamino il giovane Mahmoud papi.
A proposito, come sono gli ascensori dell'Empire State Building?

Bruno Bong ha detto...

Ehi ehi ehi, eccolo finalmente nostro citadino del mondo! Non so più in che lingua scriverti (l'ultimo incontro in italiano fu un disastro, isn't it?) ma mi fa piacere vedere questo blog (e quello delle foto) di nuovo aggiornato e ritrovare il suo ambito iniziale.
Dai non dimanticare di inviarmi una cartolina mister "tu vuò fa l'americano". A presto!

silvia ha detto...

finalmente ti rileggiamo!!!
mi era sfuggito il dettaglio dell'empire state building, leggendolo ho provato TRRREMENDA invidia!

salvojk ha detto...

tacita approvazione