That's it, folks: fra due giorni si torna alla bella Napoli. Un weekend allungato aiuta a preparare la mente al nuovo cambio, un weekend fatto di ultimi stanchi giri, molto glander e moltissime puntate di Scrubs in streaming – meno male che esiste, ma attenti, è una droga.
Sono molto contento di tornare a Napoli. La mia vita lì mi è mancata, la bella S. Chiara 41, le follie di Melaqa e le sue cene vegane, i mille caffè di Ciccio e i milioni di discorsi random e l'affetto e l'aula studio di palazzo Giusso. Nella grande mela mi sono accorto di quanto mi piaccia la mia vita lì, nonostante lo sclero e la sovente reclusione da studio, i criminali di quartiere che lanciano pietre verso il quarto piano e la monnezza del finesettimana che nessuno psiconano è in grado di eliminare. So già che quest'anno sarà ancora peggio del precedente in termini di sclero, ma mi piace l'idea di sclerare in mezzo a gente con cui sto bene.
Tempo di resoconti? Che noia, ma sembra di sì. Credo che ripeterò circa infinite volte questa storia alle persone che me lo chiederanno nelle prossime settimane, tanto vale prepararselo per bene.
Scartiamo subito le tautologie: sì, due mesi sono volati – quanto passa veloce il tempo! Neanche fosse una mezza stagione! Per altro il tempo è stato sempre molto mite, il che è stato soprattutto un vantaggio.
E continuiamo con qualche domanda banale ma certamente inevitabile:
Ti è piaciuta New York? Certo che sì. Ma già so che ogni volta che me lo chiederanno ci sarà la seguente premessa che riporto fedelmente: no però non so come parlare di NY perché sai abitando a un'ora e mezza non è che l'abbia vissuta molto... E poi per me per conoscere una città bisogna viverla con la gente... E io non ho avuto molte occasioni di fare amicizie strette... Per non parlare della vita notturna che non c'è proprio stata.
E via dicendo con premesse sempre vere ma sempre più noiose.
Come dare un'opinione su una città che si ha avuto modo di conoscere così frammentariamente? La risposta immediata sarà: beh New York me la sono vissuta come esperienza fondamentale dal punto di vista della crescita personale e professionale. Sempre verissimo.
In realtà però soprattutto all'inizio mi sono fatto un sacco di giri e ho cercato di conoscere NYC e dintorni il più possibile, hai visto le foto? E quindi l'unica cosa da poter fare è una classifica generale delle cose che mi sono piaciute di più, e quali di meno.
Per esempio:
N
on sai quanto mi sia piaciuto Washington Square Park [nel Greenwhich Village]! Forse è la cosa che mi è piaciuta di più, insieme agli altri parchi. Al contrario, se c'è qualcosa che non mi è piaciuta quella è Times Square, che schifo! Diciamo che tutto il Midtown è un po' una schifezza con tutti quei palazzacci alti e grigi, la sua arroganza che urla al capitalismo sfrenato, e le centinaia di migliaia di turisti che ronzano attorno all'Empire State Building.Domanda: ci abiteresti?- Probabilmente non a Manhattan, ho già risposto un paio di volte. Magari a Brooklyn per un po', con tutte quelle casette coi mattoni rossi e Prospect Park che è la versione umana di Central Park.

La vita è cara? Qui la stanchezza comincia a farsi sentire. Sì, è cara per un americano, ma il cambio favorevole rende i prezzi simili all'Italia. Ma non parliamo degli affitti: altro che crisi.
A proposito, ma la crisi si vede? (respiro profondo) Beh non è che la vedi per strada, la gente ancora mangia da Mcdonalds e tutti hanno l'iPhone o il Kindle [è l'ultima trovata, ebook su un apparecchio che si apre a mò di libro e rivestito in pelle], ma se parli con la gente tutti dicono che hanno perso soldi e che conoscono gente che ha perso il lavoro.
Ma ci sei stato al World Trade Center? (brrrrr....) Sì. - E com'è? - Un cantiere.
Qual è la cosa più strana che hai fatto o che ti ha colpito di più?
Mi sono preparato questa risposta e ho deciso di dire: una volta mi hanno invitato a una messa gospel in una chiesa/bunker a Brooklyn, sotto i binari della metro sopraelevata. Un'esperienza a dir poco mistica: dall'inizio alla fine tre ottime cantanti hanno intonato quelle che sembravano hit di Alicia Keys ma con nomi tipo 'C'mon, let's worhsip him', oppure 'Jesus is just great'. La cosa è andata avanti per tre ore, a un certo punto anche il pastore vestito di azzurro con cravatta viola, intramezzava la sua predica con canzoni jazz, soul e folk. Tra i ricordi più esilaranti: il pastore mi ha presentato a tutta la chiesa durante la messa, ha detto 'siamo felicissimi di accogliere oggi un grande amico italiano, è venuto per vedere come si fa una vera messa! Un applauso per Tino!' E via numerosi applausi e tutti che mi venivano a stringere la mano dandomi il benvenuto nel cammino di Gesù.
Hai fatto amicizie? Mi sembra di aver già risposto a questa domanda. In ogni caso, ho stretto amicizia con una ragazza che lavorava con me a Human Rights Watch, del Michigan. Peccato che se ne sia andata a metà agosto. Per il resto, amicizie varie, gente con cui sono uscito qualche volta ma poi si fermava lì. Penso che ognuno avesse già il suo giro visto che erano quasi tutti residenti a New York, e soprattutto abitavano a Manhattan. Mentre io...
L'intervista potrebbe andare avanti ancora molto a lungo e le domande potrebbero farsi ancora più noiose, quindi è meglio mettere un punto, e cercare di offrire nella prossima puntata un resoconto soddisfacente della vera esperienza newyorchese, al famoso trentaquattresimo piano, anzi trentacinquesimo, Mena Division.








